“Macerie prime” di Zerocalcare, la recensione

Fin dallo scoppio del fenomeno Zerocalcare, le attenzioni dei lettori e della critica sono quasi sempre state riposte sugli stessi elementi: le battute in romanesco, gli inserti nostalgici (possibilmente anni Ottanta), la militanza politica dell’autore, la sua grande capacità comunicativa che gli permette di entrare facilmente in sintonia con i lettori e poco altro. Sottotraccia, però, l’autore ha anche lavorato sui personaggi, non solo sul suo avatar ma anche su tutti i comprimari, da Secco a Cinghiale, all’apparenza macchiette ma dotate di una loro profonda caratterizzazione.

Un lavoro di semina “sotterraneo” che ora sembra aver portato i suoi primi frutti: a leggere Macerie prime, ci si ritrova a provare interesse nei confronti di tutti questi attori e negli sviluppi delle loro vite di carta. Il nuovo lavoro di Zerocalcare è infatti la sua prima opera corale, nella quale ogni personaggio dovrebbe costituire un tassello di un grande mosaico (in due volumi, con il secondo in uscita la prossima primavera).

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Il “fattore nostalgia” viene per il momento messo da parte e lascia posto a una riflessione più intima che parte da quello che pare a tutti gli effetti uno sfogo di Zerocalcare. Il grande successo da lui ottenuto ha presentato il suo conto, sotto la forma di tutti “accolli” che l’autore è ora costretto a sobbarcarsi per mettere a tacere il suo senso di colpa. Partecipazioni a eventi, interviste, appoggio a questa o quell’altra causa, pressioni perché prenda posizione su determinate questioni pur di non deludere i propri lettori.

Tutto questo porta Zerocalcare ­– o meglio, il personaggio Zerocalcare presente nelle sue storie – a una sorta di crollo psicologico (rappresentata dall’allontanamento dall’ormai rassicurante Armadillo) che lo pone inoltre in una situazione di forte contrasto con i suoi amici di sempre e, per estensione, con tutto il resto del mondo. Amici che, come ribadisce l’autore, non sono necessariamente corrispondenze di persone reali della sua vita, anche se a esse sono ispirate.

Forse qui si trova il più grande limite di Macerie prime, che a tratti sembra non riuscire a mantenere fede alle proprie premesse, dato che i personaggi secondari servono solo come contraltare al vero protagonista, per caratterizzarlo di riflesso. Se Cinghiale abbandona la vita da playboy e si sposa, con tutti i dubbi del caso, allora quei dubbi diventano dello stesso Zero. Se Katja e Deprecabile riflettono sulla loro relazione che sembra non andare da nessuna parte, anche la vita di Zero assume contorni simili.

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Queste riflessioni – che non mancano di qualche passaggio eccessivamente retorico – hanno in ogni caso il pregio di appiccicarsi con facilità anche ai lettori, grazie alla grande universalità dei concetti espressi. Il libro rappresenta così, nel suo piccolo, uno specchio dei tempi e di una società che lascia solo macerie intorno agli individui che la compongono.

In un’intervista con Rolling Stone realizzata in occasione dell’uscita del libro, Zerocalcare ha illustrato bene che cosa rappresentano in questo momento i suoi personaggi: «Se penso che le persone con le quali sono cresciuto – persone migliori di me che ancora adesso quando parlano prendo appunti per segnarmi le cose da dire nelle interviste – fanno l’inventario di notte nei supermercati, l’unico modo che ho di rappresentare le loro vite è questo: un mondo di macerie».

La rappresentazione metaforica di questo presente è affidata a inserti che si alternano alla narrazione delle vite dei personaggi e che sono ambientati in una sorta di mondo alternativo post-apocalittico. Qui, tra le versioni trasfigurate Zero, Secco e gli altri, si aggira anche un misterioso personaggio incappucciato che sembra interessato alle loro vite, ma del quale non si riesce ancora a comprendere la funzione, rendendo il tutto – per il momento – molto campato in aria.

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Macerie prime è un libro godibile, che in più di una occasione concede qualche grassa risata e che offre spunti introspettivi per nulla banali, ma che allo stesso tempo risulta ancora poco compiuto. Sarà inevitabile rivalutarlo a maggio 2018, quando arriverà in libreria e fumetteria il suo seguito. Allora sarà davvero possibile comprendere appieno l’evoluzione di tutti gli spunti – positivi e negativi – presenti in questa prima metà della storia.

Macerie prime
di Zerocalcare
Bao Publishing, 2018
Cartonato, 192 pp in b/n, € 17,00

  • zioluc

    Sento puzza di già visto: le storie di ampio respiro non gli sono riuscite finora e da quel che leggo qui non si fa eccezione. Ha da sempre la mia massima stima ma non avrà i miei 36 euro (vol. 1 e 2) 🙂