8 anime che compiono 30 anni

Nel corso degli anni Ottanta, la cultura giapponese si radicò in modo permanente in una bella fetta di immaginario popolare mondiale. Merito soprattutto degli anime, che in Italia arrivarono sul finire degli anni Settanta, ma che divennero un fenomeno di massa nel decennio successivo, il più pop dell’intero Ventesimo secolo.

Proprio sul finire degli anni Ottanta, esattamente 30 anni fa, uscirono alcune produzioni in grado di segnare la storia dell’animazione: film e OAV (ovvero prodotti animati pubblicati solo per il mercato home video) entrati rapidamente nell’immaginario collettivo. Tra le opere più significative non ci furono nuove serie televisive, dato che nel 1988 erano già in corso alcuni degli anime più popolari del decennio come City Hunter, Orange Road e Maison Ikkoku, solo per citarne alcuni, ma il resto della produzione è rimasto un punto fermo nella storia dell’animazione.

Akira

Ispirato alla serie a fumetti omonima di Katsuhiro Otomo, Akira è uno dei film più significativi per la penetrazione del cinema d’animazione nipponico in Occidente. Akira racconta un futuro distopico, in una Tokyo del 2019 distrutta della Terza guerra mondiale.

Tra bande di motociclisti, poliziotti violenti e bambini dai misteriosi poteri e col volto di anziani, le vicende narrate da Otomo sono tanto perverse quanto appassionate, in un contesto fantascientifico dai tratti assolutamente personali e vividi. Tra gli elementi più interessanti del film c’è la colonna sonora. Una curiosità: la produzione del film iniziò quando il fumetto era ancora in corso di pubblicazione (si sarebbe infatti concluso nel 1990), e le due opere ebbero finali diversi. Nel 2018 il film tornerà nelle sale italiane con un nuovo doppiaggio.

Il mio vicino Totoro

Uno dei film più popolari dello Studio Ghibli e uno dei più amati dal pubblico giovane tra quelli realizzati da Hayao Miyazaki. È la storia di due bambine che si trasferiscono in campagna a causa della malattia della madre. Lì fanno la conoscenza di una moltitudine di creature sovrannaturali, entrando a stretto contatto col mondo che le circonda a un livello romantico e mistico.

In Il mio vicino Totoro c’è tutta la passione di Miyazaki per il mondo della natura e la sua visione quasi mistica degli elementi naturali,  ma con meno rassegnazione e brutalità rispetto a Nausicaa Mononoke Hime. Totoro e gli altri suoi buffi amici sono rimasti tra i personaggi più iconici tra tutti quelli creati dal regista nella sua lunga carriera.

Una tomba per le lucciole

Sempre dello Studio Ghibli, Una tomba per le lucciole è diretto da Isao Takahata (collega e socio di Miyazaki, non meno noto di lui in patria). È una storia commovente, dai tratti velatamente realistici. Racconta infatti la storia tragica di un ragazzo che muore di fame, mentre tiene con sé un contenitore con delle ossa.

Dal momento del suo ritrovamento inizia un flashback che racconta la storia di lui e di sua sorella durante la Seconda guerra mondiale e i bombardamenti di Kobe, durante i quali la bambina era morta. Il film non risparmia la crudezza della guerra e non concede attimi di sollievo ai personaggi e allo spettatore. I toni sono sempre cupi, con una drammaticità quasi neorealista.

Mobile Suit Gundam: Il contrattacco di Char

È il primo lungometraggio animato ambientato nell’universo originario della longeva saga di Gundam. Racconta lo scontro finale tra i due personaggi principali della saga, Amuro Ray e Char Aznable. Alla regia c’è Yoshiyuki Tomino, creatore di Gundam, che qui raggiunge uno dei suoi apici drammatici.

Sono passati quattordici anni dagli eventi della prima serie, ma la pace tra le colonie e la Federazione Terrestre è ancora lontana. Char Aznable torna in scena, dopo essere stato considerato a lungo disperso, e attacca la Terra con navi e asteriodi. Amuro Ray riesce a sventare la caduta di una enorme roccia sulla Terra a bordo del suo RX-93 ν Gundam, ma viene aiutato da molti altri mobile suit. Nel 2005 è stata pubblicata In Italia da Star Comics la riduzione a fumetti del film, realizzata da Koichi Tokita.

