Bloodshot Salvation: un action che attraversa il Valiant Universe

Dopo la conclusione di Bloodshot Reborn, Jeff Lemire ha continuato a scrivere il personaggio in una nuova serie, Bloodshot Salvation (entrambe pubblicate in Italia da Star Comics), che si è appena chiusa in Usa con il numero 12, dove si conclude un complesso mosaico narrativo ambientato tra più linee temporali e dimensioni.

Già il primo albo divideva l’azione tra il presente e un futuro definito “prossimo”, anche se apparentemente non poteva essere così prossimo, visto che nel presente la figlia di Bloodshot è una neonata mentre nel futuro sembra avere almeno sei anni o più. Eppure alla fine i conti tornano, perché nel mondo dei supereroi tra magia e viaggi nel tempo tutto è possibile.

bloodshot salvation

Se Bloodshot si è ritirato a vita privata con la figlia e la moglie Magic, si mette invece al lavoro un uomo misterioso, in parte sfigurato da una ustione, cui viene affidata la direzione di Omen, una nuova organizzazione che raccoglie l’eredità del progetto Rising Spirit ma è del tutto appoggiata dal governo.

Visto che Bloodshot è una proprietà di Rising Spirit anche lui viene “ereditato” e lo scontro sarà inevitabile. Tanto che nel futuro prossimo Bloodshot è disperso o forse persino morto, mentre Magic e la figlia sono inseguite dall’inarrestabile Rampage, che somiglia sinistramente a una versione dark di Bloodshot.

In mezzo ci sarà modo perché il protagonista affronti il perverso padre di Magic in una parentesi all’interno di una comunità di hillbillies, organizzata come un culto megalomane e pedofilo, ma soprattutto abbonderanno ambienti e personaggi del resto del Valiant Universe introdotti e usati in modo organico come tappe e incontri di una grande avventura.

Per esempio Ninjak è l’amico che arriva quando il protagonista è in difficoltà, Punk Mambo è la maga voodoo a cui Ninjak si rivolge quando serve qualcosa di soprannaturale e non manca nemmeno Shadowman. Inoltre Bloodshot finirà per visitare il Deadside, ossia l’aldilà della Valiant, e pure il futuro del 4002 A.D., dove incontrerà la propria “evoluzione”, che sembra costituita interamente da naniti anche se può assumere forma umana.

bloodshot salvation

Tornano poi dalla serie precedente i “bloodshot” di guerre passate come il Vietnam e c’è il cane Bloodhound che accompagna l’eroe. A lui è dedicato un intero episodio, una parentesi autonoma, così come un altro numero si addentra nel passato di Rampage e leader di Omen.

Lemire come si diceva conclude il puzzle compiutamente ma non senza sbavature. In primo luogo l’undicesimo numero sottovaluta il lettore e ripete scene già viste del “futuro prossimo” per mostrarci nel frattempo dove si trova Bloodshot e come finisca per interagire a distanza, ma si tratta di una ripetizione piuttosto superflua, utile solo ai più distratti.

In secondo luogo il climax finale è soddisfacente solo in parte: convince l’evoluzione della figlia di Bloodshot, ma il modo in cui Rampage esce dai giochi non è neppure anticlimatico e appare solo tirato via, quasi Lemire non fosse in fondo interessato al nuovo villain che lui stesso ha introdotto.

Sul fronte dell’azione insomma il finale è carente, del resto non è mai stato il pezzo forte di Lemire, che però fino all’ultimo episodio se l’era invece cavata bene anche nelle parti più movimentate della storia.

Si tratta comunque di un peccato perdonabile, perché il fulcro della vicenda, come succede spesso nello storie dello scrittore canadese, è il rapporto con la famiglia e quindi il destino della figlia.

bloodshot salvation

Ad aiutare la riuscita dell’operazione contribuisce largamente il team grafico, che vede all’opera diversi disegnatori, tra i migliori della Valiant. Si inizia con il pittorico Lewis LaRosa, che in questa versione più sporca ricorda vagamente Mark Texeira, e con il meno sensazionale ma molto dark Mico Suayan.

I due si alternano sui primi cinque numeri con le parti nel presente di LaRosa e quelle nel futuro prossimo o nel passato di Suayan, entrambi colorati prima da Brian Reber e poi da Diego Rodriguez. Dal sesto episodio arriva Renato Guedes, che nella sua ultima evoluzione è diventato a sua volta più pittorico e infatti si colora da solo, affrontando i capitoli più horror.

Il settimo episodio è però in larga parte “disegnato” da Lemire stesso, che realizza in realtà il solo layout di una storia quasi interamente composta di vignette nere, perché il protagonista è accecato. Il layout viene qui condizionato dai suoni che Bloodshot sente e quindi a tratti vibra e addirittura si trasforma fino a suggerire figure, in un esperimento che all’inizio può sembrare una trovata ma che nelle ultime pagine convincerà anche i più scettici.

bloodshot salvation

Nell’episodio dedicato al cane Bloodhound contribuisce alla scrittura Ray Fawkes, infine negli ultimi tre capitoli ai disegni abbiamo Doug Braithwaite colorato da Jordie Bellaire. A loro due toccano le parti più sci-fi della storia e del resto Braithwaite era reduce da alcuni episodi dell’epica fantascientifica di X-O Manowar.

A differenza insomma di quanto capita fin troppo spesso alla Marvel, in Bloodshot Salvation l’avvicendamento è sensato, con vari stili appropriati ai diversi toni della storia, e con una qualità media molto buona, che valorizzerà la lettura in volume.

La storia del Bloodshot di Lemire finisce qui, ma naturalmente la vita del personaggio continua, anche perché proprio questa settimana Vin Diesel (che lo interpreterà al cinema) ha annunciato l’inizio delle riprese del film, dove Guy Pierce è entrato nel cast al posto di Michael Sheen.

Annunciata dalla Valiant anche una nuova serie a fumetti, che si intitolerà Bloodshot Rising Spirit e sarà scritta dalla coppia in ascesa di Cable, Her Infernal Descent, The Dregs e Come Into Me Lonnie Nadler e Zac Thompson, per i disegni, almeno inizialmente, di Ken Lashley. Questa serie arriverà a novembre, ma il personaggio non si prende alcuna meritata vacanza, visto che nel mentre è impegnato nel crossover Harbinger Wars 2 di Matt Kindt e Tomás Giorello, di cui parleremo una volta giunti alla conclusione.