40 fumetti da leggere questa estate

Consigliati e commentati dalla redazione e dai collaboratori di Fumettologica che ne hanno scelti due a testa: una novità pubblicata di recente e un recupero dai loro scaffali.

estate fumetti
Illustrazione di Roberta Scomparsa

Andrea Fiamma

Jonas Fink – Una vita sospesa di Vittorio Giardino (Rizzoli Lizard).
È la perfetta lettura estiva. Ha il respiro romanzesco che permette di perdersi nelle pagine e nei dettagli dei disegni. È la storia di formazione di un giovane ebreo nella Praga stalinista, un ragazzo che avrebbe tutte le ragioni per ribattere alle storture della vita e invece cresce con una compostezza che fa stringere il cuore. È una lettura talmente bella che, oltre al suo pubblico di riferimento (i signori azzimati che fumano la pipa, si ricordano dei pugni che avevano sferrato da giovani e accompagnano la moglie a guardare film di Michael Haneke), ha convinto anche me. Le ricostruzioni storiche non sono la mia tazza di tè, sono un average Joe a cui piacciono le cose che fanno boom kaboom crash. Eppure, Jonas Fink è proprio gran bel fumetto.

Nextwave di Warren Ellis e Stuart Immonen (Panini Comics).
Se parliamo di fumetti supereroistici, una mia morbida perversione è Nextwave. La sceneggiatura senza sosta, senza freni e senza paura di sembrare volgare, umorale, farsesca eppure serissima di Warren Ellis e i disegni sincopati di Stuart Immonen sono il corrispettivo di una cedrata Tassoni che frizza sotto la lingua in un pomeriggio di pieno sole. Se volete saperne di più vi rimando a questo articolo di Marco Andreoletti, che ha già detto tutto il dicibile.

Andrea Antonazzo

› Mister Miracle vol. 1 di Tom King e Mitch Gerads (RW Lion).
Dopo mesi (o forse anni) di stanca nelle letture supereroistiche – periodo nel quale gli unici fumetti Marvel e DC Comics che riuscivo a trovare interessanti erano quelli dagli anni Ottanta in giù – ci ha pensato Tom King a darmi una bella scossa, prima con Visione e poi con Mister Miracle. Quest’ultimo, in particolare ha tutto quello che può piacermi: affonda a pieno nella tradizione narrativa del protagonista e del Quarto Mondo di Jack Kirby, ma è profondamente attuale, con le sue riflessioni sul ruolo dell’eroe, sulla guerra e sulla religione.

› Tex Speciale n. 9 – La valle del terrore di Claudio Nizzi e Magnus (Sergio Bonelli Editore).
C’è un rito che ormai per me si compie ogni estate, da un po’ di anni a questa parte. È proprio in questo periodo dell’anno che puntualmente mi ricapita tra le mani la mia vecchia copia del leggendario Texone disegnato da Magnus, nel quale ogni volta torno a perdermi grazie alla sua incredibile maniacalità. Di volta in volta mi capita di  ammirarne il design dei fucili, il fitto tratteggio delle ombre oppure i dettagli di ogni singola foglia. La storia, invece? Ah, quella non la rileggo dal 1996.

Marco Andreoletti

Tokyo Zombie di Hanakuma Yusaku (Coconino Press).
Una pietra miliare dei manga disegnati male finalmente tradotta in Italiano a quasi vent’anni dalla sua prima pubblicazione in Giappone. Dentro ci sono una Tokyo post-apocalittica, combattimenti tra zombie, un sacco di violenza, satira politica e una coppia di protagonisti indimenticabili. Il tutto reso con un tratto ruvido e sgradevole, senza un minimo di ironia o autocompiacimento. La giusta occasione per dimenticarci del tutto dell’insipida trasposizione live-action a opera di Sakichi Sato, sceneggiatore di Gozu e Ichi the Killer, in cui l’unica cosa davvero notevole era la pelata del mitico Zebraman Show Aikawa.