Appleseed

Appleseed è uno dei lavori più complessi di Masamune Shirow (il creatore di Ghost in the Shell), e forse per questo resta una delle sue opere meno note. Appleseed si svolge in un lontano futuro, dopo una Terza guerra mondiale che ha decimato la razza umana. In questo ambiente post-apocalittico, esistono città modello all’interno delle quali un ristretto numero di esseri umani convivono con persone create artificialmente per realizzare una società senza violenza.

I protagonisti della storia sono un gruppo di poliziotti speciali che proteggono la città di Olympus, lo stato più potente del nuovo mondo. Il cyberpunk utopico di Appleseed è denso e talvolta quasi impenetrabile, e Shirow è all’apice della sua capacità di creare mondi complessi, quasi indipendenti dalle singole vicende narrate. Il fumetto da cui è stato tratto il film è stato pubblicato in Italia prima da Granata Press, poi da Star Comics e infine ristampato da d/visual.

Crying Freeman

Seppur meno nota della versione cinematografica live action, la versione OAV di Crying Freeman è un adattamento dal giusto compromesso tra fedeltà e tradimento nei confronti dell’opera originale. La storia, ispirata al manga omonimo di Kazuo Koike e Ryoichi Ikegami, racconta di un assassino al servizio della mafia cinese.

Incaricato di uccidere una bella artista di nome Yo Hinomura, il protagonista non riesce a portare a termine il compito, dopo essersi innamorato della donna. In seguito, alcuni segreti scoperti per caso durante la sua precedente attività di vasaio, lo portano in contrasto con la yazuka. Questa serie in sei episodi è stata originariamente distribuita solo nel mercato home video, ma in Italia è arrivata anche sugli schermi televisivi, trasmessa da MTV.

Punta al Top! Gunbuster

Gunbuster, uscita in sei episodi per il mercato home video, non è la produzione più nota dello Studio Gainax – lo studio dietro la realizzazione di Neo Genesis Evangelion Il mistero della pietra azzurra – ma rimane da ricordare come una delle opere di fantascienza animata più ambiziose e divertenti. Vi hanno infiatti lavorato alcune tra le più personalità brillanti dell’animazione giapponese: Hideaki Anno (Evangelion, Il mistero della pietra azzurra) alla regia, Haruhiko Mikimoto (Macross, Gundam 0080) al character design e Mahiro Maeda (che ha in seguito collaborato ad AnimatrixKill Bill vol. 1) al mecha design.

In grandi linee la storia è semplice, con l’umanità che si ritrova a affrontare la minaccia dell’ennesima invasione aliena. Tra le novità più interessanti c’è però la presenza di dettagli scientifici e sci-fi presi piuttosto sul serio, soprattuto per quanto riguarda la questione della dilatazione temporale e i viaggi alla velocità della luce.

Patlabor

Il manga Patlabor di Masami Yuki (pubblicato in Italia da Star Comics) debuttò nel 1988 e fu presto seguito da una serie OAV, precedente alla serie animata televisiva di quarantasette episodi. Questa prima versione in sei episodi però fu diretta da Mamoru Oshii, che in seguito avrebbe lavorato all’apprezzato film animato di Patlabor del 1989, nonché al primo film animato di Ghost in the Shell nel 1995.

Patlabor racconta le vicende quotidiane di un dipartimento di polizia in una Tokyo di fine millennio. A loro disposizione hanno robot antropomorfi, che all’inizio della storia stanno imparando a usare a scopi di polizia, mentre apparecchi simili sono già in servizio nell’edilizia e nell’industria. Nonostante le apparenze, non si tratta della classica storia di robottoni giganti. In Patlabor le trame non sono incentrate sugli scontri tra robot, ma sull’ordinario quotidiano e sulle relazioni tra i protagonisti.