La visione di Edizioni BD e J-POP Manga

L’editoria di fumetto, in Italia, è in fermento. Lo è in particolare quella parte che vive sugli scaffali delle librerie (e delle e-librerie), dove sia l’offerta di nuovi titoli che i lettori – come dicono i dati dell’Associazione Italiana Editori (da ormai qualche anno: +80% di copie vendute dal 2012 al 2017) – continuano ad aumentare. E gli editori aumentano.

Dopo un anno segnato dall’ingresso nel settore da parte di Mondadori, Feltrinelli, La Nave di Teseo, Newton Compton, il Castoro e altri grandi marchi dell’editoria libraria, Fumettologica fa il punto insieme ai protagonisti del “fumetto da libreria”, con una serie di interviste (che andranno ad alimentare lo Speciale #FumettoIndustry) ai direttori editoriali e agli editor di molte fra le realtà più attive in questo mercato. A partire dai “nuovi arrivati”, naturalmente, ma interrogando anche gli attori ormai consolidati, per discutere di strategie, di scelte su titoli e autori, di prospettive commerciali e dei piani per il futuro.

Dopo Mondadori Oscar Ink, proseguiamo oggi con Edizioni BD, editore cui fanno capo tre diversi marchi (Edizioni BD, J-POP Manga, Dentiblù). A rispondere alle nostre domande: Marco Schiavone (editore), Georgia Cocchi Pontalti (responsabile marketing e distribuzione), Jacopo Costa Buranelli (direttore letterario J-POP Manga) e Daniel de Filippis (responsabile comunicazione ed eventi).

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La visione editoriale e l’identità dei marchi

Il 2017 è stato un anno senza precedenti, in Italia, per l’offerta di fumetto destinata alle librerie. È stato l’anno del debutto di nuovi marchi rivolti al mercato del graphic novel, sia piccoli che integrati nei maggiori gruppi editoriali italiani. Cosa è accaduto, secondo voi? Scoperta di una nuova frontiera culturale, recupero del ritardo italiano rispetto ai trend editoriali o semplice calcolo economico, visti i tassi di crescita del settore fumetto nelle librerie?

Marco Schiavone: Ci sono corsi e ricorsi storici. Già una decina di anni fa l’editoria di varia e le librerie avevano ampliato lo spazio fumetti, perlopiù imitando i Barnes & Noble e i Borders d’oltreoceano. All’epoca noi operavamo come consulenti di Guanda Graphic, Mondadori Oscar, Panini, RCS Libri e Periodici, Sperling. E altri fumetti vennero dati alle stampe anche da Einaudi, DeAgostini, Fazi, ecc.

Una prima differenza rispetto a oggi è che editori di varia e librai hanno meno margini, sono più vulnerabili, quindi devono inventarsi esperti anche quando non lo sono. E il fumetto, anzi, i Fumetti, sono più forti. Sia per l’aspetto commerciale, sia per i contenuti che esprimono, sia per la potenza dell’aspetto visivo che, soprattutto sul web, opera da equalizzatore promozionale rispetto alle dinamiche più consolidate e strutturate del libro non disegnato. La scintilla che ha innescato l’attenzione necessaria delle librerie è stato Zerocalcare, che tutti dobbiamo ringraziare.

La seconda differenza, ancora più importante rispetto ad allora, è Amazon: un canale che per gli editori con profondità di catalogo è davvero fondamentale e sposta numeri di copie importanti. La terza differenza importante, per un editore come noi che ha sempre nelle fumetterie il canale di riferimento, è che non siamo più obbligati a passare dai competitor, quei grossisti/editori che per decenni hanno gestito il mercato specializzato, con un obbligato occhio di riguardo verso la propria casa editrice di riferimento.

Come descrivereste il 2017/2018 per Edizioni BD?

