Wilder, il lato selvaggio dei webcomics. Intervista a Jacopo Paliaga e French Carlomagno

Se c’è una cosa che nel recente passato è spesso mancata ai webcomics italiani – anche a quelli più noti – è stata la programmazione. Nella maggior parte dei casi si è trattato di progetti paralleli, secondari o sui quali lavorare nei ritagli di tempo. Questo pian piano sta cambiando, e a farsi notare in questo senso sono stati soprattutto Jacopo Paliaga e French Carlomagno, autori di Aqualung (un mystery marino del quale abbiamo parlato QUI e che abbiamo anche inserito nella nostra lista di webcomics del 2016 da non perdere) e da gennaio anche ideatori e animatori principali di Wilder, «etichetta indipendente di fumetti online, inediti e gratuiti», come recita il disclaimer sul sito. Fumetti realizzati non solo da loro due, ma che coinvolgono anche altri autori.

Per ora sul sito sono presenti quattro serie, ma per il prossimo futuro sono già previsti nuovi titoli, per un portale con un approccio molto professionale che punta ad affermarsi come un importante punto di riferimento per la pubblicazione di fumetti online in Italia. A poche settimane dalla sua nascita, abbiamo dunque raggiunto Jacopo e French per farci raccontare qualcosa di più su questa esperienza e fare il punto della situazione.

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Elliot, la serie supereroistica di Paliaga, Ceregatti e Matera

Come è nato il progetto Wilder?

French: Wilder nasce dall’esperienza mia e di Jacopo con Aqualung nel cercare di offrire ai lettori fumetti curati sotto ogni aspetto, sfruttando il web come mezzo per raggiungere il maggior numero di utenti possibile. Avevamo altre idee nel cassetto, slegate da Cold Cove, e sapevamo che anche alcuni nostri amici ne avevano, quindi abbiamo pensato: perché non creare un’etichetta che faccia da cappello a tutti questi fumetti? Così è, sostanzialmente, il come nasce Wilder, ovvero dalla voglia di ognuno degli autori coinvolti di raccontare la propria storia, nel modo più libero possibile.

Qual è la filosofia dietro a Wilder, la sua linea editoriale?

French: Come detto sopra, Wilder nasce proprio con l’intento di crearci le nostre serie in completa autonomia, e quindi con l’idea che ognuno di noi possa avere la totale libertà nell’esprimersi e nel creare il proprio fumetto. Ci interessa dare ai lettori delle storie che siano del livello più alto possibile ma allo stesso tempo gratuito e su web, mezzo in cui crediamo molto, cercando semplicemente di far esprimere al meglio la visione artistica di ognuno di noi.

Jacopo: Per quanto riguarda la linea editoriale, al momento prediligiamo serie o miniserie, questo per dare continuità alle proposte dell’etichetta e per diluire il lavoro, ma anche per un semplice gusto personale. Tutte le serie sono di genere, sono a colori, sono variegate. Con il passare dei mesi e dei progetti punteremo ad avere un catalogo molto omogeneo sotto il livello qualitativo ma il più possibile diversificato. Sperimenteremo molto, già a partire da settembre.

 

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Un estratto dalla prima storia di Australia, di Favia e Di Meo

Per quanto riguarda la visualizzazione delle pagine di fumetto, avete optato per un layout con scrolling verticale, già da voi usato su Aqualung. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi (se ce ne sono) di questa scelta?

French: Aqualung per noi è stata la palestra ideale per testare molte cose con mano, e posso dire che (secondo me) non c’è modo migliore di proporre un certo tipo di fumetto online se non in questo modo, a scorrimento verticale. Il concetto sembra banale, ma poi non è sempre così scontato e spesso si incappa in errori.

Svantaggi veri e propri non ce ne sono, ma, ad esempio, bisogna fare attenzione a non esagerare troppo in altezza con le vignette, per evitare che le immagini vengano tagliate dallo schermo e che per leggere una singola vignetta non si debba scrollare su e giù più volte. Se si fa attenzione a un paio di cose, io credo che non esistano grossi svantaggi. È semplicemente un modo di lavorare diverso a cui ci si deve adattare tenendo presente che non si andrà a leggere su carta ma su uno schermo di un computer o di un telefono.

