Recensioni USA "Ether", la storia magica e visionaria di Matt Kindt e David Rubín

“Ether”, la storia magica e visionaria di Matt Kindt e David Rubín

Tutti i mercoledì negli Stati Uniti vengono pubblicate decine di albi a fumetti. Ogni Maledetta Settimana è la rubrica che tutti i venerdì, come un osservatorio permanente, racconta uno (o più) di questi comic book.

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Si è concluso con il quinto episodio il primo “volume” della serie Ether di Matt Kindt e David Rubín pubblicata da Dark Horse. Il primo è uno dei più talentuosi e personali sceneggiatori americani, molto produttivo e versatile ha il principale limite di non avere i supereroi nelle sue corde, cosa che non sarebbe un male, ma nel comicdom U.S.A. finisce per nuocere alla sua notorietà. Al momento comunque, oltre alla sua produzione per Valiant dove si sta occupando di Divinity e presto rilancerà con un gran team di disegnatori X-O Manowar, Kindt ha altre due serie in corso oltre a Ether: il giallo subacqueo Dept. H, sempre per Dark Horse, di cui cura anche i disegni; il mystery in un campo di isolazionisti americani in Grass Kings, iniziato benissimo la settimana scorsa per i disegni di Tyler Jenkins pubblicato dalla Boom!.

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Lo spagnolo Rubín porta a Ether un gusto grafico europeo, ma l’autore di L’eroe e Beowulf (pubblicati in Italia da Tunué) è a sua volta un talento eclettico, che rifugge per esempio dalla gabbia à la francese e per la libertà strutturale delle sue tavole esplosive è più vicino appunto ai comics. Anche colorista, Rubín fornisce sia l’elemento visionario necessario a una storia come questa, che ha in larga parte luogo in una dimensione fantastica, sia un attento lavoro sulla tavola, cercando sempre soluzioni narrative originali e giocacando con le cadute che scivolano da un mondo all’altro, motivate dalla storia attraverso i portali in cui il protagonista precipita o viene lanciato.

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Kindt inizia il racconto come la meravigliosa avventura di Boone, uno scienziato in un mondo di magia, che vuole però capire con gli strumenti del metodo scientifico. Il suo talento di terrestre estremamente razionale ne fa una figura utilissima nel mondo di Ether, dove gli vengono spesso affidati dei casi da risolvere. Questa volta si tratta dell’omicidio di una locale e benamata eroina, uccisa, scopre Boone, da una pallottola magica e semi-senziente. Accompagnato dal guardiano dei portali, ossia uno scimmione color lavanda che ha l’abitudine di prenderlo a calci per aiutarlo a varcare la soglia tra i mondi, Boone cerca di incastrare un sadico bibliotecario, proseguendo nella sua indagine tra vari regni incantati.

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Il protagonista deve però fare spesso ritorno sulla Terra, perché solo qui si può alimentare, e il nostro mondo non è in una buona condizione, in particolare a Venezia sembra sia accaduto un imprecisato evento che ha portato i mondi a collassare e ha reso la città più tetra che mai. Fa più avanti una comparsata un’altra città italiana, ben nota al mondo del fumetto: Lucca, dove scopriamo il lato più tragico della vita di Boone, che qui però non vogliamo svelare.

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Ether vanta una inventiva fantastica e una scrittura che cura il dettaglio e le psicologie, sposandosi perfettamente al gusto visivo e ai colori di Rubín, divisi in due palette, una più calda per il mondo di Ether e una più spenta per la Terra. Il sodalizio è stato dunque davvero felice e racconta sia il trasporto della passione sia i sacrifici che può arrivare a comportare nei suoi momenti più ossessivi, accompagnati da un afflato di morte. Non solo: quasi tra le righe, Ether riesce a essere anche una toccante storia d’amore. Davvero niente male per soli cinque numeri, di cui a questo punto attendiamo con ansia il futuro proseguimento.

BONUS 1American Gods: Shadows dimostra che non tutto è bene quello che viene dalla Dark Horse. Pur sparando in copertina i nomi di Neil Gaiman e di P. Craig Russell, la serie iniziata questa settimana è soprattutto opera di Scott Hampton, disegnatore di lunga carriera ma qui davvero poco convincente, con uno stile che appiattisce le figure ai poverissimi sfondi.

american gods fumetto

La collaborazione con Russell, che disegna di suo solo una digressione di poche pagine e che cura i layout delle tavole, si fa sentire in alcuni momenti di intelligente storytelling, ma non basta a salvare il versante grafico. Sul fronte narrativo Russell rimonta il testo di Gaiman e ne fa un adattamento fedelissimo, che guarda quindi più al romanzo che non alla serie Tv in arrivo, anche nel look dei protagonisti. Eppure è ovvio che questa mediocre riduzione, disegnata si sospetta piuttosto di fretta, punta soprattutto al pubblico della serie – in arrivo in Italia su primevideo.com dal 1° maggio. Chiunque ami il fumetto, però, non può che starne alla larga.

BONUS 2Batwoman è ripartita, dopo il numero “Rebirth” del mese scorso, con il primo episodio della sua nuova serie regolare, affidata ai testi di Marguerite Bennett e James Tynion IV, che del resto scrive il personaggio anche su Detective Comics, e soprattutto ai disegni di Steve Epting colorato da Jeremy Cox.

batwoman rebirth

La storia editoriale di Batwoman è infatti relativamente giovane, ma il personaggio è fortissimamente legato all’eccellenza grafica che gli ha donato J.H. Williams III, dunque disegnare Batwoman è un compito impegnativo come sceneggiare Daredevil. Epting naturalmente ne esce piuttosto bene, calcando un gusto vagamente pop-noir che già aveva sfruttato durante Velvet in coppia con Brubaker. Troppo presto per dire qualcosa sulla storia, che inventa un’antagonista da un parentesi mai esplorata del passato di Kate. I testi della Bennett appaiono un po’ meno verbosi e pesanti del solito, ma né lei né Tynion IV hanno mai dato prove molto brillanti, e l’intreccio che riprende la dimenticabilissima Night of the Monster Men non suscita esattamente entusiasmo. Se ne varrà la pena, ne riparleremo alla fine del primo arco narrativo.

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