Marco Schiavone: La società, trainata dall’etichetta J-POP, ha chiuso molto bene il 2017, con un fatturato netto di circa 4 milioni. L’aspetto numerico è importante perché oggi librai, distributori, agenti vanno a guardare le metriche per capire se investire il loro tempo e il loro spazio sui vari prodotti. Non c’è la possibilità frequente di valutare i contenuti. Per cui abbiamo cercato, nel nostro piccolo, di fare massa per avere la possibilità di mettere in luce le opere degli autori che a noi si affidano per raggiungere il loro pubblico potenziale.

Daniel de Filippis: Il 2017 è stato un anno ricco di soddisfazioni per Edizioni BD e J-POP Manga, non solo sul piano economico ma anche a livello di attività, progetti e contenuti. Per citare due esempi penso a Killing Stalking di Koogi, che ci ha visti essere il primo editore al mondo a portare su carta questo fenomeno webtoon coreano. Oppure penso all’annuncio a sorpresa de Il Corvo: Memento Mori a Lucca 2017, progetto sviluppato a quattro mani con l’americana IDW. Il 2018 è partito molto bene. Personalmente temevo il confronto con il primo trimestre del 2017, che era forte di quel fenomeno che è stato your name., prima light novel a entrare in classifica dei top seller in varia. Invece siamo cresciuti, forti di titoli di assoluto rilievo come The Promised Neverland, Made in Abyss e, appunto, il Corvo.

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La copertina regular di ” Il corvo: memento mori” n. 1, di Werther Dell’Edera

Nel corso degli anni Duemila Edizioni BD è cresciuta anche attraverso l’acquisizione di altri marchi e cataloghi, da GP Publishing a Black Velvet a Dentiblù. Qual è la strategia che ha guidato la selezione di queste realtà molto diverse e la loro successiva integrazione? Prevedete maggiore collaborazione, in futuro, tra i vostri marchi?

Marco Schiavone: La storia delle nostre produzioni occidentali è stratificata sin dall’inizio dall’eterogeneità delle persone e dei titoli che hanno concorso a formare il nostro catalogo. Comprammo il marchio Bande Dessinée da Andrea Rivi, che a sua volta aveva da poco integrato l’etichetta Alta Fedeltà dallo Scarabeo; di lì a poco confluirono nel nostro catalogo Michele Foschini con un po’ della sua Indy Press, poi le succitate GP, con Francesco Meo ed Enrico Ventura e Black Velvet, da Giunti, per arrivare alla recente collaborazione con Dentiblù di Barbara Barbieri e Francesco Bonfanti. Quest’ultima, peraltro, ci permette di ampliare il nostro catalogo con il genere umoristico, che non avevamo mai toccato prima. J-POP Manga ha invece una genesi più lineare e forse questo ha influito nella curva di crescita più regolare, seppur arricchita dall’accordo con GP prima e, oggi, con Hazard Edizioni.

Che cosa distingue Edizioni BD, oggi, dall’offerta di fumetti ‘occidentali’ da parte di altri editori?

Marco Schiavone: Siamo attenti a non sovrapporci agli altri editori, nella ricerca di fenomeni pop come di opere più autoriali e connotate. Abbiamo da qualche tempo in corso una ricerca costante e severa di autori italiani, di cui nel 2018 vedremo i primi frutti. Questa ricerca si nutre anche del Lucca Project Contest, che abbiamo nel tempo arricchito, e usato, sempre di più.

Daniel de Filippis: Sono molto affezionato al Lucca Project Contest. Forse perché anch’io ne sono stato finalista nel 2015, l’anno in cui ha vinto Children di Bacter & Caccia (che maledico con affetto). Insieme a Giovanni Marinovich, il nostro Art Director, e a Federico Salvan, nostro line editor per Edizioni BD, abbiamo lavorato per renderlo il punto di partenza per il “Progetto Next” che abbiamo annunciato a Lucca 2017. Si tratta di una serie di “libri primi” dal gusto non convenzionale, creati da giovani autori che hanno molto (a volte troppo!) da dire. Oggi mi sento di dire che si punta poco – si rischia poco – sulle nuove voci, se non hanno grossi following sui social. Il Progetto Next vuole invece proprio osare un po’, nella speranza di scoprire i grandi autori di domani.

