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BANDE A PART(E) [capitolo 4]
Da Hara-Kiri alle Graphic Novel – storie di fumetti e rivoluzioni marginali

Dove si scopre come René Goscinny perse il lavoro per colpa del nonno paterno di William S. Burroughs, e di come ciò fu per noi una vera fortuna.

Nonno Burroughs

Tutti, anche quelli che fanno finta di avere letto Il Pasto Nudo e che conoscono Nova Express solo perché Luigi Bernardi aveva chiamato così una bellissima rivista, conoscono William S. Burroughs. Pochi sanno che suo nonno paterno, oltre a essere suo omonimo, era un tipo veramente geniale. Alcuni di questi pochi gli attribuiscono addirittura l’invenzione della prima addizionatrice scrivente, ovvero una calcolatrice. Ma mica è vero.

burroughs

L’inventore dell’addizionatrice scrivente, o per lo meno, colui che per primo ne registrò il brevetto, fu Dorr Eugene Felt, che nel 1889 modificò il suo comptometer (protocalcolatrice meccanica brevettata nel 1887) aggiungendogli la possibilità di stampare il risultato del calcolo.  Il meccanismo che univa la funzione del calcolo a quella di stampa era però così complicato che l’invenzione di Felt non ebbe il successo commerciale che il suo inventore si aspettava. L’intuizione geniale la ebbe il nonno di William Burroughs, che semplificò il meccanismo di stampa rendendolo facilmente utilizzabile da chiunque: imposti il calcolo sulla tastiera e poi, spingendo una leva sul lato dell’addizionatore, stampi lo scontrino.

Nonno Burroughs, che oltre a essere inventore aveva un gran fiuto commerciale, la mise in vendita l’anno stesso che scadeva il brevetto di Felt (nel 1912). La sua addizionatrice, battezzata Calculator Class 5, ebbe un successo di vendite tale da rendere la famiglia Burroughs una delle più ricche del Missouri. Nel 1927 la Burroughs Adding Machine Company produceva un milione di calcolatrici all’anno. Quando nel 1934 lanciò sul mercato il modello Class K, alimentato elettricamente, divenne la prima esportatrice di macchine per il calcolo nel continente latino.

Il contabile delle fate

Agli inizi del 1945 la Fabrica Argentina de Tejidos Engomados, che diventerà famosa con il suo acronimo (FATE), era ancora una piccola fabbrica di materiali di gomma situata nel barrio de Saavedra a Buenos Aires. È proprio in questo periodo che comincia una ristrutturazione organica che la porterà a diventare una delle attuali più importanti produttrici mondiali di pneumatici. La produzione di copertoni comincia proprio nell’agosto di quello stesso anno, ma quello che è rilevante per questa storia è che l’amministrazione fa un investimento rivoluzionario per l’ufficio contabilità. Acquista l’ultimo modello delle addizionatrici Burroughs. Una macchina abbastanza costosa ma che svolge, senza stancarsi, senza pause, senza errori e, soprattutto, senza retribuzione, il lavoro di aiuto-contabile.

L’aiuto contabile era un impiegato cui toccava il noiosissimo lavoro di fare a mano tutte le somme e le sottrazioni scritte nei mastrini. Un lavoro meccanico che una macchina avrebbe svolto decisamente meglio. Alla fine del mese l’amministrazione della FATE dà il benservito al suo aiuto contabile. Ed è così che, per colpa – indiretta – del nonno di William Burroughs, il diciannovenne René Goscinny deve trovarsi un nuovo lavoro.

“Vorrei fare un lavoro divertente”

Tutti, anche quelli che di Asterix hanno solo visto i film o hanno solo sentito parlare, sanno che il suo inventore, insieme ad Albert Uderzo, è stato René Goscinny. E allora, si chiederanno, che ci fa nell’inverno del ’45 (l’Argentina è nell’emisfero australe, là in agosto è inverno) a spasso senza un lavoro e senza un soldo per i barrios di Buenos Aires? E soprattutto, come ci era finito a fare l’aiuto contabile in una fabbrica di gomma, lui che, quando suo papà gli chiese cosa voleva fare da grande, aveva risposto: “vorrei fare un lavoro divertente.”?

In questa lunga storia ci sarà spesso da fare dei passi indietro. Ne abbiamo già fatti. Adesso ne facciamo un altro.

