5 nuovi anime da seguire nell’autunno 2016

Devo aprire questo ennesimo appuntamento con i consigli sui nuovi anime con un annoso problema: per la prima volta da quando compilo questa rubrica, mi trovo di fronte a un’impasse nell’eleggere la perla di nonsense della stagione.

L’estate scorsa si è portato a casa tutto Onara Gorou, il peto umano che dispensava consigli di vita, ma questa volta non so cosa scegliere. A un angolo del ring abbiamo Keijo!!!!!!!! (con esattamente otto punti esclamativi), in cui ragazze in costume da bagno combattono a colpi di deretano. Sì, ve lo giuro, si prendono a culate. «Ma perché stiamo ancora qui a discutere? È ovvio che quest’opera merita il titolo!», direte giustamente voi. È che dall’altra parte c’è Fune wo Amu, che parla di dizionari. Come la mettiamo?

Messi da parte questi dubbi amletici, passiamo alle novità del palinsesto autunnale. Come regola generale cerco sempre di consigliare uscite totalmente nuove, quindi che non siano sequel o spin-off di serie già avviate né parte di un franchise, ma voglio far presente ai nostalgici che questa stagione è scenario di grandi ritorni: abbiamo una nuova serie ispirata a L’Uomo Tigre, una rivisitazione di Yattaman e gli sketch umoristici con i personaggi di Il grande sogno di Maya disegnati in versione super deformed.

Inoltre proseguono Le bizzarre avventure di Jojo e Haikyuu!! e partono le seconde stagioni di Bungou Stray Dogs (l’anime con gli scrittori giapponesi in versione detective del soprannaturale, ve lo ricordate?) e Ajin.

24 – Un marzo da leoni

Non posso che aprire le danze consigliandovi la versione animata del manga di Chika Umino, premiato con il Kodansha Manga Award nel 2011 e edito in Italia da Planet Manga. Il protagonista è Rei, un diciassettenne con una carriera da giocatore professionista di shogi e un passato infelice. Solo le sue vicine di casa, tre premurose sorelle, riporteranno un po’ di colore e molto rumore nella sua vita.

Una storia tenera e malinconica, che ti fa provare quella sensazione che i giapponesi chiamano (non ridete) poka-poka: quando ti si scalda il cuore e vuoi andare ad abbracciare le persone importanti della tua vita e dir loro che gli vuoi bene. Va da sé che il kit copertina + tazza di tè è essenziale per un’esperienza di visione ottimale.

Yuri!!! On Ice

Il nuovo anime di Sayo Yamamoto con i pattinatori! Personalmente lo aspettavo con ansia e non mi ha affatto deluso. Il protagonista è Yuri Katsuki, un giovane pattinatore in crisi che a ventritré anni sta già iniziando a mettere su un po’ di pancetta. Il fuoriclasse russo Viktor Nikiforov, suo idolo da sempre, vede un suo filmato su YouTube e di punto in bianco si presenta alla sua porta, fermamente deciso a fare di lui un campione. Ovviamente non può mancare un rivale, il bizzoso Yuri Plisetski.

E ora, la domanda che un po’ tutti si sono fatti: ma è una roba per femmine coi maschi che si amano o posso guardarlo anche se dei maschi che si amano non me ne frega niente? In verità vi dico che l’omosessualità c’è, ma la trama è incentrata sul pattinaggio ed è di stampo molto classico. Io lo consiglierei un po’ a chiunque.

Occultic;Nine

Tratto da una light novel di Chiyomaru Shikura, l’autore di Chaos;Head, Steins;Gate e altri anime col punto e virgola nel titolo. Sarà che ha un ritmo frenetico e una sceneggiatura frizzante – ed è quindi riuscito a svegliarmi dopo l’anime sui dizionari –, ma le premesse di Occultic;Nine mi sono sembrate interessanti.

La narrazione segue e insegue le vicende di nove personaggi – un liceale che vorrebbe arricchirsi grazie al suo blog sull’occulto e le teorie complottiste, una chiromante in grado di vedere il futuro, un giovane detective-prodigio, una ragazzina fin troppo affezionata al defunto fratello maggiore – interconnesse tra loro in modi misteriosi. Non ci si capisce niente, ma è quel non capirci niente che ti fa venire voglia di continuare.

Nota stonata: la compagna di classe scemotta il cui fondamentale ruolo consiste nell’avere le tette grosse e urlare stupidaggini. Ci libereremo mai da questo tipo di personaggi?

Flip Flappers

Il compito del primo episodio di una serie dovrebbe essere quello di trascinarti dentro la storia e incuriosirti abbastanza da farti decidere di restarci, invece molto spesso la narrazione non ingrana, perdendosi in spiegoni macchinosi e lunghe presentazioni dei personaggi. Fortunatamente, nel primo episodio di Flip Flappers non accade nulla di tutto ciò. Accade invece che la protagonista Cocona, di punto in bianco, viene rapita da una strana ragazzina volante che si accompagna a un robottino giallo dalla voce suadente e trascinata in un tubo (tipo quelli di Super Mario) che in realtà è il portale per un mondo parallelo innevato, dove dei pupazzi di neve giganti le ruberanno gli occhiali.

È tutto assurdo come sembra, buffissimo e animato con inventiva e originalità, per quanto la qualità generale lasci intuire un budget tutt’altro che sontuoso. Ma del resto lo studio di animazione che lo produce (Studio 3Hz) è appena agli inizi e io, con queste premesse, ho proprio voglia di dargli fiducia.

Udon no Kuni no Kiniro Kemari

Quando ho fatto partire il primo episodio di questa serie ho scritto alle mie amiche: «Sto iniziando un anime su un bambino-procione e un tizio che prepara gli udon, pregate per me». E invece sarà che era tardi, ero stanca e le mie facoltà di giudizio erano offuscate dagli effetti della camomilla, ma vi dirò che mi è piaciuto.

Il funerale del padre obbliga il trentenne Souta a far ritorno al suo paese natale, Kagawa, noto per la preparazione degli udon. Si ritrova per le mani il ristorante di famiglia, amatissimo dagli abitanti della zona e dagli avventori. E un bizzarro ospite, un bimbo di circa quattro anni che ben presto si rivela essere un tanuki che ha assunto forma umana. Prendendosi cura di lui, Souta rivive le sensazioni della sua infanzia e comincia a far pace col passato. Compresi gli udon del padre, che aveva sempre detestato.

  • Elia Notari

    Per tutti quelli che se lo chiedono: la nuova serie dell’Uomo Tigre è stupenda, per un appassionato di wrestling come me è praticamente perfetta.