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“Black Gospel”, di Vinci Cardona, autore vincitore del Lucca Project Contest 2016

E cosa distingue J-Pop dagli altri editori di manga?

Marco Schiavone: La dabbenaggine? Ci innamoriamo forse ancora troppo di idee e progetti… Siamo stati i primi a invitare gli autori giapponesi in Italia, i primi a offrire promozioni pensate per il canale specializzato, i primi a instaurare un dialogo costante con i fan, i primi a organizzare mostre di tavole originali di manga… Ma questo conta solo fino alla bontà della nostra prossima uscita perché il lettore, forse anche giustamente, non giudica la storia dell’editore ma solo il fumetto che ha in mano. E la memoria corta è prerogativa anche degli addetti ai lavori, anche perché spesso sono prima di tutto lettori.

Daniel de Filippis: J-POP credo sia vissuta, nel bene e nel male, come più vicina a una certa fascia di lettori. Forse è perché siamo un po’ più “POP” e lo si vede non solo nei titoli che scegliamo, ma anche su come comunichiamo sui social e sugli eventi che facciamo (penso al J-POP Show, al J-POP Tour, ecc.). Per noi il rapporto con i lettori deve essere costante, anche quando dialoghiamo con qualcuno scontento di alcune nostre scelte.

Le strategie editoriali, i titoli, gli autori

Nel 2017 vi siete attestati su 300 titoli, suddivisi tra 30 per Edizioni BD e 270 per J-Pop. Qual è il vostro piano per il 2018? E quali saranno i titoli più ‘caldi’ per la seconda metà dell’anno?

Daniel de Filippis: Per quanto riguarda l’insieme di Edizioni BD saliremo oltre i 320, con uno split simile al 2017. Delle cose già annunciate auspichiamo bene per due autrici italianissime e giovanissime: Veronica Ciancarini (Progetto Next) con Bleeding Mariachi, presentato in preview ad ARF! Festival, e la nuova “Vinci Cardona” Giada Tonello, che ha vinto il Lucca Project Contest nel 2017, con Terre e Giganti Invisibili. E poi a Lucca ovviamente avremo qualche bella sorpresa.

Jacopo Costa Buranelli: Per quanto riguarda J-POP Manga, personalmente non vedo l’ora di tenere tra le mani il nuovo libro di Kamimura, Il Club delle Divorziate, così come un altro grande classico già molto amato in Italia, Crying Freeman di Koike e Ikegami. E poi, abbiamo appena annunciato un accordo di collaborazione con Hazard Edizioni per la valorizzazione delle opere, molte delle quali inedite in Italia, di Osamu Tezuka, il Dio del Manga.

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“Il Poema del Vento e degli Alberi” di Keiko Takemiya, di prossima pubblicazione per J-Pop

Georgia Cocchi Pontalti: È in arrivo Il Poema del Vento e degli Alberi di Keiko Takemiya, un classico mai pubblicato fuori dai confini nipponici che ha segnato la storia di quello che oggi conosciamo come il genere “Boy’s Love” e che è veramente una pietra miliare del manga. Questo lavoro rappresenta il genere di progetto che ci rende fieri del nostro lavoro da editori: un’opera importante la cui edizione italiana è stata preparata a stretto contatto con l’autrice, ed è il frutto di due anni di lavoro intenso.

Cosa comporta muoversi, tra licenze e scouting, in un momento di crescente concorrenza come questo? Qual è la vostra politica di acquisizioni rispetto alle maggiori aree produttive del fumetto (Giappone, USA, Francia, Italia) e in quali aree percepite una maggiore competizione sui titoli?

