Nostalgia, nostalgia canaglia

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Scusate l’assenza, è stata un’estate intensissima e abbastanza hot. Ma è tornata la rubrica più cool e sfigata insieme, la tua preferita (spero).

Nell’ultimo articolo ci eravamo lasciati con tanta tristezza nel cuore, ma il tempo cura quasi tutto… E MI SONO COMPRATO IL SUPER NINTENDO CLASSIC MINI QUINDI SONO MOLTO FELICE!!!

Ascoltatemi: se siete grigi trentacinquenni in pigiama e Air Max come me, che davanti allo specchio vedono svanire i ricordi dell’infanzia lasciando spazio alla paura, e avete una nuova casa ma mooolto piccola dove la vostra collezione di retrogaming assolutamente non ci sta proprio e allora chiudete piangendo i vostri tesori in scatole approssimative sotto il sole di agosto e poi le richiudete in una buia e lugubre cantina di proprietà della vostra delusissima madre che vi dice:

-E quei 20 scatoloni che cosa contengono?-

-Ehm…: sono i vecchi libri dell’università, ho sudato troppo su di essi per abbandonarli e…-

-Sono videogiochi, vero?-

-Sì, mi dispiace.-

-E gli altri 30 scatoloni?-

-Tranqui, quelli sono manga.-

ecco, allora questo è un buono, buonissimo, anzi, ottimo investimento dove per parola “investimento” si intende “consumistico vizioso e superfluo scialacquamento di danaro”).

Il Sacro Graal delle nostre infanzie.

Il Sacro Graal delle nostre infanzie.

Per chi non lo sapesse, Nintendo ha appena messo sul mercato una versione molto kawaii del vecchio e celeberrimo Super Nintendo a.k.a. SNES. È una scatolina piccola così, tendenzialmente vuota ma con un forma molto bella e 20+1 giochi old-but-gold già precaricati dentro (e 2 controller), in pratica la attacchi alla TV e giochi subito, zero sbattimenti. Ovvio che ci giochi SOLAMENTE a quei 20+1 che da Kyoto hanno centellinato per te da una libreria di vecchie glorie sconfinatissima. Sono tutti bellissimi, ma ne mancano di altrettanto bellissimi, uno su tutti: Chrono Trigger.

Cacchio dai però! Chrono Trigger! Ma come ti viene in mente di non mettercelo, ma minchia! Questa cosa mi fa proprio venire voglia di piratare la consolina (sì, si può fare, grazie al potere oscuro di Internet) e metterci dentro tutto quello che mi pare… cioè solo i giochi che secondo me mancano, eh… sono tra i 100 e i 150, con alcuni amici stiamo facendo una lista speculativa… ma ahimè sono un fervente sostenitore della legalità.

Sono pochi giorni che il simpaticissimo dispositivo è appoggiato nella mia minuscola mansion e sono ancora tutto frizzantino quando la guardo, anzi, solo a pensare a quella deliziosa scatoletta posticcia mi viene voglia di lanciarmi sul divano, incendiare un carioca e sfondarmi di Megaman X (Capcom, 1993), ah, l’amour c’est une chose merveilleuse…

Ancora bellissimo da vedere, il mecha-design -passatemi il termine imbarazzante- “morbidoso” è ottimo (certo non ai livelli dell’altro celebre saga Run ’n Gun: Metal Slug o del meno conosciuto ma eccezionale predecessore: Gunforce 2) e da giocare rimane sempre bastardo il giusto. Se non lo conoscete o non ve lo ricordate bene andatevelo a rigiocare che è un super-classico di quelli che non invecchiano mai.

Qui il gagliardo MegaMan fronteggia un grosso calabrone-elicottero (non è un boss...), sullo sfondo una città del futuro.

Qui il gagliardo MegaMan fronteggia un grosso calabrone-elicottero (non è un boss…), sullo sfondo una città del futuro.

Ah, a proposito del retro-genere Run ‘n Gun segnalo la recentissima uscita di un gioco indipendente molto atteso: Cuphead (StudioMDHR Entertainment). Avete presente le Silly Symphonies? Ecco, i produttori hanno fatto un lavoro di animazione (tradizionale —> disegnata veramente! A mano!) entusiasmante, incredibile, strabiliante, sembra una cartone animato anni 30 (ma a colori), visivamente è una goduria pazzesca.

Visivamente l’unico altro esempio che mi viene in mente è il primo livello di Mickey Mania, ma era in bianco e nero e comunque moooooolto meno strabiliante.

Siamo uno, anzi due (c’è pure Mugman, col naso a patata blu), omini con la testa di tazzurella – con una cannuccia (ma perché?) – e dobbiamo correre sparando dalle dita e sconfiggere un sacco di boss bellissimi – a più fasi, nel senso che cambiano diverse volte durante la bossfight – quanto cazzuti e mortiferi. Lo trovate su Steam o su Xbox, fatevi un favore, ah, non è un gioco per scarsoni eh…

Su come è il gioco da giocare non chiedetemi, dicono sia molto molto molto difficile, ma non l’ho (ancora) giocato… … … però l’ho guardato tutto su YouTube facendo quella grossa (a episodi, eh).

didascalia: Cuphead (morto-fantasmino) e Mugman combattono l’annoso problema sociale del tabagismo, giustamente impersonificato da un pene incandescente.

didascalia: Cuphead (morto-fantasmino) e Mugman combattono l’annoso problema sociale del tabagismo, giustamente impersonificato da un pene incandescente.

