Lo scaffale di Pierz

Per la rubrica “Lo scaffale di…”, a commentarci le sue letture più recenti, questa settimana ospitiamo Luca “Pierz” Piersantelli, autore della serie comica Ravioli Uéstern.

Rat-Man, di Leo Ortolani (Panini Comics)

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Perché le collezioni complete le vendi meglio su eBay. In realtà, quest’ultima saga finale non l’ho ancora iniziata: aspetto di averla intera per godermela. Nei primi tempi, un po’ ho odiato queste parentesi “seriose” di Rat-Man, anzi, mi rompevano proprio le palle. Volevo un fumetto umoristico che fosse umoristico e basta. Poi ho capito che il vero problema che avevo con queste saghe era la divisione in uscite bimestrali. Passava troppo tempo, perdevo il ritmo e il senso. Rilette complete le ho rivalutate.

Preacher, di Gath Ennis e Steve Dillon (RW Lion)

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Perché la serie tv mi ha fatto così tanto schifo, che ho dovuto rileggermi l’opera originale per ricordarmi quanto fosse perfetta in tutto. Poi, con la recente scomparsa di Dillon, ho deciso di ri-rileggermi di nuovo l’intera saga, dando più attenzione ai disegni. Brutti, eh, sempre le stesse facce, sfondi abbozzati, anatomie sempliciotte. Ma che storytelling, madonnina santa! Preacher, dato in mano ad un disegnatore “figo”, sarebbe stato un fumettino carino ma dimenticabile. Dillon era l’artista giusto, nel posto giusto, al momento giusto.

Il Nao di Brown, di Glyn Dillon (Bao Publishing)

Perché le storie migliori hanno pochi fronzoli. Non è recente, ma mi è capitato in mano adesso per motivi parentali ovvi (l’autore è il fratello del Dillon di cui sopra). Ci ho messo parecchio prima di convincermi ad aprirlo anche perché, dalle recensioni, mi era sembrato un fumetto di propaganda della religione buddhista (e la chiamo appunto “religione”, per far venire la bava alla bocca a quelli che “raauhrgghaghgh è una fiosofia!!!!11!11”). In realtà è un fumetto onesto e delicato, spietato e umano. Niente zuccherini new-age post-coloniali smoscia-palle.

Storie bibliche a fumetti, di Aa.Vv. (dal sito dei Testimoni di Geova)

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Perché?!

I Am a Hero, di Kengo Hanazawa (GP Manga)

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Perché ho appena visto il film tratto da questo fumetto. Mi ha divertito parecchio, la storia di un nerd che combatte contro gli zombie ed è impacciato. E in più, il manga, nella prima parte descrive il reale lavoro del mangaka in Giappone negli aspetti che non conoscevo e neanche immaginavo. Essendo pur sempre un horror zombie di quelli che mo’ basta, si capisce da subito che l’ambientazione stra-usata è solo un pretesto per raccontare altro. C’è del fine meta-fumetto.

  • zioluc

    Il Nao di Brown l’ho trovato tremendo, smosciantissimo per usare il suo termine. Su Ratman mi trovo d’accordo, anche se dopotutto le trame “seriose” continuo a non apprezzarle come probabilmente il buon Leo vorrebbe.