Ahora que ya sos libre, Nicaraguita

Stanislas Goscinny detto Simkha è il primogenito di Abraham Goscinny, rabbino capo di Varsavia, ma della teologia gli frega proprio niente e non intende seguire le orme paterne. Appena ne ha l’età si trasferisce a Parigi, per studiare chimica e ingegneria. Anna Beresniak invece è la figlia di Lazare Beresniak, tipografo ed editore di Khodorkov a cui la comunità ebraica ucraina ha commissionato la realizzazione del primo dizionario Yiddish-ebraico. Lazare è convinto che la sede più opportuna dove potrà svolgere con i migliori risultati questo lavoro sia Parigi, e ci si trasferisce con tutta la famiglia.

Tra Khodorkov e Varsavia ci sono più di tremilacinquecento kilometri. Simkha e Anna non si sarebbero mai incontrati se non si fossero trasferiti. Non a caso a Parigi. La loro storia d’amore meriterebbe un racconto. Ma non è la nostra storia, quindi la facciamo breve: nel 1919 si sposano e nel 1920 hanno il loro primo figlio, Claude.

Goscinny bambino in crociera

Goscinny bambino in crociera

Simkha è un chimico di assoluto talento e la sua connazionale Maria Sklodowswa, che tutti conoscono come Marie Curie, l’ha voluto a lavorare con lei nel suo laboratorio. Ma non è la vita che fa per lui. In quegli anni il Sud America è una terra di luminose prospettive per chi ha una qualifica tecnica o scientifica. Così nel 1923 la famiglia Goscinny si trova in Nicaragua, dove le competenze di ingegnere chimico di Simkha sono molto utili, indispensabili addirittura, alle compagnie della frutta statunitensi che stanno colonizzando il paese. E non è un modo di dire, lo stanno colonizzando davvero. Dal 1912 gli Stati Uniti infatti occupano militarmente il paese. Nel giugno del 1926 Augusto Cesar Sandino comincia la guerriglia contro gli USA e il governo fantoccio di Adolfo Diaz. La lotta armata durerà fino al 1933, quando finalmente i Marines nordamericani abbandoneranno il paese.

Claude, il fratello maggiore di René, racconta che suo padre era molto preoccupato perché aveva sentito dire in giro che lo volevano uccidere. Non è improbabile: gli europei al servizio degli yankee non erano molto ben visti in quegli anni di guerriglia, e il fatto di cadere vittima di un qualche attentato non era un fatto inconcepibile. Così, alla fine di luglio del 1926 la famiglia Goscinny lascia il Nicaragua e torna a Parigi, dove arriva agli inizi di agosto. Anna è incinta per la seconda volta e la gravidanza è ormai al termine. Il 14 agosto al 42 di rue du Fer-à-Moulin  (5° arrondissement) nasce René.

Mollare tutto e andare in Argentina/ per vedere come è fatta l’Argentina….

Nemmeno quindici giorni dopo, agli inizi di settembre Simkha parte da solo per l’Argentina. Sotto il governo del radicale Marcelo T. de Alvear l’economia argentina sembrava in continua espansione (la grande crisi del 1928, che l’anno dopo avrebbe colpito gli USA, era lì alle porte, ma nessuno sembrava accorgersene, e non è rilevante per la nostra storia) e le competenze di ingegnere chimico di Simkha erano molto utili per la nascente l’industria chimica del paese. Un po’ per mantenere la famiglia, un po’ per assecondare la sua natura di viaggiatore, Simkha accetta un incarico ben retribuito a Buenos Aires. Anna e i figli lo raggiungeranno due anni dopo, andando ad abitare al 875 di Rue du Sargento Cabral, nel quartiere francese.

historieta superman

Saranno anni dorati. Ricchi di spensieratezza. Anni di studio, di libri, di fumetti (sopratutto quelli nordamericani: Tarzan e Superman e poi quelli della Editorial Abril di Cesare Civita) e di viaggi. Simkha ama viaggiare, per lavoro e per diporto, e porta sempre con se la famiglia: su e giù per la Pampa, al mare in Uruguay, in Brasile, in Senegal, in Marocco e in Francia dove tornano a visitare i parenti ogni volta che è possibile. Solo la guerra e la persecuzione nazista in Europa impediranno i loro viaggi in Francia. Ma René quasi non se ne accorge. Certo, giovane diciassettenne, nel 1943 vorrebbe mollare gli studi, lasciar perdere il diploma e correre a Londra per combattere a fianco del generale De Gaulle e liberare Parigi. Ma nemmeno immagina l’orrore che i suoi parenti in Europa stanno vivendo per il solo fatto di essere ebrei.

Ecco. Ancora. Non a caso Parigi.