Monstress di Marjorie Liu e Sana Takeda (Mondadori Oscar Ink).
Non avevo mai considerato davvero la lettura di questo fantasy, genere che in genere apprezzo solo nelle versioni più destrutturate. Però succede che la serie si porta a casa qualcosa come cinque Eisner Award, piazzando le due autrici ai vertici delle rispettive categorie e costringendo il super-quotato Tom King a dividere il suo premio come miglior scrittore con Marjorie Liu. A questo punto, anche solo per capire in che direzione il mercato statunitense si stia muovendo, il recupero è doveroso. Male che vada lo ricorderemo come l’unico titolo, assieme a Southern Bastards, in grado di spezzare il monopolio di Saga alle premiazioni di oltreoceano.

Valentina Griner

Leda di Sara Colaone, Francesco Satta, Luca de Santis (Coconino Press).
Le dimensioni non lo rendono un’agile lettura da viaggio, eppure Leda di Colaone, Satta e de Santis è un libro perfetto da recuperare con la giusta calma. Leda Rafanelli fu scrittrice, anarchica e mussulmana, donna libera da confini geografici e definizioni, amante di personaggi che furono come lei protagonisti degli anni esplosivi che vanno dal 1910 al dopoguerra. Il tratto sintetico ed espressivo di Sara Colaone (che sarà in mostra a Lucca Comics) è realistico dove descrive ambienti ed eventi, evocativo quando rappresenta il futurista Marinetti come un insieme di linee cinetiche. Da leggere per l’accuratezza storica e da sfogliare più volte per amare la composizione e la bellezza delle tavole.

Crawl Space di Jesse Jacobs (Eris Edizioni).
I mondi di Jesse Jacobs sono matti e psichedelici, spietati, eppure aggraziati e delicati. Nella casa in bianco e nero della piccola Daisy una realtà parallela si apre da un varco dimensionale dentro la lavatrice. Chi è abbastanza puro da abbandonare il suo corpo fisico si ritroverà in un mondo di forme, colori, sensazioni sinestetiche. Ma non bisogna approfittarsi di questo stato, e viverlo in modo lisergico potrà creare danni e risvegliare mostri. Per Jacobs è l’occasione per disegnare tavole che sono esplosioni di forme e colori e per riflettere sul rapporto tra noi, il colore, l’immaginazione, il senso del divino. Sorprendente da leggere e poi da sfogliare e risfogliare, ed esporre in bella vista in libreria.

Valerio Stivè

Future di Tommi Musturi (Boing Being).
Della nuova serie del finlandese Tommi Musturi sono già usciti due numeri (ne ha parlato nella intervista che gli ho fatto di recente). Musturi, che da anni è uno dei fumettisti indipendenti europei più influenti, in Italia si è visto di recente sulle pagine di Linus (sia a maggio che ad agosto). Il suo distopico Future, con i quei colori bubblegum e un susseguirsi di episodi brevi e brevissimi, è un albo agilissimo e anche un po’ inquietante, ricco di contrasti pop. È reperibile direttamente dall’autore, qui.

Julius Knipl, Real Estate Photographer di Ben Katchor (Drawn&Quarterly).
I libri di Ben Katchor li tengo sempre in bella vista in libreria. Li sfoglio spesso, perché adoro perdermi tra le figure sghembe che disegna. Quando li leggo mi piace sentire in testa la voce densa e dal ritmo cadenzato di Katchor. Era già un po’ che aspettavo di riprendere in mano un suo libro. Nei mesi recenti lo avevo rivisto ad Angoulême, e di lui mi era capitato di parlare con Frank Santoro quando era venuto in Italia, e in questi giorni Richard Short mi diceva rileggilo che non smette mai di essere interessante, soprattutto Julius Knipl. È vero, i suoi racconti brevi sono cinici e appassionanti. Un freddo rimedio al caldo estivo.

