Rubriche #tavolidadisegno Nello studio di Pablo Cammello

Nello studio di Pablo Cammello

Siamo entrati nello studio del giovane fumettista e illustratore milanese Pablo Cammello, autore del webcomic Tumorama – che nel 2017 verrà pubblicato in volume da Shockdom – e di Giallo Arcobaleno, un libro da colorare pubblicato da Passenger Press.

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A che progetti stai lavorando attualmente?

Sto continuando la produzione spasmodica del mio fumetto web “Tumorama”. Saranno gli episodi che chiudono il primo ciclo di avventure, che sarà raccolto in un volume cicciotto nel 2017. Nel contempo, oltre a continuare mio lavoro di copertinista per etichette discografiche, ho appena terminato la produzione di “Giallo Arcobaleno”, un mio albo da colorare a fumetti che tratta una storia surreale sull’omicidio dell’arcobaleno. Un giallo appunto. Esce prossimamente per Passenger Press, ma si può già preordinare sul loro sito.

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Che strumenti e tecniche usi per disegnare?

Quasi sempre outline in brushpen o pennarelli e colorazione in digitale. Occasionalmente acriliconi o ecoline.

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Hai delle abitudini da rispettare prima di metterti al lavoro?

In genere se lavoro a casa rotolo direttamente dal letto alla scrivania (passando dalla colazione). Il fatto di avere lo studio dall’altra parte di Milano invece mi consente di avere un rituale lunghissimo fatto di tram persi, scarpinate e bagni di folla in metro. Però ne vale la pena, il laboratorio era un vecchio magazzino in rovina sotto un teatro che abbiamo rimesso in sesto. Mi dà la possibilità di lavorare e confrontarmi con gente tosta.

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Quali sono per te gli autori e le opere di riferimento?

Sono cresciuto a Pimpa e Jacovitti e questo potrebbe avermi causato turbe psicologiche durante la crescita.

Di recente mi sono innamorato di tutta la nuova scuola di fumetto indie canadese, che in larga parte lavora anche nella produzione di Adventure Time (cartone della vita). Se invece penso a livello di narrazione, David Boring di Daniel Clowes e Megahex di Hanselmann sono state due delle ultime cose lette che mi hanno provocato scosse sismiche nel cervello. Cerco comunque di essere curioso e farmi influenzare da più cose possibili, quelle che mi colpiscono in modo più viscerale. Per esempio all’ultima mostra a cui sono stato ho sviluppato un interesse morboso per le forme delle sculture di Ans Harp, mi trasmettono delle sensazioni stranissime.

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Sulla studio tieni un oggetto a cui sei particolarmente affezionato?

Oggetti particolari no, ma ovunque io lavori ho sempre necessità di circondarmi di dinosauri. Ho un triceratopo gonfiabile sul mobile che è al tempo stesso il mio legame con l’infanzia e con le origini del mondo.

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