L’industria del fumetto vuole il ritorno delle classifiche dedicate sul New York Times

A un anno dal momento in cui il New York Times ha cessato di pubblicare le proprie classifiche dei fumetti più venduti, l’agente letterario Charlie Olsen ha inviato una lettera al giornale per chiederne il ripristino.

La lettera è stata firmata da oltre 400 membri dell’industria del fumetto ed è rivolta a A.G. Sulzberger, il nuovo publisher del giornale, a cui viene chiesto di «aumentare la copertura sul fumetto e di ripristinare la lista dei graphic novel più venduti».

Olsen, che rappresenta diversi fumettisti tra cui Noelle Stevenson, Nate Powell e Alex de Campi, ha spiegato a Publishers Weekly che spera in questo modo di aprire un dialogo con il New York Times.

La lettera è stata firmata da molti disegnatori, sceneggiatori ed editori di fumetto. Tra questi ci sono i fumettisti Raina Telgemeier, Julia Wertz, Nate Powell e Box Brow, gli editor Karen Berger e Pelham Fulton, la giornalista Heidi McDonald del sito specializzato The Beat, il publisher di Boom! Studios Filip Sablik, il CEO di Abrams Michael Jacobs e il CCO di IDW Chris Ryall.

Diversi fumettisti hanno condiviso sui social l’articolo che il Publishiers Wekly ha dedicato all’argomento. Raina Telgemeier, una delle autrici più vendute negli Stati Uniti grazie a fumetti come Smile, Sorelle e Fantasmi, ha scritto in un tweet: «Non è un segreto che la mia carriera abbia tratto beneficio dall’essere inserita nelle classifiche, e sarebbe bello se i futuri autori avessero la stessa opportunità di esposizione, riscontro e prestigio».

Le classifiche del New York Times dedicate ai fumetti erano tre – “Hardcover Graphic Books“, “Paperback Graphic Books” e “Manga” – e il giornale aveva iniziato a pubblicarle con cadenza settimanale nel 2009 con un lancio del giornalista George Gene Gustines il cui incipit recitava: «il fumetto è finalmente diventato mainstream».

Il 5 febbraio del 2017 il giornale aveva comunicato – senza alcun preavviso – che avrebbe cessato la pubblicazione delle classifiche dedicate al fumetto. Molti editori di graphic novel avevano reagito con sgomento, altri invece avevano messo in dubbio l’impatto delle sulle vendite. La vice responsabile delle comunicazioni del Times, Danielle Rhoades, aveva commentato la scelta dicendo:

«Le classifiche non hanno raggiunto i lettori o non hanno avuto abbastanza riscontro tra di essi. Questo cambiamento ci permette di espandere la nostra copertura sul fumetto in modi che riteniamo possano essere un servizio migliore per i lettori e attrarre nuovo pubblico. In sostanza, il cambiamento ci consente di dedicare più spazio e risorse alla nostra copertura, al di là delle liste dei bestseller».

Nel testo della lettera, Olsen sottolinea che il New York Times aveva promesso di espandere la propria copertura sul fumetto e di come, un anno dopo «stiamo ancora aspettando che lo faccia». L’invito è quello di riprendere a pubblicare le classifiche dedicate al fumetto con la consapevolezza che queste non comprendono «la pubblicazione di tutti i fumetti pubblicati, né siano un indicatore della loro qualità, ma che aiutano il fumetto a essere visibile. […] Le classifiche giocano un ruolo indispensabile nell’aiutare nuovi lettori a scoprire i volumi».

Secondo quanto riporta The Beat, la lettera è stata inviata circa una settimana fa e, al momento, il giornale non ha ancora risposto.