Recensioni Legion episodio 5: una secchiata d'inquietudine in faccia

Legion episodio 5: una secchiata d’inquietudine in faccia

Bentornati: quinto episodio di Legion, dove eravamo rimasti? A Summerland, dove il gruppo sta facendo i conti con gli eventi della puntata precedente. Cary assorbe Kerry nel proprio corpo per poterla curare, David scopre di poter proiettare sé stesso e Syd in una dimensione simile al piano astrale in cui i due possono toccarsi (alla ragazza la spiega con le stesse identiche parole precise di Morpheus a Neo) e Melanie viene a sapere da David le condizioni di Oliver.

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David è intenzionato a salvare la sorella e parte alla carica contro la Divisione 3. Quando Melanie, Syd e gli altri arrivano sul luogo si trovano davanti un eccidio, tra soldati fusi con l’asfalto e altri fatti evaporare con uno schiocco di dita. Grazie agli esami compiuti su David, Cary capisce che il ragazzo è schizofrenico e che fin dall’infanzia un mutante parassita prende occasionalmente il controllo del giovane rimuovendo le memorie spiacevoli. David ora è a casa con Amy, che viene introdotta a Lenny, Benny, King (il beagle che David si era immaginato di avere da piccolo) e l’entità del libro Il ragazzino più arrabbiato del mondo. La donna, pressata dalla situazione, confessa che David è stato adottato.

Nel frattempo, Cary ha progettato un collare che permetterebbe di isolare il parassita e parlare con David soltanto. Il gruppo lo cerca nella sua casa d’infanzia, seguiti da L’Occhio. Lì Syd viene attaccata da Lenny e quando L’Occhio irrompe per sparare a David, questi proietta sé e Syd nella stanza sul piano astrale. Mentre David è colto da paralisi, il diavolo dagli occhi gialli attacca Syd. D’improvviso la ragazza si ritrovo nell’istituto di Clockworks, insieme a tutti gli altri, vestiti da pazienti in cura, mentre Lenny, nel ruolo della dottoressa, sta tenendo un seduta.

legion 5 recensione

Se qualche pennellata horror era già stata dipinta negli episodi precedenti, il quinto capitolo di Legion butta una secchiata di inquietudine in faccia allo spettatore, tirando fuori dal cilindro immagini dense di paura, dalle apparizioni a scena aperte del diavolo con gli occhi gialli, accompagnato da suoni di ottoni e cancellate arrugginite, ai soldati fusi nell’asfalto, passando per l’interpretazione di Dan Stevens spiritata come il buon Jack Nicholson di Shining. Legion cerca di coprire ogni remoto angolo stilistico, mettendo in scene le visioni più azzardate, da un uso kubrikiano della fotografia – fredda come le luci dei neon – agli arredi, a guizzi stilistici come togliere il sonoro da una cospicua parte della puntata, per poi saturarlo di suoni e discordanze.

Dove si incarta l’episodio è nei punti che poi sono il problema della serie tutta, cioè la non ben specificata modalità operativa dei poteri di David, una situazione simile a quella che succede con Scalret Witch nei fumetti (e nei film, peggio ancora), cioè i limiti indefiniti dei suoi poteri (come funziona la stanza mentale? Lenny può apparire nel mondo fisico?).

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Inoltre, premesso che il resto dei comprimari fa altrettanto ridere i sassi in quanto a caratterizzazione, credo sia giunto il momento di spendere due parole su Rachel Keller, l’interprete di Syd e fulcro della serie. Perché proprio non capisco dove stia l’errore. Non capisco se il personaggio sia scritto volutamente come se le avessero asportato ogni mezzo espressivo per comunicare le emozioni a eccezione di una bella urlata ogni tanto, di solito combinando le parole “David!” e “No!”, o se la attrice non rende giustizia al copione. Non fa altro, non cambia il tono di voce, non alza un sopracciglio, non incrina un labbro. Ha un potere – quello di scambiare la coscienza con chiunque la tocchi – che dovrebbe metterla in un qualche stato di sofferenza. Ma, a dispetto di un’altra mutante intoccabile, Rogue, qui non c’è il minimo peso emotivo.

