Recensioni Novità The Art of Charlie Chan Hock Chye: ritratto dell'artista come personaggio immaginario

The Art of Charlie Chan Hock Chye: ritratto dell’artista come personaggio immaginario

Esiste un paese al mondo dove è vietato vendere gomme da masticare (due anni di prigione), attraversare la strada senza usare le strisce pedonali (multa di 650 euro), urinare negli ascensori (ci sono i sensori elettronici per gli odori e, se ci provate, le porte si chiudono automaticamente in attesa dei poliziotti), non tirare lʼacqua dopo aver usato i WC pubblici (650 euro di multa ma attenti, la volta successiva si sale a 3mila euro) e dove il sesso orale è consentito ma solo per le coppie eterosessuali composte da persone con più di 16 anni (mi chiedo come faccia la polizia in questo caso con i controlli).

Ah, dimenticavo: tra le molte leggi draconiane del luogo cʼè anche la fustigazione pubblica per chi viene sorpreso a fare graffiti in strada. Chi usa la bomboletta spray su un muro può infatti sperimentare sulla propria pelle la speciale frusta contro il vandalismo, la stessa che gli insegnanti locali usano talvolta nelle scuole per punire le trasgressioni degli allievi maschi (le femmine sono esenti, fortunelle).

Singapore: come Disneyland ma con la pena di morte

Questo allegro paese – che non a caso lo scrittore statunitense William Gibson, padre del genere letterario cyberpunk, definì «Disneyland con la pena di morte» in un famoso e controverso articolo del 1993 per Wired – è la Repubblica di Singapore, d’ora in avanti per comodità semplicemente Singapore (breve ripasso geografico: si trova qui, nel sudest asiatico, al confine con la Malesia).

Singapore negli ultimi 50 anni ha conosciuto cambiamenti epocali ed è passata rapidamente dallo status di ex colonia britannica fondata sul commercio e sullo sviluppo rurale a “tigre asiatica economica” e principale centro finanziario a livello globale. Oggi il paese è uno dei porti mercantili più attivi del mondo e ha un reddito economico pro capite che è più del doppio di quello italiano.

Dietro questo notevole miracolo economico si nasconde però, come avrete forse potuto intuire da alcune leggi che vigono in questo paese, un brutale regime autoritario e repressivo che negli ultimi decenni ha schiacciato in modo efficace e paranoico qualunque forma di espressione del dissenso (pubblico e privato) in nome del capitalismo liberista (una strategia che a quanto pare funziona piuttosto bene, vedi la Cina dopo piazza Tienanmen).

Charlie Chan Hock Chye
The Art of Charlie Chan Hock Chye, la copertina del libro di Sonny Liew progettata da Chip Kidd

Fumetto, libro d’arte e saggio narrativo: un libro multidimensionale

Per descrivere visivamente la storia di un paese così bizzarro ci vuole un fumetto ben documentato a livello storico e molto coinvolgente a livello narrativo: The Art of Charlie Chan Hock Chye, creato da Sonny Liew e pubblicato per Pantheon Books a marzo 2016, non solo è stato all’altezza della situazione ma è risultato anche uno dei migliori fumetti pubblicati a livello mondiale nel corso dell’anno.

Sonny Liew – noto finora per le sue collaborazioni artistiche con Gene Luen Yang (The Shadow Hero), Paul Levitz (Doctor Fate) e Nancy Butler (Ragione e sentimento) e per il suo Malinky Robot – con quest’opera è riuscito a mescolare in modo convincente fumetto, libro d’arte e saggio narrativo e a creare un’eccellente descrizione del carattere e dello spirito nazionale di Singapore che comprende sia gli importanti successi economici del paese negli ultimi decenni sia le notevoli mancanze politiche ancora esistenti nel campo dei diritti umani.

Lʼapproccio narrativo di Liew, che è nato in Malesia e vive attualmente a Singapore, smonta molti miti ideologici della storia ufficiale del paese e per questo motivo ha procurato all’autore sia premi prestigiosi (il libro ha vinto il Singapore Book Awards 2016 e il Singapore Literature Prize 2016 nella sezione English Fiction, la prima volta in assoluto per un fumetto) sia punizioni e minacce (il Consiglio Nazionale delle Arti del paese ha revocato il fondo economico originariamente assegnato a Liew per la creazione del libro con la motivazione ufficiale secondo cui l’opera avrebbe potuto “potenzialmente mettere in pericolo l’autorità e la legittimità del governo di Singapore”).

