“Night’s Dominion”, un dichiarato omaggio a Dungeons & Dragons

Tutti i mercoledì negli Stati Uniti vengono pubblicate decine di albi a fumetti. Ogni Maledetta Settimana è la rubrica che tutti i venerdì, come un osservatorio permanente, racconta uno (o più) di questi comic book.

Night s Dominion ted naifeh

Mentre i vari tentativi di rilanciare Dungeons & Dragons a fumetti stanno ancora a rincorrere Baldur’s Gate, vecchio ormai decenni, e mentre la Image ha lanciato varie serie fantasy, spesso condite però di elementi moderni o attinti da altri generi, ecco che la Oni press se ne esce con Night’s Dominion di Ted Naifeh.

L’autore non è nuovo alle pubblicazioni Oni press visto che per loro ha creato titoli per ragazzi come Polly and the Pirates, Courtney Crumrin e Princess Ugg, ma questa volta si cimenta in qualcosa di molto più adulto. Il dark fantasy di Night’s Dominion guarda infatti a modelli come Fafhrd e il Grey Mouser e preferisce al simil-medioevo di molto sword & sorcery un’ambientazione più antica, ispirata alle civiltà pre-cristiane.

Night s Dominion

L’inizio di Night’s Dominion è comunque un dichiarato omaggio a Dungeons & Dragons, con un gruppo di personaggi che viene radunato in una taverna per una missione, in questo caso poco eroica visto che si tratta di una rapina. I protagonisti e l’ambientazione però acquisiscono subito un altro spessore grazie ai dialoghi e alla cura per l’atmosfera dei disegni, di cui Naifeh è anche colorista. I personaggi inoltre si ispirano al mondo dei supereroi, con l’autore che si diverte a dire di aver trovato il modo di pubblicare storie di supertizi presso un editore che le rifiuta.

Di fatto si crea con il procedere delle storie un rapporto di amore-odio tra la ladra Night, principale protagonista della storia, e il giustiziere Furie, che è praticamente un Batman in vesti fantasy, il cui evidente rimando è la relazione tra Catwoman e l’Uomo pipistrello. Così come la figura semi-divina che appare nell’ultima parte del racconto richiama chiaramente i personaggi mitologici come Thor ed Ercole e più in generale l’idea degli dei dimenticati che vivono tra noi tanto cara a Neil Gaiman.

Night s Dominion

Questi riferimenti immaginifici non sminuiscono però la qualità di Night’s Dominion, che racconta non tanto di magia quanto di usura, corruzione, schiavitù e terrorismo veicolato attraverso la religione, cose insomma attuali e reali. Il tutto con un apparato grafico notevole, dove Naifeh gestisce la costruzione e la colorazione della tavola con efficacia sia drammatica nelle relazioni tra i personaggi, sia spettacolare nelle scene di lotta.

Il disegno non sempre è allo stesso livello, soprattutto per quel che riguarda i volti, ma nel complesso la recitazione dei personaggi è convincente così come l’ambientazione, dotata di una personalità misteriosa e brutale. Dove Naifeh non convince del tutto è nella risoluzione della vicenda, un po’ sbrigativa, ma è comprensibile che il primo arco, nell’incertezza di una continuazione, sia andato così. Di Night’s Dominion comunque è annunciato un prossimo ritorno, che confidiamo troverà l’autore più sicuro dei suoi mezzi e del sostegno dell’editore.

wild storm warren ellis

BONUS: Lo scorso mercoledì è stata l’attesa giornata di The Wild Storm, ossia il reboot dell’universo omonimo per mano di Warren Ellis, lo scrittore che meglio l’aveva interpretato anni or sono. Il risultato è abbastanza spiazzante, sia perché la storia comincia con toni per nulla spettacolari e con dialoghi intorno a un angolo di una New York poco popolosa, sia perché il disegnatore Jon-Davis Hunt, che Ellis dice di aver scelto “per le sue linee pulite, moderne e la sua attenzione al linguaggio del corpo e alla recitazione”, in realtà convince poco soprattutto nelle espressioni, ed è un bel problema in un albo largamente dialogato come questo. Senza contare che questi personaggi sono stati storicamente graziati da alcuni dei maggiori talenti su piazza e dunque la scelta di uno come Hunt risulta inevitabilmente al ribasso. Della serie e di come reinventa figure quali Voodoo, Zealot, Deathblow e altri riparleremo comunque in occasione del numero sei, alla chiusura del primo dei quattro archi narrativi previsti.

savage valiant

BONUS 2: Si è conclusa mercoledì la miniserie Valiant Savage, scritta da B. Clay Moore e disegnata da Clayton Henry e Lewis Larosa per i colori di Brian Reber. Henry, che ha un look più pulito e moderno, disegna i flashback che arrivano a sorpresa dopo un inizio preistorico affidato a Larosa. L’alternanza dei due tempi prosegue fino al quarto e ultimo episodio, fondendosi in una splash page disegnata da entrambi. La trama della miniserie non è nulla di che: un ragazzino vive tra i dinosauri e si vuole vendicare di una banda di barbari predoni (che uccidono spietatamente ma per non esagerare con i pugni allo stomaco non hanno altri interessi verso le donne). Anche il finale, che prelude a una nuova e diversa miniserie, non è dei più originali, quindi di Savage rimangono soprattutto i disegni di Larosa, spesso per altro liberi dai dialoghi, e notevoli per plasticità, brutalità e atmosfera.