Marco Schiavone: Il diffuso interesse per il fumetto di cui abbiamo parlato ha fatto sì che un po’ ovunque ci sia competizione. Quindi le differenze stanno soprattutto nel nostro approccio. Come J-POP proviamo a giocarcela un po’ dappertutto, siamo l’editore di intellectual property molto importanti e possiamo vantare un buon posizionamento di mercato e una capacità di distribuzione che ci fa affrontare anche investimenti impegnativi. Nell’ambito non manga abbiamo scelto di puntare più sulla produzione e i progetti internazionali, e siamo tornati ad essere un operatore più di nicchia per quanto riguarda le licenze. In questo ambito cerchiamo e compriamo in maniera mirata; per cui, quando proviamo ad acquisire titoli più popolari, non possiamo aspettarci di giocarcela facilmente con tutti: abbiamo un ruolo complementare a quello dell’ambito manga, da outsider.

Il graphic novel ha certamente trasformato e rafforzato il rapporto con le librerie, ma le fumetterie restano un canale privilegiato. Quali prospettive vedete per questi due diversi canali, e intendete sviluppare iniziative specifiche?

Georgia Cocchi Pontalti: Per noi le fumetterie sono fondamentali. Specie sul manga, dove l’offerta è vastissima e, a volte, risulta difficile anche solo comunicare le novità ai potenziali lettori. Cerchiamo sempre di lavorare a stretto contatto con i negozi e offriamo loro promozioni, gadget per il punto vendita e gadget verso i lettori esclusivi al canale. The Promised Neverland lo abbiamo lanciato con una litografia e un quaderno in edizione limitata disponibile solo in fumetteria (e neanche sul nostro sito, per intenderci). Con Made in Abyss le fumetterie si sono trasformate in “Abyssal Shop”: con ogni copia acquistata il lettore aveva in regalo la Mappa dell’Abisso. Per i quattro albi de Il Corvo: Memento Mori i lettori potevano scegliere delle variant cover esclusive dedicate solo alle fumetterie che partecipavano all’iniziativa “I Nidi del Corvo”. È sicuramente nostra intenzione continuare a lavorare con loro e trovare insieme sempre nuove (e divertenti) soluzioni.

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La copertina del primo numero di “The Promised Neverland” pubblicato da J-Pop

Festival e fiere, in crescita da 15 anni, sono diventate ormai un mercato parallelo importante: per i medio-piccoli funzionano come amplificatori e ottimi canali commerciali, per i grandi sono ottime occasioni per fare marketing. Qual è l’approccio di Edizioni BD / J-Pop ai festival?

Daniel de Filippis: Inizio dicendo che soprattutto, ormai, sono forse un po’ troppi… Ma a parte i brontolii di chi, come me, deve passare molto tempo (specie in primavera) in giro per l’Italia, confermo che le circa quindici fiere e festival a cui partecipiamo sono importanti, per motivi diversi. Esistono quelle che rappresentano una buona opportunità commerciale, quelle a cui partecipiamo perché negli anni sono diventate sinonimi di ottimi contenuti, altre che testiamo magari in aree dove siamo meno presenti sul territorio. Sicuramente hanno tutte in comune il fatto che sono un’occasione per chiacchierare con tanti lettori, salutare i colleghi e i competitor anche per vedere “il tempo che fa”, dialogare con media locali e di settore e, ovviamente, portare i nostri ospiti e autori a incontrare i loro fan.

Una parte importante dell’offerta manga di J-Pop è rivolta ai lettori giovani adulti. Come sta evolvendo il mercato dei seinen rispetto a quello degli shonen, segmento che ha storicamente dominato il pubblico dei manga?