Mara Famularo

The ghost and the Lady di Kazuhiro Fujita (Star Comics).
Racconta dell’improbabile legame tra un celebre fantasma londinese e Florence Nightingale, considerata la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna. Una storia in costume, ma anche un fantasy avventuroso che culmina in un duello tra spiriti. Bizzarro e geniale.

Cielo e Terra di Joe Hill e Gabriel Rodriguez (Magic Press).
È una piccola appendice della saga di Locke & Key. Aggiunge alcuni dettagli e qualche ultima chiave (non solo di lettura) rispetto a quanto già sapevamo dal volume 6. Ma vale la pena sfogliarlo, se avete amato la storia e se volete un pretesto per rileggerla un’altra volta.

Matteo Maculotti

Je suis Shingo di Kazuo Umezo (Le Lézard Noir).
Manga fantascientifico pubblicato negli anni Ottanta dal maestro del manga horror Kazuo Umezu. Serie straniante e quanto mai anomala, incentrata sul risveglio della coscienza di un computer e sulla storia d’amore tra due bambini, soltanto lo scorso anno è stata proposta anche in Europa dall’editore francese Le Lézard Noir, che ha finora pubblicato i primi tre volumi dei sei previsti, permettendo a Umezu di aggiudicarsi anche un premio al festival di Angoulême.

White Cube di Brecht Vandenbroucke (Drawn and Quarterly).
Vandenbroucke è un talentuoso fumettista belga poco più che trentenne. Per certi versi affine all’umorismo surreale di Joan Cornellà, rispetto al collega spagnolo Vandenbroucke è un osservatore della contemporaneità meno eccessivo e tagliente ma più sottile e ricercato, come dimostrano le numerose creazioni raccolte sul suo blog.

Daniele Croci

Kids with Guns di Capitan Artiglio (Bao Publishing).
Conoscevo già lo stile dell’autore attraverso la pagina Facebook e i disegni pubblicati online, ma temevo che Julien Cittadino non avrebbe superato la prova della narrazione ad ampio respiro. Da fan dei Gorillaz, poi, mi aspettavo qualcosa all’altezza del fertile universo caotico creato da Jamie Hewlett. E non sono rimasto deluso. Oltre agli ottimi disegni e riferimenti iconografici, che già conoscevo, ho trovato una storia ben scritta e appassionante, che mi ha lasciato l’acquolina per i prossimi capitoli.

We3 di Grant Morrison e Frank Quitely (Lion Comics).
Penso si tratti di uno dei picchi dello scrittore scozzese, se non il suo lavoro migliore. Un’opera solo all’apparenza semplice, potente ed emozionante, senza elucubrazioni esoteriche e indecifrabili riferimenti alle decennali concrezioni della continuity supereroistica. L’alchimia con il disegnatore è poi alle stelle. Quitely fa esplodere le strategie di rappresentazione del fumetto mainstream per proporci fumetto tanto fruibile quanto avanguardistico.

Matteo Contin

La caïda e coyota di Juliette Bensimon-Marchina (Fortepressa)
Miscelo un po’ di elementi per farvi capire cos’è questo La caïda e coyota. Meglio cominciare dal contesto: Messico, anni Novanta e i femminicidi che flagellarono Ciudad Juárez. Addizionate una storia di normale adolescenza fatta di insicurezze e poi date un twist finale con una spruzzata di b-movie e licantropia. La Bensimon-Marchina scrive e disegna un fumetto scatenato capace, all’interno di una storia di puro genere, di fare critica sociale e raccontare un’adolescenza difficile.

Cat Eyed Boy di Kazuo Umezu (In Your Face Comics).
Pur avendo amato Aula alla deriva, ho trovato questo Cat Eyed Boy più interessante e stimolante. Parte come un classico horror per ragazzi – umorismo compreso – e si trasforma gradualmente in un horror disperato in cui il nostro antieroe (la cui ambiguità morale era già stata ben descritta in questo articolo di Juan Scassa) viene osannato e deriso, portato in trionfo e martirizzato, in un crescendo di contrasti morali perturbanti e disturbanti.

