“Fumetti per il Sud”. Una collana che racconta un Meridione sorprendente

A cavallo tra aprile 2017 e marzo 2018, Hazard Edizioni ha prodotto MIDI – Fumetti per il Sud, una collana mensile di dodici albi a fumetti inediti in vendita nelle edicole di Puglia e Basilicata che ha raccontato il meridione d’Italia e ha coinvolto diversi giovani autori, in molti casi alla loro prima prova sul fumetto di realtà e sul giornalismo a fumetti.

Gli albi hanno avuto un’ampia diffusione, inizialmente in edicola, in allegato a La Gazzetta del Mezzogiorno, uno dei quotidiani più diffusi del Meridione. In seguito, i volumi sono stati distribuiti anche in fumetteria e in libreria.

La collana è stata curata da Marco Gastoni, che è anche sceneggiatore di fumetti, autore di Il colore della terra per Eris e Il buco nella rete per Tunué, entrambi con i disegni di Nicola Gobbi. Con lui abbiamo voluto parlare dell’iniziativa, per conoscere meglio il progetto e scoprire come è nato e come si è sviluppato.

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Tutti i volumi della collana Fumetti per il Sud

Come nasce l’idea di raccontare il Sud (in primo luogo la Puglia) a fumetti, in collaborazione proprio con uno dei giornali più diffusi al sud, La Gazzetta del Mezzogiorno?

La collaborazione con La Gazzetta nasce dall’iniziativa di Gianni Miriantini, titolare di Hazard Edizioni, e prende spunto dal desiderio di diffondere il graphic novel come medium di comunicazione anche nel nostro Mezzogiorno, utilizzando la capacità di distribuzione del quotidiano nelle edicole di Puglia e Basilicata, territorio di riferimento della testata. Tra l’altro, Gianni è nato in Puglia: quindi, dare voce alle storie di quelle regioni è stato prima di tutto un atto d’amore.

Come mai utilizzare proprio il fumetto per raccontare questa terra ricca di storie da scoprire e che spesso anche i media dimenticano?

Il linguaggio del fumetto offre molteplici soluzioni per affrontare temi complessi e, se ben realizzato, riesce a farlo con una poetica autenticamente popolare. Quindi, la sfida della collana MIDI è quella di offrire al pubblico racconti grafici che riescano a rispecchiare la realtà multiforme del nostro Sud attraverso il punto di vista personale e artistico particolare di ciascuno dei nostri autori. 

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Da Le leonesse di Monteleone, di Gastoni e Ceglia

In una terra della quale è molto più facile raccontare bellezze e Storia, qui si scelgono aspetti difficili e argomenti spesso scomodi (su tutti le condizioni di lavoro nel settore dell’agricoltura). Come avete scelto i soggetti?

Una volta aperte le selezioni per la collana abbiamo ricevuto molte proposte di soggetti dai quali abbiamo selezionato con l’editore i soggetti dal potenziale più elevato anche in termini di proposta artistica complessiva. In qualche caso, ci siamo rivolti ad autori con cui ci tenevamo a collaborare e in altre situazioni abbiamo anche fatto qualche suggerimento di soggetti che ci sembravano interessanti, cercando sempre di privilegiare argomenti che meritassero di essere valorizzati. La scelta di affrontare anche i problemi più spinosi riflette la nostra volontà di raccontare la realtà del territorio anche per contribuire, nel nostro piccolo, allo sviluppo di un pensiero critico e costruttivo in grado di affrontare i problemi piuttosto che nasconderli.

Come avete scelto gli autori? Sono quasi tutti autori provenienti da quelle zone, vero?

Abbiamo selezionato gli autori valutando le loro proposte, i loro portfolio e i loro lavori precedenti cercando di privilegiare chi riuscisse a comunicare una partecipazione emotiva rispetto alle storie raccontate oltre che, evidentemente, la necessaria maturità artistica e originalità di linguaggio. Evidentemente, la presenza di autori che ben conoscono il territorio all’interno di MIDI – Fumetti per il Sud aiuta in questo senso ma non è stata assegnata alcuna preferenza legata alla provenienza geografica degli autori, mantenendo e concentrando la valutazione sul progetto artistico e sul volume che ne rappresenta il risultato finale.

