Focus Le prime recensioni di "Defenders": grandi difetti e un grande villain

Le prime recensioni di “Defenders”: grandi difetti e un grande villain

Il diciotto agosto debutta su Netflix la serie TV Marvel’s The Defenders, nella quale si uniscono quattro eroi che finora sono stati protagonisti di altrettanti rispettivi show prodotti da Netflix. In Defenders Daredevil, Jessica Jones, Iron Fist e Luke Cage si alleano per sconfiggere la minaccia costituita da un’organizzazione guidata dalla misteriosa Alexandra (interpretata da Sigourney Weaver).

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La critica americana ha avuto modo di visionare in anteprima i primi quattro episodi, e in questi giorni sono dunque già stati diffusi articoli e recensioni che permettono di farsi un’idea di quel che sarà la serie. I giudizi che emergono non sono esattamente netti: i punti di forza ci sono, ma sembra che i singoli personaggi si siano portati con sé alcuni difetti delle rispettive serie.

La prima stagione di Defenders è composta da otto episodi, contro i canonici tredici degli show Marvel di Netflix. E c’è chi usa questo come argomento positivo: «meno è meglio», dice Entertainment Weekly, che fa un paragone con The Avengers, affermando, da un punto di vista più tecnico, che «le immagini sono più chiare e ispirate, i dialoghi più acuti e il ritmo più disinvolto rispetto ad altre serie Marvel-Netflix».

EW solleva un punto che mette d’accordo varie recensioni: il valore della performance dei nemici: «grandi villain interpretati da grandi attori segnato le migliori stagioni degli show Marvel-Netflix» e in questo caso il merito va tutto a Sigourney Weaver.

Anche io9 elogia il cast: «sa come usare al meglio il suo cast e i suoi tempi. In altre parole, grandioso»; così come gli sceneggiatori che, «è evidente ovunque, devono aver pensato molto alle domande che si sarebbe posto lo spettatore nel corso della visione e ai momenti che essi avrebbero apprezzato di più». Concorda poi sul merito della Weaver: «con i villain Defenders ha fatto un lavoro superiore a quello dei film Marvel».

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Secondo Screencrush il punto di forza sta nell’umanità dei personaggi che si esprime nell’incapacità di allearsi (non certo un elemento di novità per il genere, se vogliamo), e paragona lo show ad Avengers: «in entrambi i casi il divertimento maggiore viene dalle scintille che si scatenano tra i riluttanti alleati». E anche per Rolling Stone, «le loro differenze finiscono per essere molto più affascinanti delle loro similitudini», ma non manca di sottolineare una costante: «come per buona parte delle serie Netflix, l’avvio è lento e [SPOILER] il quartetto non si mette insieme prima del terzo episodio».

Lo stesso giudizio giunge da Polygon che ritiene Alexandra «uno dei nemici più divertenti e intriganti mai visti in una serie Marvel-Netflix», per uno show «basato su individui travagliati a causa dei loro poteri». Il giudizio è positivo perché «non è una tradizionale storia di supereroi ed è questo che la rende appassionante».

Una testata solitamente netta nei suoi giudizi, AV Club, si ritrova a fare una disamina articolata, forse anche in questo caso grazie al ruolo della Weaver, ritenuta «talmente brava che è un peccato vederla contrapposta perlopiù a Iron Fist». Secondo AV Club, infatti, Iron Fist è il punto debole dello show: «i due produttori hanno imparato la lezione riguardo al ritmo, ma non hanno aggiunto molto al personaggio», con il risultato che gli altri personaggi risultano molto più significativi. E nemmeno Rolling Stone manca di sottolineare che l’attore che lo interpreta, «Danny Rand, è del tutto privo di carisma».

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La stampa generalista non si attendeva particolari sorprese. Per il Washington Post «Defenders è il genere di streaming di supereroi che ormai ci attendiamo dalle produzioni live action Netflix-Marvel. Meritava l’attesa e la storia è ciò che i fan Marvel speravano di trovare». Mentre non manca di sottolineare il valore della Weaver: «la sorpresa principale di Defenders».

Molto meno ecumenico il giudizio di USA Today, che dice quanto già espresso da altri, ma con meno benevolenza, forzando la mano sul problema di mettere insieme quattro eroi di cui uno interpretati davvero male: «l’handicap innegabile è costituito da Danny Rand […] il cui ruolo è impossibile da ignorare perché fondamentale per la trama». Non è nemmeno questo l’unico difetto, visto che «il ritmo è molto lento e gli eroi ci mettono troppo ad allearsi».

Il giudizio è categorico: «Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage e persino Iron Fist meritano di meglio. Ed è gratificante pensare che hanno tutti serie migliori a cui fare ritorno una volta finita questa missione. Non c’è vergogna nell’ammettere la sconfitta, nemmeno per i supereroi».

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