Focus 10 webcomics italiani del 2016 da non perdere

10 webcomics italiani del 2016 da non perdere

Dopo aver passato in rassegna i migliori fumetti del 2016, suddivisi in diverse categorie – classici, graphic novel e serie – e avere suggerito anche una manciata di albi e volumi autoprodotti, per concludere il nostro ‘bilancio’ dell’anno che sta per finire diamo una occhiata in rete, con una selezione di webcomics realizzati da autori italiani.

Dopo anni un po’ altalenanti per quantità e qualità dell’offerta – almeno rispetto ai più ampi mercati di lingua inglese o francese – i ‘webfumetti’ made in Italy sembrano ormai una (pur relativa) certezza: le opere interessanti, ben progettate e originali non mancano. E il panorama si fa ricco: storie di fiction e nonfiction, azione e thriller, graphic journalism e fumetti scientifici, storie surreali e gag diffuse viralmente grazie ai social.

Senza la pretesa di fare un ritratto esaustivo delle sempre più vaste praterie del web italiano, ecco la nostra selezione: 10 webcomics italiani che ricorderemo di questo 2016.

Treeclimbers, di Hans Verbeeck e Giacomo Nanni (Erc Comics)

giacomo nanni tree climbers
Giacomo Nanni partecipa al progetto ERCcomics (di cui vi abbiamo parlato in una recente intervista) con un lavoro che racconta da un punto di vista scientifico il ruolo delle foreste nell’ecosistema terrestre. Con uno stile grafico molto vicino a quello del suo libro più recente – Prima di Adamo, uscito a fine 2015 per Canicola – Nanni crea soluzioni sequenziali interessanti per lo scroll, mettendo più o meno a fuoco ogni singola immagine, o muovendo i tratti per dare il senso dello scorrere dell’acqua. Il “tratteggio” di colori digitali utilizzato risulta particolarmente adatto alla visualizzazione su monitor e gli effetti visivi sfumati contribuiscono sia a movimentare un racconto altrimenti a rischio di didascalismo, sia a evocare la stratificazione e la complessità degli ambienti. I testi sono di Giacomo Nanni, ispirati agli studi scientifici del ricercatore belga Hans Verbeekel, specializzato in bioingegneria.

Cavalier Inservente, di Francesco Guarnaccia (Mammaiuto)

cavalierinservente

Davvero promettente il nuovo progetto del già web-premiato Guarnaccia, che proprio online si fece notare per il suo From Here to Eternity. In questa serie l’ambientazione è tutt’altro che contemporanea (rispetto al precedente): si immagina un bizzarro mondo cavalleresco, con tanto di re, principessa, e tutto un bestiario fantasioso e originale. Guarnaccia mette in scena un fantasy spassoso, una favola leggera con influenze classiche Disney, tinte però da un gusto surreale alla Tommi Musturi, con forme morbide e colori sgargianti.

Se due capitoli – questo è quanto è uscito nel 2016 – sono ancora pochi per capire la direzione del racconto, resta il fatto che siamo di fronte a una lettura divertente e scanzonata, che peraltro mostra un’ottima – e ‘gommosa’ – evoluzione creativa del giovane autore.

Aqualung 2, di Jacopo Paliaga e French Carlomagno

aqualung2

Dopo la raccolta in volume del primo ciclo con Bao Publishing, Jacopo Paliaga e French Carlomagno hanno iniziato la serializzazione della seconda stagione di Aqualung, un vero e proprio “mystery marino”, così come l’abbiamo definito ai suoi esordiAqualung racconta le avventure di una ragazza della provincia americana, in un posto talmente pieno di segreti da far (quasi) impallidire Twin Peaks o Soil, tra elementi sovrannaturali e, a tratti, avveniristici.

La seconda stagione ha fin da subito rimesso in luce i punti di forza della serie, con ritmi serrati, dialoghi realistici e disegni accattivanti, per un prodotto fortemente contemporaneo. Una perla rara del fumetto italiano “di genere” odierno.

Elvis, di Michele Monteleone e Mattia Di Meo (Verticomics)

elvis verticomics

Elvis, prodotta dal collettivo di fumettisti Uno Studio in Rosso, è la prima serie originale di Verticomics, app-store italiano di fumetti. La serie, scritta da Michele Monteleone e disegnata e colorata da Mattia Di Meo, è una vicenda sci-fi che si svolge nel 1987, in una New York abitata da razze aliene di ogni tipo e diventata una specie di porto franco per la criminalità di tutta la galassia. Elvis, la protagonista della storia, di mestiere fa la cacciatrice di taglie e cerca di mettere insieme abbastanza soldi per comprarsi un viaggio nello spazio e ritrovare la sua famiglia. Si tratta di un fumetto gradevole, dai toni scanzonati e con testi asciutti e ironici graziati da una trama piena di ritmo e da disegni con uno stile fresco e pop. QUI la nostra anteprima dell’albo che raccoglie la prima stagione.

Gli scogli di Taranto, di Mattia Moro (Graphic News)

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Il portale di informazione online a fumetti Graphic News – in collaborazione con Spine Bookstore e Scirocco – ha mandato l’autore di fumetti Mattia Moro a Taranto per una residenza d’artista. Il risultato è questo reportage che racconta una città sepolta sotto l’inquinamento. Un problema non solo ecologico ma anche mediatico, visto che il connubio tra Taranto e Ilva sembra, a tratti, insormontabile.