Un altro gioco presente pre-installato sul Mini-SNES che mi sta ri-risucchiando è Secret of Mana, un JRPG vecchia scuola (1993) della gloriosissima Squaresoft (quella di Final Fantasy)… quelli con la visuale dall’alto per intenderci… questo è particolarmente figo perché a differenza dei suoi contemporanei non ha il sistema di combattimento a turni, che ad alcuni (tipo me) può risultare pallosino dopo 30 anni… ma è in tempo reale.

Un’altra cosa che mi piace è che attraverso un menù – teneramente arretrato – si può personalizzare – e profondamente – il layout dei dialoghi, scegliendo le dominanti cromatiche, la foggia delle cornici e le texture dei fondali, è molto appagante per noi potenziali psycho-killers.

Altra cosa rilevante rispetto ad altri giochi dell’epoca è una specie di menù-di-pausa-strano, ci vuole un po’ per capirlo, ma alla fine funziona alla grande e approfondisce molto le fasi di combattimento.

La poeticissima box-art di Secret Of Mana che ovviamente non c’entra quasi una sega col gioco.

La poeticissima box-art di Secret Of Mana che ovviamente non c’entra quasi una sega col gioco.

Se invece siete proprio dei fissatoni di JRPG a turni, c’è pure Final Fantasy III (Squaresoft, 1994), (che sì, per alcuni integralisti sciroccati è il VI, ma chissenefrega) superganzo e tutto robottoso ma comunque fantasy, tipo steampunk, ma non quello steampunk di quelli vestiti steampunk a Lucca Comics con le bombette, i monocoli e i baffi arricciolati e i polverosi seni esposti, quello steampunk “OK” che nei Final Fantasy di solito rende molto bene, vedi il VII e il XII.

E a proposito di Final Fantasy XII: è appena uscita la remaster (uguale all’originale ma più pulitino graficamente e con qualcosina in più) per PS4, che è comunque bello, se ve lo eravate perso su PS2.

Ma più di tutti, il GIOCONE (anche questo è un RPG a turni con visuale a volo d’uccello) che mi ha convinto definitivamente è il pazzeschissimo – secondo me vale quasi da solo l’acquisto della consolina Earthbound a.k.a. Mother 2 del 1994 e MAI pubblicato ufficialmente in Europa (solo nel 2013 su Virtual Console, ma non vale).

Il gioco è ambientato nel 199X (e questo già dovrebbe bastare a voi nostalgici derelitti) in una normalissima cittadina di provincia in una nazione nota come Eagleland. Siamo al comando di un bambino col cappellino rosso, che si chiama Ness, ma all’inizio del gioco possiamo affibbiargli un nome di nostra invenzione, anche Carlo, e così anche con gli altri protagonisti della storia (bellissima). Poi possiamo – in 6 miseri caratteri – anche scegliere il nostro piatto preferito, io ho messo “Pizza”, una cosa che ci piace, io ho scritto “Comics”, il nome del nostro cagnolino, io ho scritto “Spider” e infine possiamo anche scegliere il colore dei menù, che è una cosa che apprezzo sempre morbosamente, come dicevo prima… Ci sono una serie di gusti/colori dalla strawberry alle peanuts.

La storia è semplice ma magica: arriva una meteorite nella cittadina di Onett e da lì un gruppo di ragazzini (alla Goonies e quella roba lì) dovrà affrontare e sconfiggere forze ultraterrene potentissime e salvare il futuro del mondo armati di mazze da baseball, yo-yo e coraggio… e poteri psichici ma non voglio dirvi altro perché è bellissimo e succedono un sacco di cose pazze, sul serio.

L’impianto di gioco è figlio della saga di Dragon Quest, quindi una garanzia, andate tranquilli (ah, però per fortuna in Earthbound non ci sono i noiosissimi incontri random, ok?).

Per scegliere ho fatto un sondaggio sulle mie stories di Instagram ed ha vinto la banana con il 72%. Prevedibile.

Per scegliere ho fatto un sondaggio sulle mie stories di Instagram ed ha vinto la banana con il 72%. Prevedibile.

 

Ecco Ness (o Carlo, o come vuoi in 6 caratteri) mentre esce super-sciallo dalla sua bellissima casa.

Ecco Ness (o Carlo, o come vuoi in 6 caratteri) mentre esce super-sciallo dalla sua bellissima casa.

I giochi che vi ho detto li trovate quasi tutti da provare online, ma vi consiglio di comprarvi un Mini-SNES pure voi, almeno mi sento un po’ meno scemo pure io… Grazie, ci vediamo alla prossima puntata, vado a scassare di Hadouken! quel faccia-di-merda di Mr.Bison…

Eh,sì, c’è pure Street Figher II Turbo, ciao.

  • Zach Webster

    Comunque è M.Bison, non Mr.

  • Paolo Cattaneo

    Grazie per la precisazione, ma io l’ho SEMPRE chiamato Mister. La mia memoria si rifiuta di collaborare.