“Old City Blues”, un omaggio al cyberpunk giapponese

Due miniserie, rispettivamente del 2011 e del 2013, intitolate Old City Blues daranno vita alla prossima serie Tv per Hulu con Kerry Washington. Ormai le vie degli adattamenti sono davvero misteriose, visto che Old City Blues è un’opera a dir poco misconosciuta, pubblicata dalla piccola casa editrice Archaia in bianco e nero e firmata da Giannis Milonogiannis, più noto per aver contribuito alla saga di Prophet di Brandon Graham e per aver disegnato qualche numero dei G.I. Joe.

Incuriositi siamo andati a recuperarlo, facilitati dal fatto che la prima miniserie è disponibile sul Tumblr stesso dell’autore in formato PDF (anche se di bassa qualità).

Ambientata in una nuova Atene, che intorno al 2049 è stata ricostruita della corporazione giapponese Hayashi dopo un’inondazione accaduta 30 anni prima, Old City Blues è un omaggio al cyberpunk a fumetti giapponese, tra Ghost in the Shell e Patlabor. Lo è nella trama e nella descrizione della città, ma lo è pure nel disegno, che guarda decisamente al linguaggio dei manga con linee cinetiche, retini, vignette dal taglio e dall’inquadratura iperdinamica, scene d’azione concitate e un mecha-design che non nasconde la propria ispirazione.

old city blues Giannis Milonogiannis

Un po’ come nella serie francese Last Man, tutto è coniugato con una sensibilità occidentale. Per esempio, Milonogiannis non usa gli “occhioni” da manga e inoltre ama disegnare quasi come facesse uno schizzo, lasciando parti incomplete o pasticciate, in modo da restituire una sorta di energia cinetica anche con poche linee. Non che manchino poi tavole più spettacolari o vignette più complete, né passaggi più descrittivi come l’inizio muto della seconda miniserie, ma nel complesso Old City Blues è un fumetto votato all’azione.

La prima miniserie racconta una sola storia in 4 numeri da 24 pagine, mentre la seconda ne racconta due in 4 albi di doppia foliazione, quindi alla fine Old City Blues consta di poco meno di 300 pagine, dedicate a mecha, intelligenze artificiali, terroristi dalla colonia lunare, operazioni di hackeraggio, poteri ESP, tute potenziate e soprattutto grandi inseguimenti, sparatorie e scene di lotta.

Una lettura avvincente dove al protagonista maschile, il detective Solano, si affianca la pilota di mecha Termidoro. I due lavorano insieme perché i loro dipartimenti sono stati fusi dalla penuria di fondi. Del resto nuova Atene è governata dalle corporazioni più che dalle istituzioni, che anzi i grandi gruppi considerano come una sorta di scocciatura.

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A differenza della Sezione 9 di Ghost in the Shell i protagonisti non appartengono quindi a una élite dei servizi segreti e, per quanto ben equipaggiati, spesso si scontrano con mezzi più tecnologici dei loro. Sono insomma underdog che cercano di riportare un minimo di ordine e sicurezza in un mondo che è sfuggito al controllo dell’uomo e agisce per i fini di gruppi societari disumani o intelligenze più o meno aliene.

I tre racconti della serie, un po’ come i vari episodi di Ghost in Shell, presentano diversi casi di tecnologie deviate e intrighi che virano verso il transumanesimo, ma rispetto ai testi cerebrali di Masamune Shirow qui c’è molta più immediatezza e trasparenza e pure meno pretese. Del resto Milonogiannis non fa niente per nascondere che la sua è un’opera derivativa, quasi un esercizio di stile grafico più che narrativo, con protagonisti tagliati con l’accetta e un’ambientazione data relativamente per scontata perché appunto già nota.

La serie inoltre rimane aperta, senza una chiusura se non una piccola presa di coscienza da parte di Solano che il problema della corruzione va combattuto più alla radice. Nemmeno lui però sa come e forse non lo sapeva neppure Milonogiannis visto che non c’è stato un seguito, o forse Old City Blues non vendeva abbastanza per continuare ed è stata congelata. Immaginiamo però che la crisi che ha travolto la Grecia e che non sembra avere via d’uscita abbia portato l’autore a fermarsi e riflettere sulla sua ambientazione che, per quanto post-apocalittica e cupa, finisce per sembrare una favoletta ottimistica rispetto all’attuale condizione del Paese mediterraneo.

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Non sappiamo se anche la serie Hulu, prodotta da Kerry Washington e con un pilot diretto da un nome di peso come Gore Verbinski, sarà ambientata in una Grecia futura, ma nel caso sarà interessante vedere quanto terranno conto della bancarotta e delle altre sciagure capitate (e imposte) al Paese. Cose di cui potrebbe del resto occuparsi lo stesso fumetto, nel caso la serie Tv portasse Milonogiannis a provare un auspicabile rilancio.

Di certo la versione Tv, non potendo vantare come raison d’être la reinterpretazione dello specifico linguaggio dei manga, dovrà fare i salti mortali per non sembrare una copia di un film come Ghost in the Shell, che è stato un recente flop al botteghino proprio nella sua versione di produzione occidentale.