Il ritorno di Jessica Jones: sboccata e testarda, ma in fondo adorabile

Jessica Jones – ex supereroina diventata investigatrice privata – rappresenta quasi un unicum all’interno della produzione fumettistica americana degli ultimi decenni, essendo tra i pochissimi personaggi nati in Marvel o DC Comics a non aver mai abbandonato il suo creatore, Brian Michael Bendis.

Creata nel 2001 come protagonista di Alias per la linea Max (più adulta nei toni e libera dalla continuity), Jessica ha poi seguito Bendis sulle varie testate dei Vendicatori, in qualità di moglie e madre della figlia di Luke Cage, e ha dovuto adattarsi a un mondo di costumi colorati. Dopo più di dieci anni, il personaggio ha ora ritrovato una propria collana personale – intitolata semplicemente Jessica Jones –, soprattutto grazie all’occasione fornita dal serial televisivo prodotto da Netflix e interpretato da Krysten Ritter.

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jessica jones recensione

A illustrarne le nuove avventure è tornato anche Michael Gaydos, il disegnatore di Alias, così come ritroviamo anche David Mack alle copertine, con il suo stile a metà tra il pittorico e il collage. Una sorta di marchio di fabbrica, queste ultime, che fanno capire fin da subito al lettore in quale ambito Bendis abbia deciso di muoversi.

Oltre agli autori originali, su queste pagine ritroviamo infatti la stessa – adorabile – Jessica Jones degli inizi: sboccata, autodistruttiva, egocentrica e testarda, ma in fondo romantica (nel senso figurativo del termine). Un ritorno al passato, dopo anni – vissuti da Jessica perlopiù con il ruolo del comprimario – di caratterizzazioni un po’ annacquate, forzatamente dovuti alla dimensione più mainstream assunta nel frattempo.

All’inizio della storia, troviamo Jessica uscire di prigione – per un motivo che viene chiarito solo in seguito – e affrontare subito suo marito Luke, al quale ha nascosto per mesi l’ubicazione di loro figlia Danielle. I misteri continuano nelle pagine successive, che si annodano intorno a un intreccio di doppi e tripli giochi da thriller spionistico nel quale sono coinvolti personaggi come Capitan Marvel (alias Carol Danvers), una criminale nuova di zecca (che potremmo persino trovare nella seconda stagione della serie tv) e un criminale di serie Z dell’universo dell’Uomo Ragno.

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Il cambiamento deciso alla caratterizzazione del personaggio è sembrato doveroso, non solo per questioni nostalgiche. La Jessica di mezzo non avrebbe potuto reggere una propria testata senza un carattere così peculiare, ma ci sono state di certo anche questioni di marketing, dato che così delineata risulta più vicina alla sua trasposizione televisiva (molto fedele alle primissime storie).

A non tornare invece è il contesto della serie. Ciò che rendeva unica Alias era il fatto di avere intorno alla protagonista un universo narrativo coerente e contenuto. C’erano i supereroi, ma le loro caratterizzazioni erano viziate – quasi corrotte – dal contatto con Jessica. In questa nuova testata, invece, la presenza di super-esseri come Capitan Marvel/Carol Danvers o del criminale Macchia crea un’atmosfera da classico team-up che appiattisce la trama.

I disegni di Gaydos poi portano a un piccolo cortocircuito, vista la scarsa propensione del disegnatore a raccontare storie spudoratamente supereroiche. Sfogliando il volume si ha l’impressione di avere davanti qualcosa di diverso dalla media delle pubblicazione della Marvel, ma in realtà, a lettura avvenuta, ci si rende conto di aver consumato una storia molto classica, se si esclude la caratterizzazione della protagonista.

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In sintesi, se la serie originale portava i supereroi nel mondo di Jessica, questa nuova testata porta Jessica nel mondo dei supereroi, creando un senso di straniamento molto forte e banalizzante dovuto alla mancanza di compromessi (come era invece accaduto nel periodo con i Vendicatori).

Chissà che cosa succederà al personaggio ora che Bendis è passato a DC Comics. Quel che è sicuro è che lo sceneggiatore ha designato una propria erede, il cui nome non è ancora stato rivelato dalla casa editrice. Una decisione molto diversa rispetto a quella presa per esempio da Frank Miller negli anni Ottanta, che aveva preteso il totale seppellimento del personaggio di Elektra. I tempi sono diversi, ma quella di Bendis appare una decisione più realistica e pragmatica: non potendo opporsi alla Marvel, allora tanto valeva scegliere per conto proprio a chi affidarla.

Jessica Jones vol. 1
di Brian Michael Bendis e Michael Gaydos
Traduzione di Leonardo Rizzi

Panini Comics, 2017
Cartonato, 144 pp a colori
€ 14,00