In base a quali criteri scegliete che cosa pubblicare e che cosa no?

Jacopo: Non è semplice: un misto di gusto personale, livello qualitativo e voglia di stupire. Wilder è un progetto che richiede davvero molto tempo e attenzione, quindi – per ora – non possiamo permetterci di prendere a bordo esordienti totali, persone che non abbiano già avuto esperienze editoriali di un certo livello. Non per snobbismo, sia chiaro, ma proprio per una questione di tempo da dedicare agli autori per fare le cose come si deve.

È anche chiaro che se, esempio, abbiamo già in catalogo una serie post-apocalittica, non ne prendiamo un’altra, per il momento.

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Una vignetta di Black Rock, la serie western di Sicchio, Vanni e Segala

Che tipo di editing fate sulle serie degli altri autori?

Jacopo: Premettendo che ogni autore ha carta bianca sul proprio lavoro, il nostro intervento, al momento, assieme a Dario Sicchio, è stato soprattutto un confronto a livello di brainstorming, una discussione degli snodi e degli sviluppi delle trame, far notare dove qualcosa non funziona (dai testi ai disegni), e seguire le varie fasi di lavorazione delle serie, con tabelle di marcia, materiale da preparare, ecc. Ci stiamo prendendo la mano, insomma.

Per le serie che verranno, in alcuni casi siamo intervenuti anche in fase di soggetto, con i colleghi che ci hanno esplicitamente chiesto una mano nell’organizzare il progetto.

Ci presentate, in breve, le serie già in corso di pubblicazione?

French: Le serie sono attualmente quattro: Australia, Elliot, Black Rock e Il cuore della città.

Australia è una serie post-apocalittica ambientate nell’omonimo Paese, creata da Leonardo Favia e Simone di Meo. Elliot, invece, racconta la storia di un ragazzino inglese di tredici anni con dei superpoteri fuori dal comune ed è scritta da Jacopo, con disegni di Ludovica Ceregatti e colori di Adele Matera. C’è poi Black Rock, storia di un Guardiano di un villaggio che ne difende gli abitanti dai pericoli al di là della Frontiera, scritta da Dario Sicchio, disegnata da Jacopo Vanni con i colori di Francesco Segala. Ultima è Il cuore della città, di Francesco Savino e Giulio Rincione, storia di un giovane ragazzo che dovrà salvare la sua anima viaggiando fino al cuore della metropoli in cui si è ritrovato a dover vivere.

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Un’illustrazione di Giulio Rincione per Il cuore della città

Quali riscontri avete avuto finora?

Jacopo: Davvero ottimi, il sito marcia molto bene: a gennaio, nel mese dell’esordio, abbiamo raggiunto le 26.000 pagine visualizzate su wilderonline.com. Non so se siano grandi numeri, ma per ora ci piacciono, e siamo all’inizio. In un mese dall’uscita dei #1, ogni primo capitolo è stato letto per intero almeno da 1.200 lettori unici, con una dispersione davvero minima nei confronti dei #2, e in costante crescita. Ci sono arrivati tantissimi messaggi e mail e proposte di collaborazione, tanto che abbiamo appena chiuso la line-up per l’autunno e stiamo definendo quella per la prima metà del 2018, che al momento risulta sovraffollata.

Che cosa vedremo in futuro? Ci potete dare qualche anticipazione?
Jacopo: Sveleremo le serie dell’autunno attorno a maggio-giugno, e ci saranno davvero molte sorprese. Tutti i futuri collaboratori sono autori professionisti e già affermati (alcuni impensabili) che ci hanno proposto le loro idee. Giuro, vorrei spiattellarvi qui qualche nome, ma per ora devo contenermi. Inoltre, abbiamo in canna due iniziative, la prima delle quali arriverà a primavera inoltrata, e la seconda a settembre, dando il via alla Fase 2 di Wilder.

  • giakobino

    Modello di business?