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Da Il gran ghetto, di Bizzarri e Nardella

Si tratta perlopiù di autori giovani, alcuni con già alle spalle lavori dalle tematiche mature oppure rivolte al giornalismo a fumetti. Quale “aiuto” esterno hanno avuto, da parte di giornalisti o istituzioni?

Abbiamo cercato di dare voce alle diverse tendenze, anche internazionali, del fumetto contemporaneo generando una collana piuttosto eclettica in termini di autori e di linguaggi espressivi. Seguo il giornalismo a fumetti con grande interesse ma penso che la collana MIDI – Fumetti per il Sud sfugga da questa come da qualsiasi altra definizione. Per quanto riguarda il supporto avuto da giornalisti e istituzioni, direi che si poteva (e ancora si potrebbe) fare di più nonostante le ottime collaborazioni che si sono sviluppate per alcuni dei volumi in particolare.

La distribuzione della collana è avvenuta prima in edicola poi libreria, quale tipo di pubblico si puntava a raggiungere?

Il graphic novel è nato come strumento per traslare il prodotto fumetto dalle edicole alle librerie e questo processo in Italia è tuttora in corso. La collana MIDI – Fumetti per il Sud ha cercato di agire su entrambe le componenti della domanda: da marzo 2017 a marzo 2018 in vendita mensile nelle edicole di Puglia e Basilicata, in cui la presenza di librerie è più rarefatta, e ora disponibile in tutte le librerie, per il pubblico nazionale che speriamo sappia apprezzare la formula innovativa e lo spessore artistico e culturale di questa iniziativa editoriale. E speriamo che pugliesi e lucani che hanno già conosciuto la collana in edicola ci facciano buona pubblicità per spingere le vendite anche in libreria con il passaparola che per una realtà come la nostra è assolutamente cruciale per conquistarsi un po’ di attenzione.

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Da La terra chiama, di Mattia Moro

C’è stata una reazione o accoglienza da parte di realtà locali, come istituzioni, associazioni, lettori?

L’accoglienza della collana MIDI al Sud è stata positiva e molti autori hanno attivato collaborazioni con Istituzioni, associazioni, circoli, festival ed effettuato presentazioni dei propri volumi in diversi luoghi. Gianni ed io abbiamo effettuato anche un tour pugliese di presentazioni l’estate scorsa riscontrando un grande interesse. A Monteleone di Puglia è stata anche organizzata a cura del Comune una giornata intera con rievocazione storica nella piazza del paese dedicata alla prima ribellione antifascista in Italia nel 1942, raccontata da uno dei nostri volumi di cui sono stato autore del soggetto e della sceneggiatura. Ovviamente, se non si dispone di un ampio budget per il marketing è sempre molto difficile guadagnarsi spazio sui media e sugli scaffali delle librerie, quindi, qualsiasi aiuto nella promozione è ben accetto!

Quali pensi che siano le specifiche del Sud emerse da questa collana? E pensi che sia facile parlare di “specifiche” generali per una terra così distesa per lungo, che può vantare diverse culture?

In effetti, non parlerei di specificità valide per tutto il Sud: come giustamente accenni tu, nel nostro Mezzogiorno esistono molti sud diversi, ciascuno con le proprie specificità. Affrontando la sfida di pensare, progettare e realizzare una collana di questo tipo, accanto ad una persona di grande esperienza come Gianni Miriantini, ho avuto la conferma che la bellezza delle nostre regioni meridionali sta proprio della diversità culturale delle realtà locali e, spesso, quella di vivere storie esemplari, nonostante le difficoltà ambientali. Quindi, spero davvero che queste ricchezze culturali possano costituire un punto di partenza per generare ulteriore sviluppo culturale e sociale del nostro sud e, in questo contesto, la collana MIDI – Fumetti per il Sud vuole essere uno stimolo a raccontare storie che escano dagli stereotipi, che spesso imperano nei media, e che aiutino i nostri lettori a conoscere queste regioni meravigliose con occhi più attenti.

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Da Il punto di vista degli ulivi, di Gastoni e Gobbi

MIDI – Fumetti per il Sud avrà un seguito?

Per il momento possiamo dire di aver avuto un buon risconto nelle edicole; mentre in libreria, essendo iniziata da poco la distribuzione, è presto per fare un bilancio definitivo. Il progetto ci ha aperto molte strade e l’interesse a continuare con lavori del genere dal profilo culturale c’è, sia da parte mia che degli autori.