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6 buone ragioni per leggere Tom Tomorrow – Il pazzo mondo a stelle e strisce

Se pensate che nel mondo delle strisce a fumetti più “politiche”, dai tempi di Doonesbury in poi, sia successo poco, forse non conoscete This Modern World. Creata nel 1988 da un certo Tom Tomorrow (in realtà, Dan Perkins), This Modern World è una strip settimanale che offre uno spaccato bizzarro dell’America di oggi, popolata da personaggi naif e ingenuamente entusiasti (fra cui un pinguino parlante e progressista), disegnata in uno stile vintage che ammicca agli anni Cinquanta, e imbevuta di uno sguardo satirico inequivocabilmente a sinistra.

tom tomorrow

Grazie a questa serie, pubblicata su oltre 90 testate sparse tra il nord America e il Canada, Perkins è stato selezionato tra i finalisti del premio Pulitzer 2015, nella categoria “Editorial cartooning”. In queste settimane è in corso una campagna in crowdfunding, su www.mamma.am/tomtomorrow, che l’associazione culturale Altrinformazione ha avviato per tradurre in italiano una raccolta delle strisce di “Tom Tomorrow”. Abbiamo perciò chiesto a Carlo Gubitosa, fra i promotori del progetto, di offrirci sette buoni argomenti per spiegare perché vale la pena sostenere e leggere Il Pazzo Mondo a Stelle e Strisce – Manuale a fumetti per capire gli Stati Uniti.

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1) È un ottimo volume di giornalismo a fumetti, che in Italia si è affermato come un genere letterario capace di scalare la vetta delle classifiche assolute di lettura, sorpassando poesia, narrativa, saggistica e manualistica. Per capire meglio questo genere e questo linguaggio, per tenerlo vivo tra i lettori e per stimolare la fantasia degli autori non bastano le produzioni nostrane, ma e’ utile anche leggere e pubblicare in italiano lavori di autori gia’ affermati e premiati all’estero. Allargare ad autori stranieri l’orizzonte del giornalismo a fumetti made in Italy e’ un gioco a somma positiva, dove beneficiano gli autori che allargano il loro pubblico fuori dai confini nazionali, i lettori che scoprono altre cronache e altre prospettive, le autoproduzioni editoriali che possono sperimentare nuove forme di racconto.

2) È giornalismo a fumetti nato 25 anni fa, nel gruppo di cartoonist da cui Matt Groening ha spiccato il volo verso l’animazione, un format diffuso sugli “alternative weeklies” nell’underground della stampa indipendente made in USA, e tradotto come autoproduzione italiana per promuovere una visione politica libera dai condizionamenti dei media mainstream.

3) I temi cruciali della politica statunitense (guerre, armi, tortura, videosorveglianza, razzismo, povertà) sono talmente angoscianti da richiedere una sapiente miscela di rigore giornalistico, colore fumettistico e leggerezza satirica per essere affrontati senza entrare in depressione.

tom tomorrow

4) Tom Tomorrow ha degli ottimi supporter, a cominciare dai maestri jedi appassionati di questo autore, come dimostra l’endorsement ricevuto da Luke Skywalker in persona, su Twitter, dopo l’annuncio del trailer italiano di promozione del crowdfunding. (Cfr ). A questo possiamo aggiungere la prefazione di Michael Moore e l’introduzione di Eddie Vedder, il leader dei Pearl Jam, entrambi storici estimatori del lavoro di Perkins.

5) Nel mercato editoriale italiano del fumetto c’e’ bisogno di sperimentare, di scoprire nuovi autori e nuovi formati narrativi, di azzardare operazioni inedite e aprire strade nuove. E questo possiamo farlo solo sostenendo il settore no-profit delle autoproduzioni indipendenti, che da sempre e’ il “brodo di coltura” privilegiato del giornalismo a fumetti, dove autori come Art Spiegelman e Joe Sacco si sono ritagliati uno spazio da soli su fanzine autoprodotte prima che si aprissero per loro le porte della “grande editoria”, proprio come è avvenuto per Flaviano Armentaro, Toni Bruno, Makkox, Matteo Fenoglio e Zerocalcare, che ho avuto l’onore di pubblicare su “Mamma!” (la rivista di giornalismo a fumetti della nostra associazione culturale) prima che il loro talento esplodesse in libreria e in fumetteria.

6) La più grande superpotenza mondiale, con l’esercito più armato del pianeta, sta per decidere quale sarà il suo nuovo “commander in chief”. Come cittadini del mondo possiamo scegliere se restare passivi a guardare oppure informarci, sostenere attraverso un fumetto il pensiero alternativo alla realpolitik bipolare, amplificare e tradurre in italiano le voci critiche che si levano dall’altro lato dell’Atlantico per dirci che possiamo vivere bene anche con meno pistole e più sanità pubblica, meno guerre e più borse di studio.

Di seguito un po’ di pagine in anteprima dal libro:

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