Il mercato del fumetto in Francia, 2017: meno classici, meno manga, più lettrici

Nel corso dell’estate, in occasione del meeting nazionale delle librerie tenutosi a La Rochelle, la principale associazione di categoria degli editori francesi, il Syndicat national de l’édition, ha comunicato i risultati di un nuovo studio sugli acquirenti francesi di fumetti, commissionato all’istituto di ricerche GfK. Dallo studio sono emersi diversi risultati interessanti, alcuni dei quali hanno destato persino qualche sorpresa.

mercato fumetto Francia 2017

In primo luogo, i dati di scenario descrivono un mercato della bande dessinée che gode di buona salute: i consumatori sarebbero 8,4 milioni: il 15,5% dei francesi, ovvero, acquista e legge fumetti. Il giro di affari stimato è di 451 milioni di euro, con un tasso di crescita del 20% se si considera un arco temporale di dieci anni. I fumetti per ragazzi sono il segmento che avrebbe vissuto in questo periodo il tasso di crescita maggiore (+78%, quasi il 14% del mercato) seguiti dal fumetto “di genere” (circa il 40% del mercato, con un aumento del 15%), nel quale GfK include categorie merceologiche come i graphic novel, il fumetto sia di fiction che non-fiction e le biografie. Il manga è invece cresciuto poco nell’ultimo decennio; tuttavia copre ancora una quota importante del mercato: più del 20%. Il segmento in maggiore decrescita, con un segno negativo del -19%, è invece quello dei “classici”.

Lo studio evidenzia poi la relazione tra i diversi segmenti di prodotto e le diverse tipologie di canale di vendita. Le librerie con oltre 2,7 milioni di clienti sono quelle che hanno conquistato il mercato delle BD a discapito delle grandi catene in franchising (3,8 milioni), della grande distribuzione generalista (1,7 milioni) e di internet (1,3 milioni).

Il successo dei fumetti per ragazzi, in particolare, si fonda principalmente sul loro successo nella grande distribuzione. La spesa procapite in fumetti è in media alta (59 euro, per poco più di 3 articoli acquistati durante l’anno). Contrariamente a quanto si crede, sono le donne (53%) ad acquistare più fumetti, e la percentuale aumenta in riferimento alla letteratura. Il 45% hanno figli. Il budget medio di un acquirente di fumetti è di circa 200 euro all’anno, superiore al budget annuo dell’acuirente medio di narrativa (160€). Inoltre, si tratta di “lettori forti”: il 97% compra prodotti diversi dai fumetti.

L’età media dell’acquirente di fumetti, in Francia, si assesterebbe intorno ai 41 anni (40,7 la media precisa). Sebbene questo dato possa sembrare un segnale di scarso ricambio generazionale – dunque indicherebbe una crescita sostenuta dall’invecchiamento dei lettori e dell’aumento della loro capacità di acquisto – in realtà non è così, o almeno non del tutto. Il mercato del libro in generale, infatti, registra un’età media più alta: 42,5. L’età media del consumatore di letteratura, inoltre, si aggira intorno ai 44 anni. I ragazzi compresi tra i 10 e i 17 anni rappresentano il 18,2% degli acquirenti di BD, con un spesa media di 61 euro l’anno.

Per concludere, altri due dati importanti: l’acquirente medio di fumetti è piuttosto benestante. Il 48% proviene da una categoria socio-professionale molto alta. Inoltre, quasi il 50% dei fumetti venduti sono acquistati per uso personale, il che significa che un fumetto su due è acquistato per essere regalato.

Rispetto alle fonti di informazione per l’acquisto, emergono un paio di elementi interessanti. Da un lato il 20% degli acquisti sono in qualche modo suggeriti dalla persona che riceverà il regalo: il doppio rispetto agli acquirenti di letteratura. Il ruolo dell’informazione e della critica online (siti web specializzati, blog, forum) è anch’esso superiore rispetto a quanto accade con la letteratura: pesa sul 10% dei soggetti degli acquirenti per il consumo personale, rispetto a solo il 4% degli acquirenti di narrativa.

Infine, rispetto alle motivazioni d’acquisto va detto che il 30% dell’acquisto di fumetti sarebbe d’impulso. Facebook ha la sua piccola parte di merito, infatti il 7% trova sostegno nelle pagine personali degli autori. Ciò che attrae maggiormente i lettori sono aspetti come il genere e lo stile (40% degli acquisti per la lettura personale) insieme all’interesse per la serie o per gli autori (44%).

Per chi volesse approfondire, il report GfK è scaricabile qui.

  • Maria

    In Italia la fanno la stessa indagine? Ricordo che in rete c’è stato un sondaggio da parte di un università di Napoli, ma non mi pare di aver visto il risultato pubblicato da nessuna parte.