Federica Lippi

La fidanzata di Minami di Shungiku Uchida (Coconino Press).
Un manga atipico, disegnato in modo buffo ma incentrato su un tema piuttosto delicato, affrontato con i toni della commedia. Chiyomi è la fidanzata di Minami e vive nella sua camera, in una casa per bambole. D’improvviso si è infatti ritrovata a essere alta una decina di centimetri e Minami è l’unico a saperlo. I due cercano di tirare avanti come possono, ma i problemi vengono pian piano a galla. Shungiku Uchida ha una voce potente e spiazzante.

I tre cani di Samuel Daveti e la Came (Mammaiuto).
Pubblicato online come webcomic nel 2017 e poi raccolto in volume, I tre cani è una fiaba popolare che narra di una sposa infelice e del suo inetto marito. L’incontro con tre misteriosi cani cambierà per sempre la vita della ragazza. I Mammaiuto non smettono mai di sorprendere. Consigliatissimo, per grandi e piccini.

Tonio Troiani

Pompei di Frank Santoro (001 Edizioni). Edita nel 2013 dall’emerita Picture Box di Dan Nadel, l’opera di Santoro gode di una radicalità tale da farne – forse – uno dei fumetti più importanti e interessanti apparsi in questo decennio. Lo fa con un segno che potrebbe sembrare approssimativo, riducendosi a poco più che uno storyboard. Ma. Pompei è una lotta contro l’effimero attraverso la rapidità del segno. Nel raccontare la storia di Marcus, giovane apprendista del pittore Flavius, cerca di toccare il fondo oscuro da cui proviene ogni storia. Grazie al finale obbligato e necessario, leggere Pompei è un’esperienza in cui ad ogni pagina di sospira sapendo che l’ineluttabile è lì dietro l’angolo a distruggere ogni sogno, ma che un semplice segno vergato su un muro potrà resistere in eterno.

Concrete di Paul Chadwick (Panini Comics). Concrete è la creazione più personale e complessa di Paul Chadwick, nonché un fumetto che sin dalla prima apparizione si impose per qualità e intelligenza, facendo incetta di premi e riconoscimenti. Tuttavia a questi non fece mai seguito l’attenzione del pubblico. Concrete resta tutt’ora un’opera di culto, ma che dovrebbe essere letta da tutti gli appassionati di comics. In primo luogo perché è una detonazione: Chadwick prende il classico plot sci-fi da fumetto supereroistico e lo nega ad ogni pagina, parlandoci del difficile mestiere di vivere di un uomo intrappolato nel corpo di un gigante roccioso. In secondo luogo, perché Chadwick ad ogni pagina mette in campo una maestria senza uguali. Concrete, insieme ad opere come Love & Rockets, Cerebus o Strangers in Paradise, è una tappa obbligata se si vuole capire l’importanza del fumetto americano nella serialità moderna.

Alberto Brambilla

Dragonero di autori vari (Bonelli).
Un kolossal è l’ideale per scollegare la testa e rilassarsi. La cosa più vicina che si possa trovare nelle fumetterie è la Saga delle Regine Nere di Dragonero. Stefano Vietti e Luca Enoch stavano preparando questo evento da cinque anni sulle pagine della serie regolare, mettendo un pezzo dopo l’altro, introducendo personaggi e situazioni, fino a far scoppiare la guerra più devastante che l’Erondar abbia mai visto. In questo momento, Dragonero è la miglior serie Bonelli in edicola insieme a Mercurio Loi, e questo ciclo, iniziato a gennaio con il numero 56 e al suo apice con il 6, in edicola mentre scrivo, ne è perfetta dimostrazione.

