8 adattamenti a fumetti di opere di H.P. Lovecraft

Nel 2017 ricorrono gli 80 anni dalla morte di Howard Phillips Lovecraft, scomparso per l’esattezza il 15 marzo 1937. Forse più di altri scrittori, l’autore gotico americano, noto per aver creato il mito di Cthulhu e del Necronomicon, ha ispirato adattamenti a fumetti dei suoi racconti brevi o storie originali ispirate alle sue opere (QUI ce ne sono dieci esempi). Su tutti, l’omaggio di Dino Battaglia recentemente riproposto da NPE (QUI una corposa anteprima) o il Providence di Alan Moore o le notevoli illustrazioni di Philippe Druillet (da noi raccolte in una gallery).

Se si fa un salto indietro nel tempo, una delle pubblicazioni più interessanti tra quelle che raccolgono materiale ispirato ai lavori di Lovecraft è lo special della rivista Metal Hurlant pubblicato in Italia nel 1982 con il titolo Metal Extra – Tutto brivido tutto panico. Il volume raccoglieva grandi firme dell’epoca e maestri come Moebius, alle prese con le tematiche lovecraftiane, oltre ad articoli realizzati con la collaborazione dell’esperto Sebastiano Fusco.

Visto che negli ultimi anni la passione per le opere di Lovecraft si è tutt’altro che affievolita, e anzi negli ultimi anni c’è stato un rinnovato interesse, abbiamo pensato di mettere insieme una selezione di fumetti che adattano racconti di Lovecraft, tra nomi e opere note e qualche chicca nascosta, sia dal Giappone che dall’Italia.

I miti di Cthulhu, di Alberto Breccia

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Con le sue tecniche miste dal gusto astratto e pittorico, Alberto Breccia è stato forse l’autore più efficace nell’adattamento dei racconti di Lovecraft. L’intangibilità e indicibilità così spesso evocate nelle descrizioni dello scrittore trovano espressione massima nell’arte dell’autore argentino.

Il libro raccoglie ben nove storie: La ricorrenza, La cosa sulla soglia, La maschera di Innsmouth, La città senza nome, L’orrore di Dunwich, Il richiamo di Cthulhu, Il colore che cadde dal cielo, L’abitatore del buio e Colui che sussurrava nelle tenebre. Con il collage, la monotipia e le sue chine dense e oscure, Breccia rende giustizia all’orrore mistico dei miti di Cthulhu, con fedeltà e gusto estremamente eclettico.

Il colore venuto dallo spazio, di Gou Tanabe

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Gou Tanabe è un fumettista giapponese contemporaneo che ha ormai realizzato un bel po’ di adattamenti a dei più celebri di Lovecraft con uno stile particolarmente moderno e intrigante. Oltre a Il colore venuto dallo spazio – uno dei più iconici racconti del ciclo di Cthulhu, che racconta di un meteorite che porta con sé indicibili misteri – Tanabe aveva già interpretato ben altri 18 racconti (e più di recente al lavoro su Alle montagne della follia).

Tanabe è dotato di uno stile che in parte trae ispirazione più dal fumetto occidentale che da quel manga più tradizionale. Gli sfondi sono estremamente dettagliati, mentre i volti tendono al realismo. Le tavole di Tanabe sono ricche di dettagli e il suo lavoro si esprime al meglio in vignette grandi o splash page in cui le mostruosità immaginate da Lovecraft trovano degna espressione.

Haunt of Horror: Lovecraft, di Richard Corben

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Da sempre influenzato dall’opera di Lovecraft, per la visionaria creazione di mondi e creature mostruose, Richard Corben nel 2013 pubblica nella collana Haunt of Horror – a seguito di una miniserie dedicata a Edgar Allan Poe – una mini dedicata allo scrittore di Providence. I tre albi contengono adattamenti di racconti, non tra i più noti o abusati del mito di Cthulhu.

Corben utilizza gli stessi toni di grigio dei suoi lavori ispirati alle storie di Poe, con un segno dalle proporzioni più realistiche che mai, che lascia ampio spazio alle distorsioni quando si tratta di raffigurare con particolare plasticità i mostri nati dalla fantasia di Lovecraft.

Da altrove e altri racconti, di Erik Kriek

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Erik Kriek è uno dei maggiori fumettisti dell’Olanda, patria in cui è conosciuto per Gustman (un eroe parodia delle icone della Golden Age). A comporre la sua cifra stilistica e il suo immaginario: la letteratura gotica, il fumetto horror di stampo EC Comics, il cinema horror più tradizionale e seminale.

