“Sempre libera”, la vita di Maria Callas fra tragedia e commedia

Sono passati quarant’anni dalla scomparsa di Maria Callas, soprano di origine greca, donna tenace, testarda, dal carattere pungente e dal talento indomabile, continuamente ossessionata dalla ricerca del successo e alle prese con le difficoltà e i sacrifici che tale ossessione impongono. In occasione dell’anniversario, Bao Publishing ha pubblicato una sua biografia a fumetti, realizzata dalla giovane Lorenza Natarella, fondatrice dello Studio Armadillo e collaboratrice di Salani, Topipittori e della rivista Linus.

sempre libera

Sempre libera parte dal principio, ovvero dall’infanzia americana di Maria Callas e dal complicato rapporto con la madre, attraversando poi gli anni di studio, il coma, gli orrori della Seconda guerra mondiale, il conservatorio, gli esordi, fino a giungere al successo ottenuto prima in Italia e poi in tutto il mondo. La carriera della Callas, sempre al primo posto nell’esistenza dell’artista, è il filo conduttore che permette la narrazione della sua vita, perché «Non esiste prima o dopo, esiste solo lo spettacolo». Ma la Natarella è riuscita, grazie anche a un tocco grafico icastico, a mettere in risalto passioni, amori, contraddizioni della personalità di Maria. Al centro di tutto c’è infatti il dramma, presente in ogni istante, sia sul palco che nella vita privata, mai veramente separata da quella professionale.

Il lavoro dell’autrice non è però didascalico, ma dotato di una narrazione profonda, che scava nell’animo della Callas indagando sull’origine dei suoi capricci, delle sue sfuriate, dei suoi momenti di silenzio e dei suoi tormenti interiori. L’utilizzo della parola è predominante: sono numerosi i fatti da narrare in poco meno di duecento pagine e il testo, anche se ben distribuito, rischiava di opprimere il disegno. Tale pericolo è stato però sviato grazie al lettering realizzato a mano dalla stessa Natarella, tremolante, ora più grande, ora minuto, che dà voce al libro e lo fa addirittura cantare.

sempre libera

Tramite l’uso dei colori, invece, viene messa in risalto la dualità dei sentimenti della Callas, ampliandone l’emotività. Il nero tragico di cui è vestita la Divina si espande, coprendo l’intera pagina nei momenti di maggiore tensione drammatica e di rabbia intensa e facendo da contrasto con il rosa fresco e rasserenante di sfondo. La vita della Callas è una vicenda al limite della tragedia che, però, l’autrice racconta in modo ironico e sarcastico, con un tratto spigoloso, ballerino e finanche macchiettistico, in grado di smorzare i toni.

Anche l’utilizzo libero della gabbia, che alterna splash page e tavole ricche di vignette, non risulta mai disordinato – in contrasto con i disegni dinamici e talvolta confusionari – e riesce ad attirare l’attenzione del lettore su dettagli importanti, anche grazie a una regia controllata e ben gestita.

Sempre libera è di certo un volume degno di nota per il tratto ricercato e particolare dell’autrice, che pone in secondo piano la difficoltà di raccontare in tutta la sua interezza il personaggio di Maria Callas, mostrando tutte le ombre celate dietro la luce divina che il successo e lo spettacolo le hanno concesso. Il rischio era quello di perdersi nel tema trito e ritrito della vita oltre i riflettori e della fragilità delle “star”. Il volume della Natarella, nonostante l’ottima prova d’esordio, si mantiene sul filo del rasoio, pur utilizzando numerosi espedienti tecnici per sviare il pericolo. Il risultato è un libro corposo, ben calibrato, ma che non riesce a mostrare quella luce in più che l’avrebbe fatto spiccare tra le biografie a fumetti contemporanee.

Sempre libera
di Lorenza Natarella

Bao Publishing, 2017
192 pagine a colori, € 19,00