Certo, nel primo episodio accenna alla cosa e lo fa anche in questo parlando della sua prima volta, ma se avete presente Rogue, in ogni sua incarnazione, dai fumetti al ritratto affranto che ne fa Anna Paquin nel primo X-Men, c’è un forte senso di alienazione, sofferenza e desiderio dati dal non poter entrare in contatto con gli altri. Ho visto molto più dolore nelle fredde parole che Melanie Bird sussurra a mezza bocca quando esprime il sogno di riabbracciare il marito in questo episodio che in cinque puntate di scene in cui Syd parla per minuti interi. Poi quando dice che il suo primo ragazzo è stato il fidanzato della madre con il trasporto emotivo di un commentatore di golf forse capisco dove sta l’errore.

Annotazioni sparse:

– Scopriamo che David è adottato e subito parte il toto-scommesse su quando vedremo Charles Xavier, padre del ragazzo nei fumetti e anche qui – PRESUMO (=lo hanno detto durante le interviste all’uscita del pilota). Il nostro Charles di certo non riceverà per Natale la tazza con scritto “miglior padre dell’anno”, dato che mentre la sua prole scopriva il magico mondo della schizofrenia mutante lui era impegnato a fare il viscido con una minorenne.

– Nella scena in cui Syd è nella stanza mentale di David e nota che nel bagno sono chiusi tutti i suoi demoni si sente il ragazzo cantare col banjo The Rainbow Connection, la canzone che canta Kermit la rana nel primo de I Muppets. La canzone è usata spesso per accompagnare iniziative benefiche a favore di bambini malati. E quindi ci sta benissimo visto che David è il nostro bambinone malato per eccellenza. E poi, d’accordo, la canzone parla di sognatori, non mi stupirebbe scoprire che tutto lo show è la fantasia di un bambino che guarda una palla di neve di vetro.

– A proposito di quella stanza, è tutto talmente bianco che mi sa che lo scenografo ha preso come riferimento estetico il complesso impianto cromatico dei Backstreet Boys.

– Altra sequenza accompagnata da una canzone alt-indie che cerca correlazione diretta tra testo e immagini mostrate. Questa volta tocca a The Daily Mail dei Radiohead. Mentre vediamo i danni causati all’arrivo di David nella Divisione 3 Thom Yorke canta «The lunatics have taken / Over the asylum / Waiting on the rapture». E poi ancora: «Paid off security / and got through the gate / You got away with it / But we lie in wait / Where’s the truth? / What’s the use / In hang around? / Lost and found». È dai tempi di Sympathy for the Devil usata in Suicide Squad che non sentivo un accostamento così didascalico.

– Solito cambio di scena dall’arancio al blu, con variazione dell’aspect ratio che indica come al solito che il 16:9 azzurrato è la realtà astrale, il mondo della fantasia, cinematografico, lussurioso e divertente, mentre quello televisivo è la “realtà”, calda nei toni aranciati e squadrata nelle consuetudini.

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– BONUS ROUND: una collezione di tutte le magliette di David. Non il massimo del design, ma sono certo che dietro a ogni scelta ci sia un non ben precisato simbolismo.

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– Come già ribadito, Legion è una serie che non concede nulla al fan fumettistico in termini di easter egg o personaggi presi dai fumetti (a parte il sospetto che il diavolo con gli occhi gialli sia la versione adattata del Re delle Ombre, un personaggio con poteri simili a quelli del Diavolo e che si è scontrato spesso con Xavier). Ecco, questo verrà presto bilanciato da un nuovo show pensato per provocare quanti più nerdgasmi possibili. Tipo che ho letto che ci sarà anche Blink (quella che si vedeva in Giorni di un futuro passato neanche la considero visto che è un mezzo cameo fatto per far contenta la Cina) che era membro dell’x-gruppo EXILES che quando ero bimbo mi gasava un sacco. But I digress.

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