Focus Le polemiche sullo pseudonimo del caporedattore Marvel

Le polemiche sullo pseudonimo del caporedattore Marvel

All’inizio degli anni Duemila il nuovo caporedattore di Marvel Comics C.B. Cebulski ha sceneggiato alcuni fumetti usando lo pseudonimo Akira Yoshida, e la rivelazione ha suscitato polemiche che si sono estese anche al di fuori dei confini dell’ambiente fumettistico. L’accusa rivoltagli è quella di appropriazione culturale.

Leggi anche: La Marvel globale del nuovo editor-in-chief C. B. Cebulski

cebulski
C.B. Cebulski, il nuovo Editor-In-Chief di Marvel Comics

La notizia circolava, non confermata, da tempo: il podcast di Gregg Schiegel, ex-dipendente Marvel, imbastiva una storiella in cui, cambiando i nomi, raccontava la vicenda di Cebulski. Anche Rich Johnston di Bleeding Cool ne era venuto a conoscenza, ma la conferma dell’editor-in-chief è il sigillo di autorevolezza sulla questione.

Su CBR, Brian Cronin, curatore della rubrica Comic Books Urban Legends Revealed, spiega di aveva trattato la faccenda tempo addietro, scoprendo che in effetti nessuno degli editor che lo avevano supervisionato o dei giornalisti che lo avevano intervistato era mai entrato in contatto diretto con lo scrittore. Tutti gli scambi erano avvenuti via e-mail.

Ma la testimonianza dell’editor Mike Marts aveva bruciato la pista: «Ci puoi scommettere [che l’ho incontrato]. Ci ho pranzato assieme. È un tipo a posto». Le parole di Marts erano bastate a Cronin per bollare la notizia come una bufala. E lo stesso aveva fatto Rich Johnston dopo che diverse sue fonti avevano confermato l’esistenza di Yoshida.

Proprio Bleeding Cool, però, ha riportato in esclusiva la conferma. «Ho smesso di scrivere con quello pseudonimo dopo un anno», ammette Cebulski, che all’epoca dei fatti era un editor di belle speranze. «Non era trasparente, ma mi ha insegnato un sacco di cose sulla scrittura, la comunicazione e la pressione».

elektra the hand akira yoshida

Come scrive Johnston, all’epoca la Marvel non permetteva ai propri dipendenti di scrivere o disegnare fumetti, «o almeno che non venissero pagati per il lavoro. Prima dell’arrivo di Joe Quesada, gli editor erano soliti scrivere fumetti per altri supervisori, a volte reciprocamente, ed era vista come una pratica di corruzione».

Fino ad ora, Akira Yoshida era noto come sceneggiatore meteora il cui merito maggiore era stato quello di scrivere uno dei rarissimi incontri tra X-Men e Fantastici Quattro, oltre a una serie di progetti medio-piccoli, molti dei quali dal gusto orientaleggiante, come X-Men: L’era di Apocalisse, Wolverine: Soultaker, Kitty Pryde: L’ombra e la fiamma, tutti sceneggiati nello stretto arco temporale di dodici mesi, tra il 2005 e il 2006.

Yoshida era arrivato addirittura a vedere pubblicato il proprio nome su quattro testate contemporaneamente. Da anni, però, di lui si erano perse le tracce. Non si sapeva nemmeno che faccia avesse e il suo retroterra restava avvolto nel mistero se non per qualche dichiarazione concessa ai siti americani. Di recente, una delle sue storie, Elektra: The Hand, rimasta inedita nel nostro paese per più di dieci anni, ha visto la luce sul mensile di Panini Comics Daredevil.

La vicenda è stata riaccesa dopo la nomina di Cebulski dal podcast di Schiegel e dal tweet, molto meno sibillino, di David Brothers, brand manager di Image Comics: «Ehi, giornalisti: dovreste proprio chiedere al nuovo editor-in-chief Marvel come mai usò lo pseudonimo Akira Yoshida per scrivere fumetti “giapponesi”».

Cebulski ha informato la Marvel dell’accaduto, sperando che «possa essere archiviato tra le vecchie notizie». La notizia si è però elevata dall’essere una curiosità innocua ed è stata ripresa dalle testate generaliste (LA Times, Guardian, Variety) a causa delle critiche piovute su Cebulski, reo di aver violato il codice etico e di aver utilizzato un nome giapponese per scrivere storie con echi orientaleggianti.

L’accusa è quella di appropriazione culturale, di yellowfacing, la rappresentazione stereotipizzante di un personaggio orientale, e di whitewashing, l’abitudine di far interpretare personaggi di una certa etnia ad attori caucasici. Gli esempi, nel cinema statunitense, sono molti (dalle macchiette di Colazione da Tiffany e Cloud Atlas al casting desensibilizzante di Scarlett Johansson e Emma Stone rispettivamente in Ghost in the Shell e Aloha), ma per il fumetto rappresenta un caso unico.

A soccorrere Cebulski nella sua prima settimana ufficiale da EIC è arrivata Sana Amanat, editor responsabile del successo di Ms. Marvel. «C.B. è molto sensibile alle culture altrui. Ha vissuto in Giappone, parla giapponese. Ha esperienza con la cultura del luogo».

wolverine soultaker akira yoshida

Liquidando l’infrazione della politica Marvel («È qualcosa che ha fatto solo per provare a fare lo scrittore», ha detto a Channel News Asia), la Amanat si è concentrata sulla presunta appropriazione culturale dell’autore: «Credo che, quando c’è la possibilità di creare sensibilizzazione nei confronti di un particolare personaggio, asiatico o nero che sia, quella deve essere la nostra priorità. Raccontare una storia autentica, onesta e divertente su quei personaggi. Perché è così che si costruisce sensibilizzazione attorno a uno specifico gruppo culturale».

Certo, chiosa l’editor, assumere le giuste persone che realizzino questi fumetti è importante, ma lo è ancora di più «fare in modo che questi personaggi raggiungano il pubblico».

Amanat cita l’esempio di Brian Bendis, «il più bianco tra i bianchi, che però ha una figlia afroamericana»: «dobbiamo smetterla di screditare le persone quando tentano di fare promozione culturale. Così non facciamo altro che creare una linea divisoria ancora più profonda tra le culture. Dobbiamo iniziare a comunicare».

Del parere opposto è probabilmente l’ex EIC Axel Alonso, la cui dipartita dall’azienda sembrerebbe essere stata meno amichevole di quanto dicono le cronache, almeno a giudicare dai suoi “like” su Twitter, tutti a sostegno dei critici di Cebulski e della Amanat. Forse per lui la transizione non è stata poi così tranquilla.

Seguici sui social

52,959FansMi piace
1,639FollowerSegui
2,645FollowerSegui
18,885FollowerSegui

Ultimi articoli

joker sequel

Potrebbero esserci nuovi film su Joker e altri cattivi di DC Comics

Todd Phillips potrebbe dirigire il sequel di Joker, e avrebbe l'idea di realizzare altri film incentrati sulle origini di altri cattivi DC Comics.
wonderland rai 4

La puntata di “Wonderland” dedicata a Lucca Comics 2019

La puntata di Wonderland, la trasmissione di Rai4 sul mondo della cultura pop e dell’intrattenimento, dedicata a Lucca Comics 2019, è ora online.
house of x 2

Guida agli X-Men di Hickman: “House of X” 2

Riassunto, annotazioni, riferimenti, influenze e particolari di "House of X" 2, albo del rilancio di Jonathan Hickman che cambia per sempre gli X-Men.