Un po’ di pagine in anteprima da Psycho del Professor Bad Trip

Eris edizioni riporta nelle librerie italiane il lavoro di Gianluca Lerici (1963 – 2006) – in arte Professor Bad Trip – a dieci anni dall’ultima pubblicazione dei suoi fumetti. Il Professor Bad Trip è stata una delle voci più significative della scena underground italiana e internazionale, artista poliedrico simbolo della controcultura italiana per anni degli anni Ottanta e Novanta.

Il primo volume di Bad Trip a uscire per Eris Edizioni è Psycho, contenente oltre alla storia omonima, anche il racconto breve, Kathodic Karma, mai ripubblicato dal 1996. Ad accompagnare le storie a fumetti, saggi scritti del giornalista Vittore Baroni e del curatore d’arte Marco Cirillo Pedri. Il volume è realizzato con la collaborazione con la galleria Teké Gallery di Carrara e Jenamarie Filaccio, compagna dell’autore che si occupa da anni di tenere vivo il lavoro di Bad Trip.

In anteprima, mostriamo alcune pagine da Psycho, e a seguire una foto di Professor Bad Trip (il libro ne contiene infatti diverse).

Il volume sarà presentato in anteprima a Lucca Comics & Games 2017.


Attivo come musicista sin dall’inizio degli anni Ottanta nella scena musicale punk italiana, Gianluca Lerici inizia poi la sua attività di artista visivo con lo pseudonimo Professor Bad Trip, prestando i suoi lavori al mondo dell’underground musicale, fino ad arrivare, a pubblicare sia su riviste come Frigidaire e Decoder che per Arnoldo Mondadori Editore, realizzando varie copertine di libri. Tra le sue opere, una delle più note è l’adattamento a fumetti de Il pasto nudo di William S. Burroughs (Shake edizioni).

Dal comunicato dell’editore:

L’arte del Professor Bad Trip incarna al meglio quel sussulto dell’immaginario che ha dato vita alle culture antagoniste, da quella Beat-Hippie al punk degli anni ’70, dall’Industrial Culture all’hardcore degli anni ’80 di cui lo stesso autore era parte attiva, come cantante e dj. Il suo segno schietto e visionario, la quantità di stratificazioni e rimandi all’interno di ogni singola tavola hanno caratterizzato fin da subito il suo peculiare stile grafico che si ispira ad autori leggendari della tradizione fumettistica underground come Robert Crumb, Robert Williams e Magnus, e nutritosi al contempo dell’immaginario delle controculture rock e psichedeliche, delle visioni inquietanti di David Cronenberg e David Lynch, della fantascienza distopica di scrittori come William S. Burroughs, J.G. Ballard e Philip K. Dick.

Le linee spesse e marcate di Lerici, nate per “sopravvivere” alle tecniche di stampa più precarie, dall’offset economico alle fotocopie delle fanzine fai-da-te, diventano il tratto distintivo con cui il poliedrico artista spezzino plasma le sue megalopoli fatte di grovigli di cavi elettrici, strutture labirintiche, microrganismi e piante mutanti. Apocalissi metropolitane in cui si muovono robot semi umani e inquietanti divinità pagane, spauracchi di guerrafondai, ricchi capitalisti e prelati corrotti, freaks mutanti, insetti antropomorfi e creature aliene.

Psycho non è solo un fumetto, è un atto creativo che forza i limiti del mezzo espressivo per aprire la mente del lettore e scaraventarlo verso dimensioni sconosciute. Leggere i fumetti del Prof. Bad Trip è un’esperienza lisergica ma al tempo stesso lucidissima, un’analisi spietata di un futuro disastroso – gli anni che stiamo vivendo e che grazie al suo inconfondibile sguardo profetico aveva già perfettamente immaginato – fatta attraverso tavole sature di linee spesse e dense nel tentativo di definire i contorni di un futuro amorfo, di riempire quello che si profila come un orizzonte vuoto.

L’ironia sottile e amara del Professore si dimostra ancora viva ed estremamente attuale, capace di attraversare i decenni senza perdere la sua forza dissacrante. Psycho, scritto nel 1996 e ambientato nel 2020, descrive perfettamente l’alienazione individuale e collettiva, le mostruose corporazioni tecnologiche e la loro smania di controllo, anticipando con una lucidità impressionante i mutamenti socio-culturali che ci troviamo a vivere oggi.
Questo volume rappresenta la prima tappa del lungo viaggio alla riscoperta di uno degli artisti più influenti della scena underground internazionale che con la sua arte visionaria e amaramente profetica ha segnato un’intera epoca e che ha ancora molto da dirci sul nostro presente.