Recensioni Novità Cristianesimo e prostituzione nel fumetto ‘a tesi’ di Chester Brown

Cristianesimo e prostituzione nel fumetto ‘a tesi’ di Chester Brown

“Fu una prostituta a fare di Gesù il Cristo”. [Dalla postfazione di Brown, p. 183 nell’edizione originale]

chester brown maria pianse ai piedi di gesu bao

Chester Brown torna a parlare di prostituzione, e alza decisamente il tiro, nel suo nuovo lavoro, Maria pianse sui piedi di Gesù. Un’opera che ben rappresenta l’evoluzione artistica del fumettista canadese negli ultimi anni.

Innanzitutto la prostituzione, come interesse e come argomento. Figura di spicco del fumetto alternativo americano degli anni ’80-’90, Chester Brown ha guadagnato pochi anni fa una vasta notorietà con la pubblicazione di Io le pago. Memorie a fumetti di un cliente di prostitute, opera autobiografica in cui raccontava, con disarmante onestà, del percorso esistenziale che lo aveva condotto dalla rottura con una fidanzata al divenire frequentatore abituale di prostitute, fino a rendersi cliente fisso di una sola di esse (di cui è successivamente diventato l’unico cliente), in una relazione “monogama” – come a lui piace definirla – che dura ormai da quasi dieci anni. Accanto all’interesse personale e politico per la questione delle sex-workers, Maria pianse ai piedi di Gesù conferma un’altra tendenza caratteristica del Brown maturo: l’ibridazione del fumetto con la saggistica, in opere che incarnano alla perfezione il modello dei (sempre più consueti) fumetti di non-fiction.

Come già accadeva con Io le pago, ed anzi in misura ancora maggiore, con Maria pianse ai piedi di Gesù ci troviamo infatti di fronte a quello che potremmo chiamare un fumetto “a tesi”. Non nel senso, banale, che dalla vicenda narrata traspaiano posizioni o idee dell’autore, ma nel senso ben più radicale che la storia a fumetti non è quasi nient’altro che uno strumento illustrativo per sostenere una tesi. Un precedente illustre, più che nelle opere teoriche di Scott McCloud, è sicuramente rintracciabile ne Il complotto di Will Eisner (che pure resta ben lontano dal modo in cui Brown declina questa formula).

maria pianse chester brown

Se Io le pago, con il suo imponente apparato di note (50 pagine a fronte delle 200 del racconto), si presentava come un’articolata difesa della depenalizzazione della prostituzione, Maria pianse ai piedi di Gesù (in cui il rapporto note/fumetto arriva a 90/170 pagine) vuole essere sostanzialmente la presentazione di una lettura non convenzionale della Bibbia sui temi della prostituzione e dell’obbedienza. Una lettura introdotta dall’adattamento fumettistico di alcuni passaggi biblici, ma scrupolosamente completata soprattutto nella lunga postfazione, con tanto di riferimenti bibliografici e discussioni filologiche sul greco antico.

Una discussione dettagliata di Io le pago rivelerebbe del resto quanto le posizioni ultraliberali di Brown sulla prostituzione riflettano, in modo sottile ma evidente, una visione ancora fondamentalmente cristiana del corpo e del sesso. Il che può stupire, ma neanche troppo: lui stesso racconta, in opere come The Playboy e Non mi sei mai piaciuto, della sua educazione rigidamente cristiana, e proprio nella postfazione a Maria pianse dichiara apertamente di considerarsi cristiano. Diventa dunque ancora più significativo – e divertente – il fatto che a Io le pago segua un’opera che parla di cristianesimo e prostituzione.

Alla luce di quanto detto, non stupisce che la reazione spontanea, alla lettura di Maria pianse sui piedi di Gesù, sia quella di posizionarsi sul terreno della diatriba e della filologia. Brown stesso assume un atteggiamento così apertamente cattedratico e provocatorio da far sembrare naturale una discussione del tipo “questa tesi è giusta o meno, questo passaggio di Matteo è citato in modo impreciso, etc…”.

Non è però questo il compito di una recensione. Toccherà piuttosto al lettore farsi un’idea propria della validità morale o filologica delle tesi di Brown (così come, del resto, della pertinenza o meno di una lettura morale o filologica delle Sacre Scritture). A questo proposito mi limiterei quindi a segnalare ciò che probabilmente è ovvio, e cioè che malgrado la categoricità di certe affermazioni dell’autore (una su tutte : «il testo che noi chiamiamo Vangelo di Matteo è la traduzione greca di un testo precedente, scritto in aramaico e generalmente citato come Vangelo dei Nazareni») si tratta quasi sempre di questioni ben più controverse, su cui Brown ha un punto di vista certo documentato, ma inevitabilmente amatoriale. Molte critiche gli sono già state mosse, ed è inevitabile che la discussione non possa in nessun modo esaurirsi nel perimetro di Maria pianse sui piedi di Gesù.