Braccio di Ferro di Elzie Crisler Segar e altri (Gazzetta dello Sport).
Dopo le botte e l’avventura è il turno delle risate con un classico di altissimo livello. Si sta concludendo con la sessantesima uscita la collana allegata alla Gazzetta dello Sport dedicata a Braccio di Ferro. Il lavoro alle spalle di questa edizione è davvero meritevole. Non solo recupera tutte le strisce quotidiane di Segar, comparse in Italia in modo variegato dagli anni Trenta in poi, ma anche tutte quelle disegnate dai suoi successori Doc Winner, Tom Sims e Bela Zaboly, per la gran parte inedite in Italia e mai ristampate nemmeno negli Stati Uniti.

Antonio Dini

Speciale Tex n. 33 – I rangers di Finnegan di Mauro Boselli e Majo (Bonelli).
Per me l’estate vuol dire soprattutto western e sempre l’annuale Texone. Questa volta, accanto al testo del veterano Mauro Boselli, i disegni di Majo, al secolo Mario Rossi, bresciano classe 1963 già in forza alla Bonelli (Dampyr, Zona X) e creatore ancora al liceo artistico dell’iconico (e copiatissimo) sticker The Vagabond. Il tratto è potente e senza cali di tono e amplifica una buona storia. Tre anni per disegnarla, ma li vale tutti.

Sgt. Kirk di Héctor Oesterheld e Hugo Pratt (Rizzoli Lizard).
Il periodo d’oro dell’historieta argentina coincide con un fumetto western scritto dal grandissimo Héctor Oesterheld (autore desaparecido nel regime argentino più noto da noi per il capolavoro L’eternauta) disegnato da Hugo Pratt e pubblicato a partire dal 1953. Il sergente Kirk è un eroe antico, che si sacrifica per non accettare di compiere una ingiustizia. Diserta e si schiera con gli indiani, ma non è un anti-eroe della controcultura. Invece, c’è dentro ancora un’epica lontana dalla protesta politica di Blueberry di Jean-Michel Charlier e Jean Giraud o dal sosia di Robert Redford, Ken Parker, di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo.

Matteo Stefanelli

Fumetti nei musei di autori vari (Coconino Press).
Nella valigia dell’estate ho infilato una collana, Fumetti nei Musei, prodotta dal Ministero dei Beni Culturali con Coconino Press. L’operazione editoriale – didattica museale ‘ufficiale’ a fumetti, rivolta ai giovanissimi – è insolita in sé. Ma ad avermi colpito è lo splendido design degli albi, curato da LRNZ, che unito all’energia grafica degli autori (la lista la trovate qui) la rende una delle operazioni più vivaci e out-of-the-box dell’anno. Ne ho gia letto qualcuno e mi è già chiaro che alcuni autori sono caduti nel “tranello della maestra” che guida, indica e spiega un po’ troppo; ma altri hanno trovato toni e/o idee brillanti (Tota e LRNZ, ad esempio). E sono proprio curioso di vedere cosa hanno combinato Bacilieri a Brera, Dr. Pira a Paestum, Filosa a Reggio Calabria. Ho intravisto anche tavole strambe e interessanti di Fabio Ramiro Rossin: lo terrò d’occhio.

Golgo 13 di Takao Saito (J-Pop Manga).
Il manga leggendario di Takao Saito, ancora in corso di pubblicazione dopo 50 anni tondi dal primo episodio, è un pezzo di Storia e, in particolare, il punto di contatto ‘fondativo’ fra la tradizione gekiga e quella più mainstream dei seinen manga. Molto “occidentale” per gli standard giapponesi, ma forse troppo poco giapponese per gli standard occidentali, in Europa non ha mai sfondato. È arrivato il momento di ri-provare a capire perché.

Davide Scagni

› Total Overfuck di Miguel Àngel Martìn (NPE).
È la raccolta delle storie più violente e terribili di uno degli autori a fumetti più importanti di tutti i tempi. Il volume contiene anche quella Psychopathia Sexualis che nel 1996 fu protagonista di un caso storico di censura da parte della magistratura italiana, con ritiro delle copie (per induzione alla violenza, pornografia e pedofilia) e successiva assoluzione, grazie anche alla presa di posizione di intellettuali come Busi, Manara, Toscani. Il mondo futuribile e esasperato raccontato da Martin non vuole creare identificazione o compiacimento ma rivelare, nel suo eccesso disturbante, le contraddizioni di un’umanità che ha valore solo come merce. Un’ottima lettura per scandalizzare il vostro vicino di ombrellone (ma cercate di non farvi arrestare).

