Il Tetris di Box Brown: un fumetto che “brilla come un videogioco”

English text in the next page

Qualche tempo fa il vicevicemegadirettore mi ha chiesto di fare un’intervista a Box Brown, in occasione della pubblicazione in Italia del suo nuovo libro: Tetris. Incastri Internazionali (Panini Comics).

Box Brown è un autore americano che ha fatto delle cose importanti per le quali ha vinto dei premi importanti, tipo il libro (a fumetti) su André The Giant e altri (e in Italia era giù uscito in tempi non sospetti con un albetto per Lok Zine). Ha anche una casa editrice indipendente che si è inventato di sana pianta, che si chiama Retrofit Comics e che si occupa di fare delle figate (anche con dei crowdfounding), cito dal sito:

Retrofit Comics publishes cool comics and other fine comics stuff, and we distribute cool comics by our friends!

Si può dunque affermare che Box Brown sia un mega-figo ufficiale, ok?

Quindi la mia risposta è stata:
«Eh? Ma io? Un’intervista? Ma vera?»
«Eh sì, ha fatto un libro su Tetris, lo pubblicano in Italia, tu scrivi qui di videogames quindi…»
«Ma signor vicevicemegadirettore, si sbaglia, non sono mica all’altezza, io faccio i fumetti e nemmeno mi riesce benissimo, figurarsi se mi vengono delle domande intelligenti a un vero autore americano… non è il mio campo… cioè sì, Tetris è innegabilmente un videogioco, se non IL videogioco… però… e poi non ho nemmeno letto il libro…»
«Quello ti arriverà a casa, gratis, in modo legale ed ufficiale, domani.»
«Ah…»
«Allora ok?» (Sguardo psico-laser).
«Va bene, “allora ok”… provo…»

Quindi torno a casa e sul mio cuscino trovo il libro avvolto in una busta ufficiale Panini, dentro una bolla ufficiale che riporta una cosa tipo: “prezzo: 0,00 euro”.

Leggo il libro e mi piace molto, cito dal sito Panini:

Quando Tetris emerge dalla Cortina di Ferro è un successo istantaneo, al punto che Nintendo, Atari e Sega sono pronte a investire cifre enormi per averlo. Ma anche a fare cose molto più sporche. Viaggi clandestini a Mosca, accordi sottobanco fino ad arrivare al furto. Questa è l’intrigante storia di un videogioco che ha fatto la storia. Ma anche una riflessione che il fumettista Box Brown (André The giant) fa sul rapporto fra arte e commercio.

Come immaginavo infatti le domande intelligenti non mi sono venute, ecco quelle che mi sono venute:

Box Brown allo stand Retrofit Comics durante una convention.

Box Brown allo stand Retrofit Comics durante una convention.

Visto che Tetris. Incastri Internazionali non è la tua prima biografia (fighissima – e consigliatissima – quella su André The Giant), come scegli i protagonisti (e in questo caso è un videogame, ma vabbé) delle tue biografie a fumetti? Con il cuore di un fan o con il freddo cervello calcolatore di un venditore di storie?

Di solito lavoro con qualcosa con cui ho un legame emotivo, a cui sono legato da anni o che addirittura è diventata una mia ossessione, tanto che non riesco a togliermelo dalla mente. Quindi un sacco di roba dagli anni Ottanta.

In questa storia i protagonisti sono tanti e diversi per provenienze epoche e culture, Aleksej, Vladimir, Gunpei, Robert Stein, Henk, qual è il tuo preferito e perché?

Be’, adoro Alexi e Henk per motivi diversi. Mai il mio preferito era Gunpei Yokoi. Era un personaggio assai interessante e aveva una visione delle cose del tutto diversa dagli altri. Finì per essere talmente influente per i videogiochi per come li conosciamo, e io non ne sapevo nulla di lui prima di iniziare questo libro.

tetris fumetto box brown

Quali sono state le fonti principali sulle loro esistenze? Hai dovuto telefonare ad alcuni di loro?