Quel che spetta, invece, ad una recensione, è semmai mettere in luce il modo in cui quest’immenso sforzo argomentativo si ripercuote sugli aspetti eminentemente artistici dell’opera, e sul suo impatto estetico. Maria pianse sui piedi di Gesù reinterpreta, accanto ad alcune delle più celebri storie bibliche (Caino e Abele, il figliuol prodigo, la parabola dei talenti) le storie delle 5 donne citate da Matteo nella genealogia di Gesù, accomunate – sostiene Brown – da una condotta sessuale non convenzionale, in conflitto diretto con il ruolo sottomesso della donna nella Torah ebraica e con il pregiudizio atavico contro la prostituzione.

maria pianse chester brownAl di là delle tesi avanzate, che il lettore potrà divertirsi a scoprire, la sfida era quella di arrivare a degli adattamenti efficaci, e da questo punto di vista va riconosciuta a Chester Brown la capacità di rendere a queste storie la loro originaria natura fiabesca e la loro forza archetipica. Gli strumenti stilistici utilizzati sono quelli già collaudati in Io le pago: griglia assolutamente regolare (mutuata dall’amico e collega Joe Matt), disegno minimalista, sapiente e a tratti esilarante gioco con i vuoti e i silenzi. Ciò che ne emerge è una riuscitissima versione a fumetti della Bibbia, la cui principale pecca è quella di essere veramente molto (troppo?) breve. Chissà che Brown non si lanci, un giorno, nell’adattamento di altri passaggi biblici… Per il momento, nelle note se ne intravede uno: una personalissima rilettura del Libro di Giobbe.

L’intento polemico-teorico dell’autore condiziona a più riprese, e in modo evidente, lo stile della narrazione a fumetti. Se in alcuni momenti Brown dimostra tutto il suo talento di ‘storyboardista’ (di cui Non mi sei mai piaciuto offre, a mio avviso, il saggio migliore), riuscendo a veicolare efficacemente stati d’animo e situazioni con il semplice taglio di un’inquadratura, la narrazione sembra in alcuni momenti indulgere ad una piatta staticità, dove tutta l’attenzione è posta al contenuto dei balloons, con l’evidente intenzione di concentrarsi sugli scambi dialogici tra i personaggi, talvolta a scapito del ritmo e della godibilità.

Ma un’altra caratteristica che il lettore di Brown deve aspettarsi è la didascalicità di alcuni passaggi. Un registro che non toglie nulla alla loro efficacia, ma può comunque risultare fastidioso: i suoi libri portano avanti delle tesi, e pare che queste tesi debbano per forza essere, prima o poi, affermate in modo  inequivocabile e con precisione chirurgica da uno dei personaggi. Allo stesso modo, i passaggi psicologici fondamentali della vicenda sono presentati al lettore attraverso l’uso (e l’abuso?) dei monologhi interiori dei personaggi, presentando intuizioni e dilemmi nella forma assai poco verosimile di una formulazione lineare (la storia dell’evangelista Matteo, così come quella di Ruth, forniscono esempi emblematici).

maria pianse chester brown

Lungi dall’essere un testo dogmatico, Maria pianse sui piedi di Gesù vuole sinceramente stimolare la riflessione del lettore, ma in modo diverso da come fanno, per esempio, opere ambigue e problematiche come Asterios Polyp, o alcune delle più geniali strisce (mute) della trilogia di New York di Will Eisner: il dialogo non comincia dall’apertura sulla pluralità delle interpretazioni dischiusa da una storia allusiva, quanto piuttosto dalla presa di posizione (favorevole o contraria) del lettore davanti ad una storia che sulla sua morale non lascia e non vuole assolutamente lasciare alcun dubbio.

A mio parere l’operazione di Brown, a questo stadio della sua carriera, riesce ancora brillantemente. La godibilità della narrazione e la facilità di lettura controbilanciano abbondantemente gli aspetti didascalici o pedanti delle sue opere e della sua ultima fatica in particolare. Che rimane in fin dei conti efficace e scorrevole, e che proprio per questo troverà, forse proprio come i testi Sacri da cui trae ispirazione, nella rilettura e nella meditazione il suo valore d’uso peculiare.

Maria pianse sui piedi di Gesù
di Chester Brown
traduzione di Michele Foschini e Leonardo Favia
Bao Publishing, 2017
280 pp. B/N
22,00 €

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