Solo nel 1945, dopo il 25 agosto, quando nel quartiere francese di Buenos Aires si festeggia la liberazione di Parigi, René, che ha appena perso il lavoro, scoprirà nel dettaglio cosa era successo in Europa e perché da così tanti anni non tornavano a Parigi. E quanti membri delle famiglie Goscinny e Beresniak erano scomparsi nei campi di concentramento nazisti.

goscinny

Le tante traversate oceaniche affrontate dalla sua famiglia negli anni precedenti alla guerra Renè le racconterà da par suo, condendole anche con aneddoti se non inventati presi da viaggi successivi (era uno che amava le crociere, ne ha fatte tante), in un libro bello e divertente, uscito per la prima volta nel 1969 e intitolato Tous les visiteurs à terre (mai tradotto in italiano), a cui il titolo di questo capitolo si permette di rendere reverente omaggio.

Terra delle opportunità

Nel 1943 René Goscinny ha diciassette anni. Fa l’ultimo anno del liceo, poi forse potrebbe iscriversi a Lettere o all’Accademia di Belle Arti (adora disegnare). Intanto in Europa infuria la guerra, i nazisti hanno occupato Parigi. Quello che medita in segreto è di partire per Londra e combattere a fianco del generale De Gaulle per la liberazione della Francia.

Ma poche ore prima di Natale, nella notte della vigilia, Simkha muore a cinquantasei anni sorpreso nel sonno da un’emorragia cerebrale. Peron è segretario di Stato. Ha introdotto molte novità, come la tredicesima mensilità e gli adeguamenti di salario. Ma non ci sono ancora né liquidazione né sussidi. Con la morte di Simkha la famiglia Goscinny resta senza la minima sussistenza.

Disegno di Gosninny da "Tous les visiteurs à terre"

Disegno di Gosninny da “Tous les visiteurs à terre”

A René non resta che trovare un lavoro. E lo trova come aiuto contabile presso la FATE, piccola fabbrica di materiali in gomma. Due anni e poi a spasso. Per colpa di una calcolatrice fabbricata dalla famiglia Burroughs. C’è di buono che la ricchezza accumulata da quella famiglia fabbricando calcolatrici permetterà a William S. nipote di non fare un cazzo per tutta la vita, di drogarsi e darci gioielli come Il Pasto Nudo. Ma  queste della famiglia Burroughs sono vicende che non riguardano più la nostra storia.

Torniamo a René che si trova a spasso, senza soldi, senza lavoro per i barrios di Buenos Aires. Non è nemmeno particolarmente dispiaciuto. Fare i conti gli faceva schifo. Sa di essere un tipo in gamba, troverà altro. Infatti. Il lavoro che si trova gli sembra molto più adatto alle sue velleità artistiche. Apprendista presso un’agenzia pubblicitaria. Lui ama disegnare. Voleva addirittura iscriversi all’Accademia, no? E poi la pubblicità… caspita, è il futuro.

Come primo incarico gli chiedono di realizzare una locandina pubblicitaria per una marca di olio d’oliva.

Ho disegnato le mie belle olive in un’allegoria di gialli e di verdi, una cosa molto bucolica. Ero molto soddisfatto. Il cliente però voleva una donna nuda. Vai a saperlo perché proprio una donna nuda per dell’olio! Era lui a pagare, io gliel’ho disegnata la donna nuda. Solo che siccome non ero molto dotato per quel genere di disegno, praticamente hanno dovuto rifarlo tutto. Ho capito subito che la pubblicità non era il mio mestiere.

A questo punto Goscinny se la sente stretta, l’Argentina. Cerca nuove opportunità. Lo zio materno Boris, che vive a New York (e che bel nome Boris Beresniak; se già non avessi il mio, di pseudonimo, me lo sceglierei), qualche tempo prima gli ha scritto che è lì, negli Stati Uniti, che si trova la terra delle nuove opportunità. Non era vero. Ma René ci crede e molla il nuovo lavoro.

Il 17 ottobre 1945 un colpo di stato militare depone e arresta Peron, mentre Eva Duarte, la futura leggendaria Evita, chiama la popolazione a resistere. Per le strade di Buenos Aires è guerriglia. Ma René è appena atterrato all’Idlewild (il futuro JF Kennedy Airport) di New York.

Le vere opportunità, quelle che danno un indirizzo alla nostra vita, sono gli incontri che facciamo. Quasi nessuno, anche quei pochi che hanno avuto per le mani l’edizione italiana della rivista MAD della seconda metà degli anni Ottanta (diretta da Nino Cannata per Edizioni Elfo), sa chi fu Harvey Kurtzman. Ecco. Fu uno dei tre incontri newyorkesi che diedero una direzione precisa alla vita di Goscinny. Quella direzione che questa storia sta seguendo.

// Prosegue fra due settimane con il Capitolo 5: Zéro (de conduite)

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