Nello studio di Simone Angelini

In vista dell’uscita di Malloy – gabelliere spaziale e della ristampa di Anubi, abbiamo visitato lo studio di Simone Angelini, autore dei due titoli assieme a Marco Taddei.

Simone Angelini tavoli 6
A che progetti stai lavorando attualmente?

Sto chiudendo Malloy il Gabelliere Spaziale. È il quarto fumetto che realizzo in tandem con lo scrittore Marco Taddei, dopo Anubi e i due volumetti di Storie Brevi.

Stavolta ci siamo proiettati nel futuro con la storia di un esattore delle tasse intergalattico.
E’ un lavoro che mi ha tenuto impegnato al tavolo da disegno a tempo pieno per sei mesi, una bella sfida, da un lato mantiene molti aspetti dei lavori precedenti ma ne è anche completamente all’opposto permettendomi un utilizzo maggiore di scene d’azione, dinamismo e la progettazione di mondi, edifici, tecnologie e personaggi. Sarà un librone di 200 pagine tutto a colori e verrà presentato in anteprima al Comicon di Napoli per la collana “9L” di Panini comics.

In parallelo sto disegnando una copertina alternativa di Anubi con tutti e 52 i personaggi del fumetto, che verrà utilizzata per la tiratura limitata della terza edizione che uscirà a Marzo.

Poi mi dedicherò ad alcune illustrazioni per il Manuale Illustrato dell’idiota digitale di Diego Cajelli sempre per Panini, ad una storia Horror per l’antologico americano Built on Strange Ground via kickstarter e un fumetto breve per Armata Spaghetto di quei pazzacchioni di Sciame Press. Continuerò ovviamente la collaborazione con Taddei, abbiamo molte cose nel pentolone e tra queste ci sarà un nuovo fumetto per Panini Comics che però non posso ancora svelare.

Simone Angelini tavoli 2

Quali sono gli strumenti che usi per disegnare?

Son un grande sostenitore, fruitore e ammiratore del disegno analogico. Per una questione di imperfezione ed unicità delle tavole.

Per tirar giù bozzetti e schizzi uso matite dure anche 3H, mentre per rifinire mi affido un po’ a quello che ho sottomano 3B come HB o le matitine dell’Ikea. Evito in tutti i modi l’utilizzo di righe e squadre. Ne ho abusato in facoltà di architettura.

Do maggiore importanza all’inchiostrazione. Utilizzo le due penne Pentel, una Pocket Brush ricaricabile a china nera e una ormai introvabile Jm10 usa e getta. E’ in questa fase che decido come modellare le forme e capita di restituirne di completamente differenti da quelle tracciate con le matite. Il problema è che provo a fare ctrl+z in caso di errori, ma non succede nulla.

Ho un bel tavolino luminoso che ha costruito il mio amico Luca che uso spesso per riciclare le mie stesse vignette all’interno della storia e risparmiare tempo. Per colorare mi affido al digitale, principalmente Photoshop, ho comprato da pochissimo una tavoletta grafica Wacom Intuos Comic e mi sto costringendo ad usarla per velocizzare un po’ il lavoro, in realtà l’ho rallentato, perché faccio grande difficoltà avendo finora utilizzato la tecnica “old west” del mouse con bacchetta magica e lazo.

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Ritratto di Simone, fatto dalla piccola Asia.

Hai qualche abitudine prima di metterti a disegnare?

Lavoro principalmente di giorno, sono mattutino. Ho uno studiolo molto piccolo, una capsula di sopravvivenza in caso di guerra atomica, il luogo ideale per isolarsi dal mondo esterno.
Il problema è che non riesco a far nulla se prima non ho risolto o quantomeno affrontato tutte le faccende che la vita ti pone davanti ogni giorno. Finalmente a mente libera mi metto al lavoro. Poi le faccende si ripropongono e insomma per forza di cose mi son abituato a non lavorare per più di due ore consecutive, quindi anche quando ho tempo per disegnare faccio molte pause.

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Ci sono libri o fumetti che devono essere a portata di mano mentre disegni?

Non necessariamente, una buona parte della mia raccolta di fumetti è nelle librerie dello studio quindi in realtà son tutti a portata di mano, ma raramente li prendo per sfogliarli mentre sto lavorando.
Prima di iniziare a disegnare Malloy avevo provato a spostare sulla scrivania il “Texone” di Magnus, una raccolta di Avventure di Asterix, una raccolta di fumetti di Vincent Hardy e Pascal Brutal di Riad Sattouf pensando che sarebbe stato interessante sfogliarli durante la lavorazione del fumetto. Mai aperti, son rimasti li a prender polvere. Ora a chiusura del progetto ho iniziato a rileggerli. Da un lato mi mangio le mani perché alcune soluzioni che ho trovato tra quelle pagine sarebbero state molto utili, dall’altro son contento perché mi avrebbero influenzato troppo.

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Nello studio tieni un oggetto a cui sei particolarmente affezionato?

Si, ho una Fender Telecaster Thinline made in Japan anni ’70, è un ricordo di quando da giovane ero un chitarrista progressive psichedelico. Altro che i fumetti.

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