Lo scaffale di Edoardo De Falchi

Questa settimana per la rubrica “Lo scaffale di…” abbiamo chiesto a Edoardo De Falchi – disegnatore di Dove sono per Shockdom – di raccontarci le sue letture più recenti.

Daltokyo, di Gary Panter

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Autore di culto del fumetto underground, ha fatto un po’ di tutto, ma prima. In particolare con Jimbo, con le copertine per Frank Zappa e i disegni per i Residents, ma anche con questa serie di strisce abbastanza improvvisate, tra loro collegate e interrotte, che potrebbero continuare all’infinito, in tutte le direzioni, un po’ come nel Garage Ermetico di Moebius (che ha segnato la mia infanzia). Molto esotico e ‘oscuro’ quindi, ma in versione punk. Le storie infatti sono ambientate in un futuro distopico e assurdo, in una città che è un misto di Dallas e Tokyo, disegnata malissimo, in modo stupendo e scoppiatissimo, in una totale follia underground.

Ne ho inseguito a lungo l’unica edizione francese (Sketch Studio) pagandola alquanto cara su eBay, mentre qualche anno dopo usciva la ripubblicazione, parecchio ampliata, per Fantagraphics. Non so quanto sia traducibile, ma, visto che comunque non ci si capisce pressoché un tubo, la consiglio vivamente in originale.

Ballata, di BlexBolex

ballata blexbolex orecchio acerbo

Una strana storia di avventura, per ragazzi, con i classici ingredienti e molto altro, raccontata per brevissime frasi allusive e figure piatte. Piatte, ma disegnate benissimo. La storia segue i personaggi con mappe e percorsi, in un viaggio complicato, in parte a rovescio, in parte sottosopra, lasciando molto (anche in questo caso) all’immaginazione di chi legge, ovviamente.

Certo, peccato per il formato piccolo delle pagine (rispetto ad esesempio ai precedenti Stagioni e Immaginario, anch’essi pubblicati in Italia da Orecchio Acerbo.

I polli non hanno sedie, di Copi

i polli non hanno sedie copi mondadori

Un autore argentino-francese, pubblicato in Italia su Linus per un notevole periodo. Solo dialoghi assurdi e surreali tra una signora seduta su una sedia e un piccolo pollo che passa sempre a trovarla. A volte passa anche un topo. Un’antologia di alcune di alcune strisce è raccolta in questo libretto, che ho trovato su una bancarella. Tratto a dir poco essenziale, buffissimo.

Una critica sociale a volte molto tagliente, ma sempre del tutto aliena e obliqua. Di Copi si trovano anche raccolte di opere teatrali, con dialoghi nel solco assurdo di Ionesco o Beckett pure queste, ma sempre abbastanza comiche.

Jungle, di Vincent Pianina

jungle-pianina

Un altro libro per bambini dall’umorismo sfacciato e dal tratto molto personale, in un insieme di tavole a tutta pagina, grandi, stracolme e piene di colori, animali, piante di ogni genere, giochi di parole. I pasticci linguistici non a caso diventano il tema del successivo L’ours molaire. Il primo – pubblicato da Gallimard Jeune – credo che non si trovi più tanto facilmente, mentre L’ours molaire dovrebbe essere disponibile in Francia (ma anche su internet). Questo può essere un gioco utile per bambini a cui si vuole insegnare un po’ di francese, mentre Jungle ha pochissimo testo, quindi è abbastanza accessibile.

Pianina è un illustratore abbastanza giovane e poco conosciuto, dallo stile leggero ed eclettico. Tra l’altro cercate le sue animazioni e le scenografie realizzate con la carta (insieme a Lorenzo Papace), costruendo e animando dei modelli 3D, che sono veramente stupefacenti e magnifici.

Anna e Froga, di Anouk Ricard

anna froga bao

Una bambina, una rana, un verme, un cane, un gatto, sono un gruppetto di amici che si incontrano al parco, a casa, nel quartiere. Le loro vicende hanno la durata di un pomeriggio noioso e ordinario, sono spesso goffe e sfortunate, ma anche molto buffe. Pubblicato nel 2017 da Bao Publishing in Italia.

Mi piace non solo la semplicità del tutto, ma anche la tendenza dell’autrice ad evitare almeno certi luoghi comuni dei fumetti per bambini e a dare al tutto uno stile contemporaneo, o forse anni Novanta. Sia nel disegno e nella grafica che nelle storie: in cui cioè il naïf estremo diventa cinismo estremo, e viceversa.