Charlie Chan Hock Chye
Sonny Liew ci spiega in prima persona come funziona la censura a Singapore

Chi è Charlie Chan Hock Chye?

Singapore – crocevia per motivi storici e geografici della cultura fumettistica britannica, giapponese e americana – non appare spesso nei nostri radar di segnalazioni editoriali. Chi è Charlie Chan Hock Chye, colui che dà il nome al libro di Sonny Siew, e perché non abbiamo mai sentito parlare di questʼuomo finora? Perché Charlie Chan Hock Chye non esiste, è un artista immaginario inventato da Sonny Liew (un espediente narrativo che sarebbe piaciuto molto a Jorge Luis Borges) per raccontare gli eventi storici degli ultimi decenni a Singapore intrecciandoli con l’evoluzione del medium fumetto e la carriera di un disegnatore locale di finzione (se sentite echi lontani di Billy Bat di Naoki Urasawa siete sulla pista giusta: il gioco storico metatestuale per certi versi è simile).

Usare il falso per raccontare il vero: uno strumento letterario par excellence che Sonny Liew gestisce in modo eccellente narrando con continui salti temporali nel passato l’intreccio costante fra la microstoria di Charlie Chan Hock Chye (un romanzo di formazione artistica e politica falso ma verosimile) e la macrostoria di Singapore (una storia vera ma a tratti quasi inverosimile). La struttura del libro si snoda attraverso una serie di finte interviste nel presente condotte da Sonny Liew con Charlie Chan Hock Chye, immaginato come un vecchio fumettista 70enne che ha iniziato la sua attività di disegnatore a Singapore nel lontano 1954 a soli 16 anni.

Charlie Chan Hock Chye
Charlie Chan Hock Chye da vecchio: rimpianti e nostalgie per il passato

La passione di Charlie Chan Hock Chye per il fumetto

La carriera di Charlie Chan Hock Chye attraversa tutta la storia recente di Singapore, dallʼepoca del colonialismo britannico alla conquista militare giapponese durante la seconda guerra mondiale, dalla lotta postcoloniale per lʼindipendenza alla definitiva separazione politica dalla Malesia e alla nascita della moderna città stato autoritaria che – sotto la guida di Lee Kuan Yew, padre fondatore della patria e primo ministro di Singapore per ben 31 anni dal 1959 al 1990 – si è affermata rapidamente come forte economia liberista a livello mondiale (uccidendo e esiliando nel frattempo sindacalisti, comunisti e oppositori politici interni).

Lee Kuan Yew, l'uomo che con metodi politici autoritari e repressivi ha creato la Singapore moderna (quadro di Sonny Liew)
Lee Kuan Yew, l’uomo che con metodi politici autoritari e repressivi ha creato la Singapore moderna (quadro di Sonny Liew)

Assistiamo così alla nascita della forte passione del giovane disegnatore Charlie Chan Hock Chye per il fumetto, un amore e una devozione che lo accompagna per tutta la vita nonostante il costante insuccesso economico di vendite e di pubblico, e alla successiva politicizzazione, che lo porta a inserire sempre più spesso nelle sue storie a fumetti gli eventi storici reali di Singapore con l’obiettivo di criticare aspramente l’operato del primo ministro Lee Kuan Yew.

Attraverso storie horror e di fantascienza e favole basate sul folklore locale che di volta in volta ritraggono prima i colonizzatori inglesi e poi il nuovo partito autoritario di Lee Kuan Yew come spietati invasori alieni o come buffi animali allegorici, Charlie Chan Hock Chye esprime la propria nostalgia per una Singapore rurale e dai ritmi di vita più umani che ormai è stata spazzata via da una brutale e troppo rapida modernizzazione. Contemporaneamente Charlie Chan Hock Chye dà voce sempre più spesso nei suoi fumetti al forte dissenso interiore nei confronti della piega autoritaria e spietata che lo sviluppo politico del paese ha preso dopo la seconda guerra mondiale sotto la guida autoritaria di Lee Kuan Yew.