Moro in particolare si è concentrato sulla città vecchia, visitandone i luoghi e apprezzandone lo spirito della popolazione, scoprendo una parte di città ormai dimenticata (anche dagli stessi tarantini). Una osservazione, la sua, priva di retorica documentaristica, ma con un tratto naturalistico in grado di far risaltare gli angoli bui della città.

Il reportage è stato anche stampato ed è acquistabile QUI.

Do You Remember the Balkan Route?, di Andrea Bruno

bruno balcan route
Do You Remember the Balcan Route è un web-documentario multimediale curato dai videomaker di Smk Videofactory, da Graphic News e da Q Code Magazine. Racconta la rotta balcanica percorsa nel 2015 da migliaia di profughi provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan, prima della chiusura delle frontiere. I fumetti che si intrecciano con i video documentari sono di Brochendors Brothers, Andrea Bruno, Emanuele Giacopetti.

Abituati a vedere un artista come Bruno, così legato all’esperienza materica del disegno, alla prese con il fumetto digitale, è tanto insolito quanto interessante. Bruno sceglie il contrasto tra un nero denso degli sfondi e un segno più essenziale del solito, per offrire una rappresentazione illustrata all’esperienza migratoria dei Balcani. Sia il contrasto cromatico che i neri ruvidi e sporchi compongono “cartoline” dalla forte espressività, come rovinate dal tempo, eppure invece brutalmente vive. Nonostante gli occhi spenti dei personaggi che le popolano.

Labadessa, di Mattia Labadessa

labadessa

Poco più che ventenne, Mattia Labadessa è stato uno dei fenomeni propagatosi con più rapidità nel 2016. Aperta nel dicembre 2015, la sua pagina di Facebook – il principale motore del suo lavoro – conta oltre 300.000 seguaci. Merito dei suoi fumetti con protagonista l’uccello-rosso-con-becco-giallo, con il quale dà vita a una serie di racconti esistenziali a metà strada tra lo scemo e il poetico, giocando con le situazioni e l’immaginario degli studenti universitari e dei giovani coetanei.

Pur non reputandosi un fumettista vero e proprio (come ci ha raccontato in una intervista), Labadessa si è imposto come uno dei principali autori italiani di webcomics, grazie al riconoscibilissimo stile grafico e, naturalmente, alla elevata citabilità ‘memetica’ delle sue vignette.

I suoi lavori sono anche stati raccolti in volume (con qualche inedito) da Shockdom.

Tumorama, di Cammello

tumorama cammello
Tumorama
di Cammello mette in scena un teatro surreale che ha per protagonisti umani e animali gommosi. Esseri per niente carini, e dunque tutt’altro che i canonici funny animals. Il protagonista è un ragazzo deforme (Tumorboy), alle prese con droghe, sigarette parlanti, biscotti mitologici e mistici, all’interno di una realtà distorta e psichedelica che esaspera e ridicolizza aspetti assurdi della quotidianità e dell’ordinario.

Con un approccio che nasce da una totale dedizione all’assurdo, manifestata con un segno distorto e un linguaggio creativo e contemporaneo, Cammello unisce influenze che vanno dall’indie americano di Micheal DeForge al fumetto surreale contemporaneo di scuola Dr. Pira e Maicol&Mirco. La serie sarà pubblicata nel 2017 in volume da Shockdom, con materiale inedito.

To Be Continued, di Lorenzo Ghetti

to be continued lorenzo ghetti

 

Se c’è una certezza dei webcomics italiani, almeno nell’ultimo biennio, è proprio questa serie “supereroistica” di Lorenzo Ghetti. L’autore, coadiuvato dal web designer Carlo Trimarchi, continua a parlare della generazione dei ventenni di oggi, spaesati di fronte alla crisi sociale ed economica che li aspetta appena fuori dal portone dell’università, e allo stesso tempo impegnati a far valere le proprie possibilità e capacità. Ma ne parla senza moralismi, attraverso la metafora dei superpoteri calati in un contesto di formazione e di crescita personale.

Nonostante sia ormai arrivato alla terza stagione, To be continued non smette di sperimentare e sorprendere. Ancora non ci siamo abituati all’esperienza di lettura di questa serie che continua a sfruttare in maniera del tutto inedita la potenzialità del web, cercando soluzioni di navigazione sempre diverse per ogni capitolo.

Sergio, di Ser Togni

sergio

La storia è contenuta in una pallina da tennis, il resto è tutto incerto. Un futuro imprecisato, un pianeta che non è un pianeta e un protagonista che si confonde e scambia con un personaggio secondario. Sergio il fumetto è talmente imprevedibile da sfuggire a molte classificazioni di genere, se non che è una serie di ambientazione sci-fi che inizia con una battaglia spaziale. Gli eventi si accavallano talmente veloci che dalla prima all’ultima vignetta si fatica a capire dove l’autore voglia andare a parare.

Eppure, nell’inseguirsi di minacce aliene che mettono a repentaglio i personaggi della storia, è chiaro come l’autore esprima l’idea che … il tennis era più bello prima di Ivan Lendl e che per rivedere i vecchi fasti bisognerebbe tornare a giocarlo con le racchette di legno (okay, non è vero, ma va bene lo stesso). Resta il fatto che la linea chiara in bianco e nero, e il grande equilibro compositivo delle sue tavole, lo rendono un oggetto (web)fumettistico non identificato – e quindi una bella sorpresa, da tenere d’occhio.

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