Nel volume, cinque racconti di Lovecraft (L’estraneo, Il colore venuto dallo spazio, Dagon, Da altrove e La maschera di Innsmouth), prendono vita in un adattamento fedelissimo alla fonte ma rielaborato graficamente come fosse un fumetto americano degli anni Cinquanta, di quegli horror lo-fi della EC Comics che cozzano brillantemente con le atmosfere naturalistiche di Lovecraft.

Cool Air, di Bernie Wrightson

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Pubblicato su Eerie #62 (gennaio 1975), Cool Air è tratto dall’omonimo racconto breve apparso per la prima volta nel 1928 (in Italia tradotto con Aria fredda). La storia narra di un giovane che va ad abitare in un palazzo di New York in cui risiede uno strano dottore tenuto in vita da un sistema di refrigerazione ad ammoniaca.

Scritto da Lovecraft nel suo periodo di residenza nella Grande Mela, il racconto è animato dalle inquietudini dell’autore, che nel testo inserisce diversi elementi autobiografici (come la fobia del narratore verso il freddo, mutuata dall’ipersensibilità di Lovecraft alle basse temperature).

Bernie Wrightson, co-creatore di Swamp Thing e apprezzatissimo disegnatore specializzato nel genere horror, si prende il difficile compito di tramutare le considerazioni in prima persona e l’ambientazione intimista del racconto in immagini ombrose e dense di panneggi, tipiche del suo stile, traducendo il dualismo della storia usando unaa carta a due tonalità (guardate l’originale vs. la versione stampata). Come ha scritto Kelley Jones in un suo ricordo del collega: «Ogni vignetta costruisce tensione per il colpo di scena finale, attraverso un uso magistrale di luci e ombre, consistenze e angoli».

The Dunwich Horror, di Shigeru Mizuki

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Abituati a vedere Shigeru Mizuki alle prese con il folklore horror giapponese, non possiamo non stupirci nel venire a conoscenza di un suo adattamento di un racconto di Lovecraft, oltretutto uno dei più celebri: L’orrore di Dunwich.

L’autore di NonNonBâ. Storie di fantasmi giapponesi e di Gegege no Kitaro, uno dei maestri dell’horror giapponese, ambienta la storia in Giappone, intitolando la storia Chitei no Ashioto (ovvero “Passi nel vuoto”), e apportando poche altre modifiche al racconto originale. In realtà una modifica sostanziale c’è, e cioè che, al posto del lovecraftiano Yog Sohtoth, il mostro finale è uno yokai (spirito della tradizione giapponese) chiamato Yogurt.

Gli incubi di Lovecraft, di Horacio Lalia

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Horacio Lalia – uno dei maestri del fumetto sudamericano – è autore di ben 18 adattamenti a fumetti di racconti di Lovecraft (recentemente raccolti in un unico volume), primo su tutti l’iconico Il richiamo di Cthulhu. Il merito di Lalia è soprattutto quello di uscire dal seminato della mitologia di Cthulhu, interpretando anche altre opere dello scrittore, selezionate tra la sua vasta produzione.

L’autore argentino esplora dunque anche l’immaginario horror più puro e gotico di Lovecraft, servendosi di uno stile grafico cupo e realistico. Il bianco e nero dettagliato di Lalia lascia poco spazio all’immaginazione, con spietata dedizione al dettaglio, evocando una totale immersione nel mondo di Lovecraft, con interpretazioni personali e vivide.

From Beyond, di Valerio Converti

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L’albo autoprodotto di Converti è un colorato fotoromanzo horror che adatta il racconto From Beyond (Dall’ignoto). Converti attualizza la storia dello scienziato e filosofo Crawford Tillinghast, inventore di una macchina in grado di potenziare le capacità percettive della ghiandola pineale, che lo porta a scoprire un universo oltre il nostro.

Tra colori allucinogeni e scatti inquietanti, le pagine di From Beyond sono una moderna rivisitazione che illustra le inafferrabili visioni di Lovecraft con espedienti grafici insoliti, dal gusto pulp moderno.

Nyarlathotep, di Rotomago e Julien Noirel

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Il lavoro di Rotomago (sceneggiatura) e Julien Noirel (disegni) illustra l’omonimo racconto di Lovecraft, uno dei più inquietanti ed esoterici del Ciclo di Cthulhu. A differenza delle altre divinità lovecraftiane, Nyarlathotep è attivo e visita frequentemente la Terra nelle sembianze di un uomo alto e scuro, messaggero di divinità più potenti.

Ancor più che un fumetto, il Nyarlathotep di Rotomago e Julien Noirel è un suggestivo racconto illustrato, accompagnato da didascalie su splash page avvolgenti e suggestive, con disegni realistici e dettagliati.