Rubriche #tavolidadisegno Nello studio di Armin Barducci

Nello studio di Armin Barducci

Siamo entrati nello studio di Armin Barducci, disegnatore del graphic novel Sospeso (scritto da Giorgio Salati, Tunué) e autore di Misantromorfina (Eris Edizioni).

Armin Barducci nello studio

Quali sono i progetti a cui stai lavorando attualmente?

Ne ho più di uno. Attualmente sto portando in giro Sospeso, libro appena uscito per Tunué, scritto da Giorgio Salati e disegnato da me, quindi gli altri progetti vanno avanti un po’ a rilento, ma a dire il vero non hanno impellenti scadenze, quindi navigo in acque (per ora) calme. Appena arriva la stagione estiva mi butto a capofitto alla stesura di #teghe (titolo provvisorio) che sarà un opera molto complicata da realizzare trattandosi di una mia dichiarazione d’amore verso il mezzo, i generi, le epoche e… le teghe. Spazierò tra i stili e i diversi generei narrativi, rallentando e aumentando il ritmo a piacimento, adeguando strutture e personaggi in funzione all’esatto momento di lettura.

In contemporanea dovrei iniziare un progetto di narrazione tramite immagini per raccontare gli usi e costumi italiani ai migranti. Il progetto verrà realizzato assieme a loro mediante dei workshop e vedrà la luce entro il 2020. Nel 2019 invece uscirà un vecchio lavoro realizzato assieme a Selma Mahlknecht e Stefano Zangrando che dopo quasi 10 anni di intoppi finalmente si potrà leggere sulla carta stampata. Aveva un titolo, ma probabilmente ne avrà uno ex-novo. Basta sapere che racconta in modo imparziale (e senza fronzoli) la storia dell’Alto Adige dall’anno 0 al 1914.

armin barducci nello studio

Quali strumenti usi per disegnare?

Avendo approcci diversi faccio una rigorosa scelta di strumenti per ogni libro. Li scelgo e DEVONO essere quelli dall’inizio alla fine. Per Sospeso ho utilizzato unicamente una matita Faber Castel HB (verde scura), una gomma nera (quella giapponese con il gatto nero sopra) e Muji Pen 0.38. Per #teghe sto utilizzando sempre la consueta Muji Pen 0,38, una Molotov 1,0, una Brush Pen della Pentel a punta fina, qualche indelebile a punta piatta, una Paralell Pen da 4mm della Pilot per le onomatopee, qualche retino manuale, uno spazzolino da denti da intingere nell’inchiostro per fare un po di texture.

armin barducci nello studio

Hai qualche abitudine prima di metterti a disegnare?

Le mie abitudini rispecchiamo il mio studio: sono vagabonde. Probabilmente dalle fotografie si può notare che lo studio in realtà è un angolo di una stanza dove è stato ammassato un po di tutto. Fino ad un anno fa, io e mia moglie (Eleonora Suri Bovo), disegnatrice pure lei, avevamo una stanza in casa che usavamo come studio condiviso. Sembrava una schermata di Tetris quando sapevi che tra 2-3 blocchi perdevi la partita. Lì abbiamo realizzato uno dei nostri ultimi libri, Ötzi the Iceman (edito da Athesia Verlag). Poi abbiamo realizzato un altra cosa di nome Zoe e lo studio di è magicamente trasformato in una graziosa stanza per bambina con tanto di lettino, fasciato e giochini ovunque. Il nostro studio si è trasferito (momentaneamente) in soggiorno, che è anche cucina, che è anche sala Tv, che è anche sala da pranzo.

Il mio modo di disegnare è un po’ lo stesso. Disegno praticamente ovunque e mi porto appresso sempre delle tavole da fare. Ho disegnato nei bar, nei banchi di scuola mentre aspettavo i miei alunni, nell’aula di disegno del carcere di Bolzano (dove insegno), sulle panchine del parco, sui muretti sottoscala, durante la pausa pranzo, su ogni tavolo in casa e raramente sul tavolo da disegno. Questo metodo mi permette di non fermarmi mai. Porta con sé almeno due problematiche: la prima è quella che devi entrare nel giusto mood per reggere il “continuo-disegna-quando-si-può”, l’altra è che misurando 2 metri di altezza, OGNI tavolo è troppo basso per me e questo mi procura dei non indifferenti mal di schiena per postura errata.

armin barducci nello studio

Ci sono libri o fumetti che devono essere a portata di mano mentre disegni?

Non particolarmente, dato che disegno sempre ed ovunque. Dovrei andare in giro con una libreria portatile. Se invece sono in studio ci deve essere almeno un libro di Chris Ware a 1 metro di distanza da me. non apro mai, ma mi da sicurezza.

armin barducci nello studio

Hai un oggetto in studio a cui sei particolarmente affezionato?

Il tappetino per mouse di Monkey Island 2 che acquistai a 13 anni, la mia lampada blu, una statuetta di Akira.

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