Recensioni Novità Da Alien all’Alienverso, nuovi segnali di xenomorfi (a fumetti)

Da Alien all’Alienverso, nuovi segnali di xenomorfi (a fumetti)

Mancano un paio di anni al quarantesimo anniversario dall’uscita del celebre film di Ridley Scott del 1979, e l’editoria americana di fumetti non smette di produrre storie e immaginari intorno a quel mondo. No, non stiamo parlando di quello, ma di quell’altro film: Alien.

Negli USA si parla infatti ormai di Alienverse e, nonostante oltreoceano i fumetti che ne espandono ambienti e personaggi siano stati pubblicati da un bel po’ di tempo, in Italia è arrivato solo di recente, grazie a Saldapress. L’Expanded Universe di Alien e Predator è quindi atterrato in due collane diverse. La prima serie si intitola Fire and Stone, ed è raccolta in cinque volumi da fumetteria; la seconda si intitola Defiance, serie in dodici numeri conclusasi nel giugno 2017 e pubblicata in Italia nei primi sei albi della collana da edicola Aliens.

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Non è la prima volta che il mondo narrativo di Alien tenta di espandersi attraverso un’operazione crossmediale. Nel corso degli anni, dal 1979 ad oggi, gli xenomorfi hanno imperversato nei libri, nei videogames e nei fumetti, con risultati davvero altalenanti. Da fumetti di buona fattura (ricordare la grottesca miniserie di Verheiden?) a prodotti di rara bruttezza, tra i quali restano memorabili – e non in senso positivo – i crossover con vari supereroi DC, ristampati da poco anche in Italia.

Il nuovo Alienverse, però, ha deciso di esplorare due rotte totalmente diverse. La prima rotta è quella segnata da Fire and Stone, che inserisce varie situazioni e creature provenienti dall’universo di Alien e Predator; mentre la seconda è rappresentata da Defiance, in cui vengono riprese dinamiche già viste in Alien Isolation, videogame uscito nel 2014 che vedeva come protagonista Amanda Ripley, figlia di Ellen (protagonista del primo film).

Fire and Stone

Nella miniserie crossover Fire and Stone, Dark Horse e 20th Century Fox ripartono dalle conseguenze della missione Prometheus. 126 anni dopo la missione su LV-223, l’astronave Geryon atterra sul pianeta scoperto dai dottori Shaw e Holloway, in cerca di risposte dopo la scomparsa di Peter Weyland e di tutta la spedizione. Qui si scopre che, dalla prima visita del Prometheus, il pianeta è mutato, terraformandosi, e ha quindi dato origine a nuove forme di vita biologiche (ma non diremo altro, per evitare spoiler).

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Aliens: Fire and stone, di Chris Roberson e Patric Reynolds

Lo spunto narrativo è e rimane quello classico di ogni film di Alien. Uno sparuto gruppo di umani arriva in un posto pieno di xenomorfi e finisce male. La storia parte bene, è curiosa e intrigante. La scoperta dell’evoluzione di LV-223 potrebbe anche essere uno spunto interessante, ma… purtroppo Fire and Stone non riesce mai a centrare il suo scopo. Non è un horror, non è un’avventura avvincente, non è neanche attraente. È un collage di mostri in cui si scontrano Xenomorfi e Predator, in cui per di più si creano strani ibridi che non si vedevano dai tempi dei fumetti di Resident Evil.

I primi due volumi sono, in fin dei conti, degli esperimenti plausibili, delle storie calzanti, il terzo (Alien vs Predator), invece, sembra la copia carbone del film omonimo. Se la critica aveva all’epoca massacrato il film, non si può non affermare che anche il volume sia davvero di bassa qualità. La caduta stilistica non è solo nella trama ma anche nel disegno. Perché se i primi due erano curati da Juan Ferreyra e Patrick Reynolds, il terzo volume è disegnato da Ariel Olivetti e rappresenta il punto più basso raggiunto nei quattro fumetti. Il tratto è stilizzato, affrettato e, francamente, a volte si fatica a riconoscere i personaggi già visti precedentemente.