Jacopo Costa Buranelli: In generale il pubblico si sta mescolando parecchio. I confini tra generi, e tra demografiche, sono molto più sfumati di un tempo. Vediamo ragazzine leggere Tokyo Ghoul, così come quarantenni apprezzare I giorni della Sposa. Lo shojo tradizionale ha formato lettrici che ora cercano qualcosa in più, nel genere yaoi, per esempio. Il genere seinen è stato storicamente un nostro terreno di caccia, anche perché meno battuto dagli altri editori di manga, più concentrati su materiale da edicola. Fino a qualche tempo fa era difficile anche fare capire ai nostri interlocutori perché eravamo interessati a titoli usciti già da parecchio tempo, e non solo a quelli più nuovi. Ecco, se c’è una tendenza di cui ci siamo accorti negli ultimi tempi è quella di riscoprire, e riproporre, anche in Giappone, i classici e i grandi autori.

Per i manga proponete anche edizioni Deluxe, in tirature limitate con speciali caratteristiche cartotecniche o cofanetti. Si tratta di una tendenza in corso da qualche anno, nell’editoria di fumetto, frutto di dinamiche sia artistiche che commerciali: si sta affermando una nuova nicchia per il fumetto in formati “lussuosi”?

Georgia Cocchi Pontalti: Ci diamo sempre come obiettivo quello di creare prodotti che noi per primi vorremmo acquistare! Penso al cofanetto di Milano Criminale di qualche anno fa, nei manga alla nostra prima edizione di Kobato, o al recente All in One di Tekkon Kinkreet, o ancora al colossale Devilman Omnibus. La nostra proposta di fumetti giapponesi ha sempre avuto come obbiettivo quello di aggiungere qualità tipografica alla proposta manga presente sul mercato fino ad allora, costituita da prodotti pensati esclusivamente per l’edicola. Poi c’è sicuramente una nicchia, di edizioni limitate – print-to-order o quasi, edizioni di lusso, di grande formato, magari numerate e firmate – che sarà tra gli aspetti della collaborazione con Dentiblù che studieremo per capire sempre meglio come soddisfare lettori e collezionisti.

Daniel de Filippis: Mi fa sempre sorridere una definizione che usano alcuni lettori sui forum e social. Il formato “J-POP Porno lusso” è un termine che si riferisce ai nostri prodotti particolarmente curati e patinati. Da un punto di vista cartotecnico credo che il nostro approccio abbia aiutato a elevare alcune tipologie di prodotti anche in altre case editrici.

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Osamu Tezuka

Quale sarà lo spazio che dedicherete nel vostro catalogo a Osamu Tezuka, autore tanto prolifico quanto differenziato per stili e target?

Jacopo Costa Buranelli: abbiamo un piano piuttosto ambizioso, che ci vede già oggi lavorare all’uscita di almeno cinquanta volumi nei prossimi ventiquattro mesi.

Da alcuni anni Edizioni BD ha intensificato le produzioni originali di autori italiani, e avete annunciato anche un nuovo marchio, BD Next, che va in questa direzione. Perché fare produzione e scouting in un momento particolarmente competitivo come questo?

Daniel de Filippis: Lo facciamo perché siamo editori e il nostro lavoro è anche quello di rischiare nella ricerca di nuove voci del fumetto italiano. Quando si fa a gara per comprare tutti le stesse cose, e usare tutti gli stessi autori, non si aggiunge molto al panorama collettivo. Forse è proprio perché la competizione è così vivace oggi che bisogna sforzarsi di più. Stiamo quindi lavorando a 10 produzioni originali italiane per Edizioni BD (e anche qualcosa di nuovo per Dentiblù), rispetto alle 2/3 produzioni annuali degli ultimi anni, che generalmente si riferivano ai libri della collana “BD Rock”.

Proprio a questo proposito, in un contesto iperproduttivo che ha moltiplicato gli spazi per le opere prime, Matteo Stefanelli ha parlato di rischio “esordienti allo sbaraglio”, esposti a una mancanza di attenzione in strutture “stressate dalla crescita”. Qual è la vostra opinione, e come si sta orientando Edizioni BD nel rapporto con gli emergenti?

