“Sword of Ages” è un fantasy spettacolare

Disegnatore noto per la lunga collaborazione con Joe Hill su Locke & Key, il cileno Gabriel Rodríguez mi era sempre sembrato un talento mal servito da una serie non proprio adatta a lui, dove il suo segno preciso e pulito (non a caso viene da studi di architettura) era non dico fuori luogo in un horror d’ambientazione più o meno realistica, ma neppure valorizzato (tranne per alcune tavole più visionarie che qua e là entravano nella serie).

sword of ages

Con Sword of Ages, pubblicata da IDW, Rodríguez è invece sicuramente molto più a suo agio, come se avesse ideato e sceneggiato la serie proprio per dar lustro alle proprie qualità e a quelle del colorista Lovern Kindzierski, che a sua volta fa un lavoro meticoloso.

Il risultato è mirabile da tutti i punti di vista, sia nell’incipit sci-fi, dove la sua sorta di linea chiara è perfetta per ambienti futuristici puliti e per il nero assoluto delle stelle, sia subito dopo quando si entra nel fantasy, dove la sua luminosità e il suo gusto particolareggiato per ogni cosa dà vita a creature fantastiche da ammirare fin nei dettagli.

Sword of Ages per altro è fantasy poco canonico, con elementi fantascientifici che fanno capolino tra draghi d’acqua, spade magiche e templi a divinità arcane, ma questo non fa che dare ulteriori frecce all’arco di Rodríguez che proprio nella variazione dà del suo meglio.

sword of ages

Inoltre anche gli studi d’architettura gli tornano utili nel disegnare rocche fortificate con piramidi dove dare luogo a impressionanti battaglie, infatti nel numero quattro ha incluso alcune pagine che mostrano come nascano gli ambienti ritratti e in particolare una doppia splash d’assedio alla fortezza.

La pulizia del suo disegno fa poi meraviglie quando si trova di fronte a scene di massa, dove fa emergere la varietà delle truppe e si distinguono le azioni in corso anche nella ressa, con un effetto spettacolare e molto più da fumetto francese che non americano. Questo anche grazie all’ottimo lavoro di Kindzierski, che trova i toni giusti per rendere l’azione chiara senza perdere personalità e atmosfera. Impossibile in alcune vignette, soprattutto della prima parte, non vedere in entrambi l’influenza del Moebius di L’Incal.

Ben sapendo la fatica e lo studio che sono dietro ai propri disegni, Rodríguez si rivela un narratore molto attento a non perdere tempo e a ottimizzare anche la storia sul fronte visivo. La ricerca iniziale del recupero della spada incantata prende vita in medias res e, ricca d’azione, si risolve già nei primi due numeri. Inoltre in questi primi episodi già si macinano come sottotrame gli intrighi che porteranno alla battaglia che tiene banco negli ultimi due capitoli.

sword of ages

Probabilmente per uno sceneggiatore di una serie media Image questo materiale avrebbe occupato due archi narrativi da sei episodi, con tempi morti riempiti di battibecchi. Invece Rodríguez lascia parlare l’azione e l’ambiente e in soli cinque numeri centra perfettamente il respiro dell’epica.

Oltretutto la capacità di delineare attraverso il disegno i diversi personaggi e di dare loro personalità, permette a Rodríguez di mettere sul campo di battaglia una grandissima quantità di figure riconoscibili quasi senza introduzione, riuscendo a farle funzionare in uno scontro molto articolato e a dare peso alla loro tragedia o alla loro gloria.

La varietà dei personaggi è poi tipica del fantasy ma senza scadere in banalità da manuale dei Forgotten Realms di D&D: la magia per esempio ha un funzionamento misterioso, così come i mostri e le razze antiche non svelano i propri segreti e la tecnologia salta fuori dove uno non se l’aspetta, senza per altro mai sembrare qualcosa di steampunk.

sword of ages

Se poi i personaggi sono in parte riconducibili agli archetipi, in particolare quello che appare come un “ladro”, mantengono comunque peculiarità che derivano da un’ambientazione originale.

In tutto questo la trama di Sword of Ages sarebbe fin troppo intricata da riassumere, basti dire che questi cinque episodi, oltre a essere ricchi di azione e di risoluzioni, sono anche carichi di misteri destinati a tenere banco nei prossimi capitoli, che arriveranno dopo una comprensibile pausa dovuta alla cura grafica della serie. Confidiamo sia breve anche l’attesa dei lettori italiani per un’edizione nostrana di questa piccola meraviglia.