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Predator: Fire and Stone, di Joshua Williamson e Christopher Mooneyham

Fortunatamente, in ogni caso, la serie si chiude con il capitolo migliore tra i cinque, Predator, che vede, appunto, la razza di cacciatori alle prese con la battuta di caccia definitiva: quella contro un Ingegnere, e Omega, uno one-shot che vede protagonista Achab, lo Yautja già visto sia in Alien vs Predator che in Predator. Peccato, un’occasione e un parco mostri d’eccezione sprecati con una storia banale e anzi, duole dirlo, dozzinale.

Menzione d’onore, però, al nutritissimo comparto degli extra, che vedono al loro interno sia interviste agli autori sia bozzetti originali e studi sui personaggi, oltre alla, seppur molto stiracchiata, storia che tenta di collegare il film Aliens di Cameron con i fumetti di Fire and Stone.

Defiance

Come si diceva, la storia di Defiance riprende invece, a grandi linee, quella di Alien Isolation. Almeno all’inizio. Se nel videogame di Sega, la protagonista Amanda Ripley arrivava sulla stazione Sevastopol per recuperare la scatola nera della Nostromo, nella serie Defiance, la protagonista Zula Hendricks atterra sulla stazione Europa per capire come mai non si abbiano più notizie. In entrambe i casi la questione si rivela più complicata del previsto, quando vengono allo scoperto le reali motivazioni del viaggio e chi ci sia dietro: la Weyland-Yutani, megacorporazione interessata all’acquisizione di uno xenomorfo utile per creare armi biologiche.

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Aliens: Defiance #11, di Brian Wood e Eduardo Francisco

Aliens Defiance, in ogni caso, rimane fedele alla tradizione della serie, andandosi a posizionare dritta dritta sul solco tracciato dai primi due capitoli cinematografici di Alien, quelli firmati da Ridley Scott e James Cameron, tanto per intenderci. I temi, i protagonisti e le situazioni mutano continuamente, si evolvono, conferendo alla serie una duttilità e una facilità di lettura che Fire and Stone non raggiunge minimamente. Lo stesso vale per il disegno, curato, preciso e molto uniforme nonostante i quattro disegnatori (tra cui l’italiano Riccardo Burchielli) che si scambiano alle illustrazioni.

L’Alienverso tra luci e ombre

In conclusione, l’esperimento e la rinascita dell’Alienverso vive di luci e ombre. Le storie, che vedono troppa carne messa al fuoco, toppano finendo per appiattirsi e sciogliersi. Il crossover che vede Alien vs Predator partire con le migliori premesse, tenta di farsi strada in universo variegato e potenzialmente illimitato, per arrivare a perdersi verso il terzo volume, vanificando una storia che avrebbe potuto divertire non poco.

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Prometheus Omega: Fire and Stone, di Kelly Sue DeConnick e Chris Roberson

Dall’altra parte, Alien Defiance è una piccola chicca per autentici appassionati. Non aspettatevi stupore e invenzioni, sia dal punto di vista della trama che nel disegno, eppure la storia fila via liscia, senza intoppi, andando, per di più, a scavare nella mente dei protagonisti, agevolandone l’evoluzione psicologica e ben delineando i rapporti personali dei vari protagonisti.

Insomma, se dopo avere visto il nuovo Blade Runner vi state chiedendo “quale sarà il futuro dell’altro pezzo di immaginario creato da Ridley Scott?”, una risposta chiara è ancora prematura. Ma cosa saranno mai due anni, rispetto ai 40 in cui abbiamo imparato a conoscere gli xenomorfi più inquietanti nella storia della fantascienza? Di certo, prima dell’arrivo del sequel del chiacchierato Alien: Covenant, dai fumetti arriverà qualche altro indizio.

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