Marco Schiavone: Sono molto d’accordo con Matteo. Credo che per alcuni autori ci sia il rischio di rimanere fermi nella crescita artistica, o di misurare quest’ultima con il numero dei like sulle pagine social. Di contro, è una fatica non sempre apprezzata, o ricompensata, quella di seguire da vicino un autore, sfidarlo a esprimere il suo meglio, spingerlo verso i propri limiti: si rischia di essere considerati un po’ rompiscatole. Non sarà questo a fermarci, in ogni caso…

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Il primo volume di “Killing Stalking”

Come si diceva prima, tra le novità del 2017 di J-Pop c’è stata l’introduzione in Italia di un successo, Killing Stalking, proveniente dal mercato – in enorme crescita – dei fumetti digitali coreani. Resterà un’eccezione tra prodotti che, per vari motivi, sono difficili da proporre ai lettori italiani, o i webtoon coreani sono una frontiera che intendete sviluppare?

Georgia Cocchi Pontalti: Dobbiamo per forza: Koogi è rimasta entusiasta dell’Italia, dei suoi fan e del cibo, vorrà tornare presto a trovarci, quindi ci tocca continuare a pubblicare Killing Stalking… Scherzi a parte, Lezhin è un esempio di come si possano trovare ancora delle gemme nascoste, con buona volontà e passione.

Scenari e tendenze

Da dove arrivano oggi, a tuo avviso, i talenti più stimolanti e le innovazioni più interessanti del fumetto contemporaneo?

Marco Schiavone: La domanda è interessante e la risposta sarà forse deludente, ma dopo avere pubblicato autori svedesi, finlandesi, canadesi, taiwanesi, brasiliani, australiani, coreani, scozzesi, oltre ai più “classici” giapponesi, statunitensi, argentini, francesi e spagnoli, sono abbastanza convinto che il talento non abbia oggi una connotazione geografica specifica. Ci sono dei rivoli interessanti in quella che è un’anglofona ricerca di parlare ai lettori più giovani, con i fumetti YA. Ci sono webcomics in giro per il mondo di grandissima qualità. Ci sono illustratori che incrociano il fumetto e arricchiscono il web con i loro lavori e le loro ricerche. Bisogna guardare a tutto. Sicuramente ciò che NON esiste è un luogo, fisico o meno, da dove si possa escludere l’emergere di un nuovo grande talento.

fumetto Ramones graphic novel edizioni bd
Uno dei volumi della collana “Rock” di Edizioni BD

L’offerta di fumetto nelle librerie sta crescendo, sostenuta dall’ingresso di nuovi editori e dalla maggiore offerta da parte degli editori generalisti e letterari. È ancora presto per parlare di sovrapproduzione?

Marco Schiavone: No, anzi. Alcuni editori generalisti, soprattutto quelli con un retail da sostenere, hanno certamente visto nel segmento in crescita dei fumetti un’opportunità che non potrà essere sfruttata se non a discapito di chi, per avere gli stessi spazi in quei retail, deve pagare. Gli stessi editori poi, anche per assenza di competenza interna, propendono più per ristampe che affollano così gli scaffali in una logica di mercato di sostituzione, più che di nuova proposta. Per parafrasare Ghali: “il fumetto non è stato ascoltato quando aveva sete, ora che beve ha tutti addosso…”

Mentre si profila un graduale riequilibrio del peso tra l’edicola e la libreria, quali ritieni saranno le sfide che il fumetto dovrà affrontare nel prossimo futuro?

Marco Schiavone: Secondo noi, non da oggi, l’edicola non è più il canale dove il fumetto esprime il suo potenziale, così come non lo è più da tempo in mercati più maturi quali Francia e Stati Uniti. Se guardiamo all’Asia, al Giappone e alla Corea, vi è stata invece negli ultimi tempi una diffusione straordinaria delle pubblicazioni digitali, da noi non ancora sostenuta da un reale interesse del pubblico. Poi, sarà importante gestire una flessione naturale, dopo qualche anno di grande attenzione del pubblico e di “moda”, se vogliamo, che non possiamo dare per scontato di riuscire a sostenere.