Sì, ho parlato con un po’ di persone al telefono e ho letto tutto quanto sono riuscito a trovare sul sull’argomento. A volte la gente preferisce ricevere email, mentre altre volte i contatti li ho avuti su Facebook. È sempre emozionante parlare con la gente al telefono. Per il mio libro su Andy Kaufman ho parlato con manager professionista di wrestling Jim Cornette ed è stato molto emozionante.

Tetris è un libro completo, racconta una storia incredibile, come spesso si dice che solo la realtà possa essere. Come hai gestito la scrittura di una storia così complessa e ampia in 250 calibratissime pagine?

Sono stato fortunato. Avrei anche potuto continuare ad aggiungere elementi all’infinito. È una cosa a cui penso molto. In Tetris ho dovuto senza dubbio sfoltire molto le informazioni che avevo, mentre in Andre the Giant si è trattato più di costruire una storia a partire dalle pochissime fonti che avevo a disposizione.

Ti faccio una serie di domande da fissatone tutte insieme: quanto ci metti in media a disegnare una tavola? Che materiali usi (i nomi precisi di penne e pennini intendo…)? Osservando le tue tavole mi è successo di pensare in continuazione a righelli, righe e squadre, oppure hai un tecnigrafo? Quanto è grande una tavola di “Tetris”? Fai un layout/storyboard (se sì preciso-preciso o approssimativo)? Quanto ci lavori al computer?

Di solito per cominciare faccio disegnetti e schizzi, lì scrivo la storia. Poi disegno su carta con una matita 3H e china con una penna Micron 08. Uso un righello a T blu trasparente per fare le linee e a volte anche delle maschere per fare i cerchi. Scansiono l’inchiostrature e sistemo il tutto con Photoshop.

tetris fumetto box brown

C’è un motivo per il quale hai scelto il giallo come unico colore di questa storia?

Volevo che il fumetto brillasse come un videogioco.

Sei forte a Tetris? E su che piattaforma ci hai giocato principalmente? 

Sono stato molto bravo per una decina di anni, quando uscì. Giocavo col Gameboy originale, principalmente. Quella è la mia versione preferita e quella che sono più bravo a giocare. La cosa che amo del Tetris è che quando ci giochi ti porta in uno stato meditativo nel quale puoi accedere ai pensieri che stanno in fondo alla tua mente.

Cosa ne pensi di Columns (della Sega)? Ti ricordi che ai tempi del Game Gear aveva l’ambizione di essere il nuovo Tetris…?

Faceva schifo. Anche se Dr. Mario era praticamente lo stesso gioco! Per qualche motivo, Dr. Mario è cento volte più divertente!

La mia ragazza mi umilia a Tetris, non c’è gara proprio, coi puzzle-games (tipo Puzzle Bubble) in generale, è di un’altra categoria e io soffro perché vorrei essere io il mago dei videogames di casa… Era forte a Tetris tua nonna?

Sì! Mia nonna era proprio forte al Gameboy Tetris.  All’inizio giocava con una mano sola era molto carina e divertente da guardare.
RetrofitPuoi raccontare a noi lontanissimi Italiani cosa è Retrofit Comics e come funziona?

Retrofit Comics è la mia casa editrice! Finora abbiamo pubblicato 60 titoli! Abbiamo appena concluso un crowdfunding per la prossima stagione. Pubblichiamo storie brevi di autori da tutto il mondo (perlopiù americani).

Com’è essere uno dei fumettisti più fighi d’America? Sei tipo una star con un sacco di inviti a delle feste pazzesche esclusive dove suonano dei gruppi fighissimi? Oppure sembra che le giornate passino tutte uguali mentre riempi fogli con rettangoli pieni di omini che parlano sputando nuvolette piene di parole?

99% del tempo te ne stai da solo tutto il giorno e ogni tanto esci per un caffè. Ogni tanto prendi un volo per una città lontana per fare un firmacopie, ma poi devi tornare a casa a disegnare da solo. Sono stato da poco a Toronto right now!  Mi capita poi di realizzare poster per qualche evento figo e poterci qunidi andare. L’anno scorso ho fatto il manifesto per un concerto dei Mountain Goats e ho avuto accesso al concerto e al backstage.  È stato molto divertente!

box brown mountain goats

Loading...