“Indeh”, le guerre indiane secondo Ethan Hawke

Dopo anni di ricerche sui nativi americani (e di infruttuosi tentativi di vendere la sceneggiatura a Hollywood), l’attore Ethan Hawke dà alle stampe Indeh, storia a fumetti che segue la guerra degli Apache contro l’esercito degli Stati Uniti e i messicani. Una storia di guerra, vendetta, amore e pace.

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indeh ethan hawke

1872, Vecchio West. Le nazioni Apache sono ormai sconquassate da decenni di guerra continua. Il giovane Goyahkla assiste alla morte di tutta la sua famiglia per mano dei Messicani. Questi eventi lo portano ad avvicinarsi al leader degli Apache, Cochise, in cerca di vendetta. Ovviamente, il ragazzo verrà conosciuto da tutti come Geronimo. Ma, dopo la vendetta, ad attendere Goyahkla ci saranno le guerre Apache, conflitto combattuto tra i nativi americani e l’esercito degli Stati Uniti d’America, e il susseguirsi di altri storici avvenimenti, dalla morte di Mangas Coloradas alla pace con gli Americani.

Come spiegato dallo stesso Hawke nella postfazione del libro, Indeh vuole raccontare la vera storia di Geronimo e della fine delle guerre Apache. La storia parte comunque da lontano e dalla nascita del vero Geronimo, non più giovane ragazzo coraggioso ma pacifico leader della guerra tra nativi e americani.

Le ricerche dell’attore e sceneggiatore statunitense sono state lunghe e, soprattutto, difficili, visto il diffusissimo costume americano di offrire una visione distorta e, molto spesso, volutamente negativa degli indiani d’America e della loro Resistenza all’occupazione del West. D’altronde, per molti americani, Geronimo è e rimane un criminale di guerra mosso dal sadismo e dalla violenza tipici dei nativi americani.

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Eppure, nonostante le intenzioni, Indeh non funziona del tutto. I continui salti temporali, tra flashback e flashforward, non fanno che creare confusione nella timeline del fumetto che, a volte, ne risente sia sul piano narrativo che su quello del ritmo. Si alternano delle fasi più d’azione ad altre più dialogate, ma il tutto non risulta mai abbastanza bilanciato.

Allo stesso tempo, i disegni iperrealistici di Greg Ruth amplificano la già debole trama, andando così a creare un senso di spaesamento esasperante. Si passa da vignette illustrate nei minimi particolari ad altre in cui le illustrazioni sono a malapena abbozzate. Sui campi larghi, a volte, si fa fatica anche a distinguere le sagome. Lo stesso vale per i primi piani e la caratterizzazione dei personaggi, pigra e svogliata, che non fa altro che far confondere tra loro i protagonisti stessi, rendendoli, a volte, irriconoscibili e indistinguibili.

Inoltre, la storia, per un lettore italiano non informato, potrebbe risultare a tratti confusa. I personaggi sono tanti, forse anche troppi, e all’interno della narrazione vengono inseriti eventi e contesti che avrebbero bisogno di essere contestualizzati e spiegati. Probabilmente, qualche nota in più avrebbe aiutato meglio a definire alcuni personaggi e situazioni.

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Indeh è in ogni caso un buon affresco storico degli Stati Uniti di fine Ottocento, in cui i nativi americani vengono contestualizzati senza pregiudizi ma attraverso una lunga e approfondita ricerca.

Gli intenti del libro restano nobili, perché Indeh ci fa capire che la guerra, come molti altri autori hanno già provato a spiegare, richiede sacrifici. E che in guerra non esistono mai buoni o cattivi, ma le azioni che si compiono sul campo di battaglia hanno sempre, in ogni caso, ripercussioni su chi le ha compiute.

Indeh. Una storia delle guerre Apache
di Ethan Hawke e Greg Ruth

traduzione di Amleto De Silva
Mondadori Oscar Ink, 2017
248 pp a colori, € 20,00