› Nejishiki di Yoshiharu Tsuge (Oblomov).
Ottimo punto di partenza per scoprire la portata di un autore che ha saputo trasfigurare la miseria fisica e morale del Giappone del Dopoguerra in racconti di commovente bellezza. Lo consiglio assieme a Il giovane Yoshio (Canicola). A parte un titolo in comune (La fabbrica galvanotecnica Oba), i due volumi propongono una selezione molto interessante dell’opera di Tsuge, focalizzandosi sugli episodi più onirici e metaforici il libro di Oblomov (tra cui il racconto che dà il titolo alla raccolta, una perla di valore assoluto), e sulle sue prime esperienze lavorative quello di Canicola. Un maestro del manga (e del racconto tout court) che solo recentemente ha trovato visibilità in Italia e di cui vale la pena recuperare tutto il possibile.

Adriano Ercolani

› Cappuccetto Rosso Redux di Danijel Zezelj (Eris Edizioni).
Ho scoperto l’arte di Danijel Zezelj oltre vent’anni fa, sfogliando la fanzine underground slovena Stripburger nel centro sociale Metelkova di Ljubljana. Da quel giorno ho seguito l’evoluzione di una carriera straordinariamente prolifica. Cappuccetto Rosso Redux è un racconto grafico muto inquietante, in grado di destare dal fondo oscuro di una delle fiabe più celebri del mondo i fantasmi più feroci del nostro subconscio. Una rilettura potente e originale.

› Asterios Polyp di David Mazzucchelli (Coconino Press).
Se fosse un libro sulle patatine fritte, sarebbe comunque degno di una rilettura periodica per la meravigliosa sintesi grafica che offre agli occhi del lettore. Considerando che in realtà parla di temi lievemente più importanti delle pur rilevanti patatine fritte, quali semplicemente la conoscenza di sé e l’intreccio sincronico di eventi che affiora nella trama confusa dell’esistenza, il libro di Mazzucchelli rappresenta una dei vertici dell’arte fumettistica dall’inizio del secondo millennio. Da leggere e rileggere.

Andrea Queirolo

› Utsubora vol. 1 di Asumiko Nakamura (Coconino Press).
Pubblicato nella collana Doku di Coconino dedicata al manga d’autore, Ustubora è un noir che intreccia più personaggi sullo sfondo di una morte misteriosa. Realizzato con un disegno pulito ed elegante, il primo volume mette in scena una storia decisamente notevole e ricca di sottotrame dove non mancano colpi di scena e situazioni piccanti. Se il secondo e ultimo volume di prossima uscita manterrà quanto fatto nel primo, siamo davanti a una delle migliori letture di genere dell’anno.

› Dissolvenza a nero di Ed Brubaker e Sean Phillips (Panini Comics).
Uscito nel 2016 per Image Comics ma arrivato in Italia solo quest’anno, Dissolvenza a nero è uno dei picchi creativi della premiata coppia Brubaker/Phillips, già autori della chicca noir Criminal. Qui siamo nella Hollywood degli anni Quaranta, nel pieno del maccartismo, periodo in cui il governo degli Stati Uniti dava la caccia ai comunisti senza risparmiare l’industria cinematografica. La storia prende spunto dalle vicende dello sceneggiatore Donald Trumbo che per la sua affiliazione al Partito Comunista fu condannato e costretto a fuggire in Messico e a lavorare sotto falso nome. Intrighi, politica, omicidi, perversioni e dietro le quinte dell’industria cinematografica del periodo. Lettura perfetta per le calde sere d’agosto.