Charlie Chan Hock Chye
Britannici, giapponesi e malesi rappresentati con allegorie animali: i funny animals vanno in guerra

Un esperimento metanarrativo e un collage di diversi linguaggi artistici

Liew inserisce allʼinterno del suo libro numerosi materiali di origine diversa – ritagli di giornali d’epoca, vecchie fotografie ingiallite, disegni infantili, schizzi e acquerelli in stile carnet de voyage, grafici, statistiche, manifesti politici da strada e scansioni di fumetti popolari da edicola – in modo non solo estremamente verosimile (difficile pensare che la maggior parte di questi “documenti storici”, a parte qualche rara eccezione, sono stati creati in realtà da Liew stesso) ma anche molto funzionale come supporto narrativo integrato e come commento allo svolgimento stesso della storia (un tipo di esperimento metanarrativo che a livelli di utilizzo così estesi in un’opera ha almeno due precedenti nel mondo del fumetto: il postmoderno Black Dossier di Alan Moore e l’ambizioso Duncan the Wonder Dog di Adam Hines). Spesso è davvero difficile credere alla non esistenza storica di Charlie Chan Hock Chye visti i numerosi indizi verosimili che Liew dissemina, come una precisa e complessa tela di ragno narrativa, lungo tutto il percorso del libro.

Charlie Chan Hock Chye
La satira sulla famosa tolleranza al dissenso a Singapore disegnata da Liew in stile Mad Magazine

Il gioco postmoderno di Sonny Liew non si limita però solo alla creazione di personaggi inventati (il fumettista Charlie Chan Hock Chye) per parlare e riflettere di eventi reali (la storia di Singapore) ma sfrutta anche il virtuosismo e la versatilità artistica dell’autore per creare un grande pastiche di stili visuali differenti che riflettono di volta in volta sia le passioni artistiche di Charlie Chan Hock Chye durante la sua carriera da fumettista sia i modi differenti con cui Charlie decide di narrare le proprie storie su carta: dalla scoperta giovanile di Osamu Tezuka subito dopo la fine della seconda guerra mondiale grazie alla lettura del famoso manga Shin Takarajima alla passione adolescenziale per i robot umanoidi alla Astro Boy, dall’infatuazione per lo stile fantascientifico britannico di Eagle all’evoluzione di gusto di Charlie in età adulta verso lo stile pulp EC Comics e lo spirito di denuncia sociale dei gekiga manga di Yoshihiro Tatsumi (PS: l’opus magnum di Tatsumi Una vita tra i margini è senz’altro un modello storico e una fonte di ispirazione narrativa fondamentale per The Art of Charlie Chan Hock Chye)

Charlie Chan Hock Chye
Il difficile cammino postcoloniale di Singapore verso l’indipendenza, disegno in stile EC Comics

Una lettera d’amore (a fumetti) al fumetto

La maturità artistica del fumettista immaginario Charlie Chan Hock Chye coincide con lʼuso sempre più frequente nelle sue opere della satira politica con le allegorie animali in stile Pogo, del commento critico e umoristico in stile Mad Magazine a proposito dei molti guai sociali e politici di Singapore e, negli ultimi anni di attività di Charlie, dello stile visuale sincopato (io lo chiamo “schermi alternati“) che a suo tempo ha rappresentato il marchio di fabbrica di Frank Miller in Il ritorno del Cavaliere Oscuro. In The Art of Charlie Chan Hock Chye possiamo trovare inoltre molti altri sfoggi di notevole capacità artistica da parte di Liew attraverso eccellenti parodie e omaggi grafici a pagine famose della storia del fumetto di Winsor McCay (Little Nemo), Hergé (Tintin) e Carl Barks (l’uomo dei paperi Disney) e di molti altri grandi autori del passato.

Charlie Chan Hock Chye
A Singapore chi critica il primo ministro Lee Kuan Yew finisce male

The Art of Charlie Chan Hock Chye, con i suoi continui esperimenti metanarrativi e i suoi numerosi virtuosismi grafici, è una bella lettera d’amore multidimensionale (per lo sguardo rivolto contemporaneamente al presente e al passato del medium) e sincretica (grazie all’uso sapiente di più linguaggi artistici differenti) al fumetto e offre al lettore un’estesa e colta carrellata di omaggi visivi a molti autori e disegnatori apprezzati da Liew.

Penso che in un certo senso la storia di Charlie Chan Hock Chye, un fumettista immaginario che in realtà non è mai esistito, sia vera anche se non è mai accaduta realmente: d’altra parte nel mondo delle storie non serve che le cose siano accadute per essere vere, no?

Il fumetto è stato tradotto e pubblicato in Italia da Bao Publishing a dicembre 2017.

The Art of Charlie Chan Hock Chye
di Sonny Liew
Pantheon Books, 2016
320 pagine, 24 €

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