Andrea Fornasiero

› Paesaggio dopo la battaglia di Eric Lambé e Philippe Pierpont (Coconino Press).
Elaborazione del più tremendo dei lutti che si declina nel ritmo della sequenza di immagini, molto spesso mute, e nella metamorfosi delle forme, onirica e surreale ma spezzato da un realismo anche gretto e da dialoghi duri. Punteggiata da un raffinato gioco di rimandi figurativi è dominata dal grigio, ma a tratti invasa da incursioni cromatiche. Uno dei pochi fumetti degli ultimi anni per cui non è esagerata la parola capolavoro.

› Aula alla deriva di Kazuo Umezu (Hikari).
Manga che coniuga horror e fantascienza, dove i primi a perdere la testa (e la vita) sono gli adulti, lasciando i bambini di una scuola elementare ad affrontare l’apocalisse. Tra sadica folia, mostri orribili e assassini e condizioni ambientali disperate, si assiste a un calvario senza scrupoli subito dalle creature più indifese. A tratti scioccante anche per il lettore più cinico, con la messa in scena esplicita di smembramenti e deformazioni che sfidano la moralità e il buon gusto, la saga di Umezo è un monito ecologista e di critica sociale, ma soprattutto un fumetto davvero estremo.

Renato Pallavicini

› L’attrazione di Lucas Harari (Coconino Press).
L’attrazione fatale è per un’architettura, le Terme di Vals (nel cantone dei Grigioni) progettate da Peter Zumthor. Astratta geometria incastonata nella montagna verso la quale è attratto il giovane Pierre che si perde (o forse si ritrova) nelle sue vasche sotterranee e labirintiche. Tra omaggi a Jacobs e alla ligne claire, con qualche spruzzata metafisica alla Buzzati, è una calamita dalla quale non ci si stacca fino all’ultima pagina. Un graphic novel e uno script già perfetti per un film.

› Mercurio Loi di Alessandro Bilotta e autori vari (Bonelli).
Se ancora non lo conoscete, recuperate Roma dei pazzi di Alessandro Bilotta, Matteo Mosca, Giampiero Casertano, cartonato che raccoglie le prime due avventure del seriale creato e scritto da Bilotta. Partite da qui e affezionatevi alle sorprendenti passeggiate ambientate nella Roma papalina di metà Ottocento (introdotte dalle magnifiche copertine di Manuele Fior). Etico e filosofico: tra Robert Walser, Charles Baudelaire e Walter Benjamin. Tutto il resto è solo storia.

Andrea Fontana

› Minivip & Supervip – Il Mistero del Via Vai di Bruno Bozzetto e Gregory Panaccione (Bao Publishing).
L’ho scritto in occasione dell’uscita e lo ribadisco qui. Tra le novità in uscita quest’anno quelle degne di note sono moltissime, ma quella che mi è rimasta più impressa è il graphic novel realizzato da Bruno Bozzetto (ai testi) e da Gregory Panaccione, forse anche per il mio amore per l’animazione da cui questo lavoro trae ispirazione (e non poteva essere diversamente) utilizzando la plasticità e il ritmo tipico dei lavori bozzettiani. Divertente, bello da leggere e da sfogliare, entusiasmante e anche profondo. Non si poteva chiedere di più.

› Sorelle di Raina Telgemaier (Editrice Il Castoro).
Il mio recupero non è un classico, né una ristampa o un’opera pubblicata decenni fa. È un piccolo gioiello nella letteratura a fumetti per ragazzi. Nel raccontare la storia del rapporto con la sorella in un momento cruciale della sua vita, l’autrice statunitense ha realizzato una storia intrinsecamente vera, sentita, ai cui personaggi è impossibile non affezionarsi o addirittura immedesimarsi. La semplicità, la linearità ma anche la trasparenza intellettuale che caratterizza Sorelle è la forza dell’opera della Telgemaier, senz’ombra di dubbio tra le autrici più importanti nel suo campo nell’attuale panorama fumettistico.