Bonelli "Tex Willer", un nuovo classico nell'era del prodotto necessario

“Tex Willer”, un nuovo classico nell’era del prodotto necessario

L’uscita del primo numero della nuova collana di storie inedite Tex Willer comporta implicazioni che vanno al di là dell’opera specifica. Questa non può essere solo una recensione (positiva, ve lo annuncio già da subito) di un fumetto da edicola, per diverse ragioni.

tex willer 1 bonelli

La prima riguarda la sua genesi. Un po’ a sorpresa, in occasione dell’incontro con il pubblico tenutosi a Lucca Comics & Games 2018, il curatore e principale autore di Tex, Mauro Boselli, ha rivelato come l’idea di realizzare una nuova testata non sia nata dagli autori, ma dal Direttore Generale Simone Airoldi. Sintetizzando, Boselli l’ha raccontata così: dopo il successo del Maxi Tex “Nueces Valley”, uscito nel 2017, in cui lo sceneggiatore e Pasquale Del Vecchio hanno raccontato i primi anni di vita di Tex e mostrato per la prima volta i suoi genitori, Airoldi ha voluto che i lettori di Tex avessero la possibilità di ripartire dal primo numero, cioè dall’inizio. «Pensaci bene. Non è una grande idea?» ha chiesto il direttore a Boselli, che così ha recepito ma anche approfondito e sviluppato l’idea.

Boselli riteneva però che non avesse senso rifare una seconda volta le storie d’epoca scritte da G.L. Bonelli, ma che potesse essere più stimolante per tutti provare a raccontare storie inedite a partire dai riferimenti presenti nei primi albi. Tutti i luoghi, i nomi e i momenti non approfonditi in quei primi episodi diventano così gli spunti per raccontare nuove storie “avvenute” prima del numero uno e negli interstizi dei numeri successivi.

L’idea può essere interessante sia per i lettori esperti, che possono godere di un ulteriore espansione dell’universo texiano, sia per eventuali nuovi lettori, che così hanno la possibilità di iniziare una vera e propria nuova serie dedicata al più famoso personaggio del fumetto italiano. Inoltre viene affiancata un’ulteriore testata alle altre già presenti (ben dieci, di cui sei di inediti e quattro di ristampe), con ottime possibilità di successo.

Non è detto però che questa idea possa essere positivamente accolta da un mercato ormai inflazionato da tantissime proposte di qualità medio-alta (molte prodotte appunto dallo stesso editore Bonelli), veicolate da una comunicazione pervasiva e rivolte a una massa di potenziali acquirenti che vive purtroppo in un paese dove un numero crescente di persone non arriva letteralmente alla fine del mese e deve rinunciare anche a una parte delle spese essenziali. Giustamente si dirà che nessuno è obbligato a comprare un fumetto, che è giusto che ci siano cose più importanti.

Il punto è che i lettori bonelliani sono stati abituati per decenni a comprare i fumetti «più ricchi al prezzo più povero» e si sono spesso adoperati − con orgoglio − ad acquistare più serie e tutte le rispettive derivazioni. Sarebbe interessante analizzare non solo quante copie vende la casa editrice di Via Buonarroti, ma anche quanti sono i compratori unici. Forse la risposta la conosciamo già: numerosi lettori bonelliani lasciano in edicola (e ormai anche in  libreria) cifre significative. Ma, con le difficoltà economiche che stanno colpendo un po’ tutti, ogni nuova iniziativa editoriale può comportare da parte del cliente appena conquistato una rinuncia a qualcos’altro.

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Accanto a queste dinamiche sociali, va ricordato che le edicole stanno attraversando una profonda crisi, e i punti vendita sono in continua e costante diminuzione. Quando un’edicola chiude, non tutti i lettori ne cercano un’altra. Ci sono forti tensioni tra edicolanti, distributori e editori. Alcuni chiedono una revisione degli sconti, altri puntano su una diversa politica dei prezzi, altri ancora su un’estensione dei compiti delle edicole (che stanno diventando erogatori di servizi). Comunque vada, nel prossimo futuro il loro ruolo cambierà radicalmente, e di conseguenza muterà anche la loro capacità di vendita di periodici.

Dunque, una nuova serie inedita di Tex (e non una collana di speciali con cadenza poco frequente, come è stato sinora) può porre dei problemi di accoglienza e di agibilità commerciale che solo qualche anno fa sarebbero stati inimmaginabili. Lo si è visto in queste settimane su social. Prima ancora che il numero uno fosse disponibile, e quindi leggibile e giudicabile, il dibattito si è concentrato sulla possibilità di comprarlo o meno, e a tratti è sfociato addiritttura in polemiche sull’eticità dell’operazione, un tipo di critica abbastanza nuovo per la casa editrice e nato dopo la recente svolta manageriale che ha portato l’editore a dotarsi (finalmente, in realtà) di un settore marketing.

Sicuramente consapevole di queste problematiche, l’editore ha lavorato in questo anno e mezzo di preparazione affrontando aspetti organizzativi e manageriali abbastanza rilevanti. Per esempio a chi affidare la realizzazione delle storie, in che formato e con cadenza pubblicarle e quali iniziative di lancio e di supporto mettere in campo.

L’impressione è che i settori della casa editrice abbiamo lavorato in buona sinergia, sfruttando bene la ricorrenza del settantesimo anniversario dalla nascita del personaggio, le modalità di promozione già seguite in altre recenti occasioni e soprattutto costruendo un piccolo team artistico importante e affidabile.

Per i disegni dei primi tre archi narrativi sono stati scelti due disegnatori provenienti da altri generi, ma già protagonisti di due Texoni: Roberto De Angelis e Bruno Brindisi. I due autori sono tra i migliori della scuderia Bonelli e hanno lasciato il segno in alcuni Nathan Never e Dylan Dog da antologia. Vederli alla prova in una serie western, al di là delle due prove estemporanee di cui sopra, può suscitare perplessità riguardo alla capacità di adattare la modernità del proprio tratto a un personaggio tra i più classici possibili. E invece le idee chiare alla base di questa nuova serie sono state da stimolo ai due autori, che hanno opportunamente modificato  il proprio tratto.

Per ora possiamo giudicare solo il primo numero, intitolato “Vivo o morto!” e disegnato da De Angelis, con ottimi risultati. Il disegnatore napoletano è stato all’altezza della sfida, disegnando un Tex dinamico e credibile, che si muove su uno sfondo realistico, abbellito da un tratteggio intenso e suggestivo. L’autore sembra aver tenuto anche conto di decenni di rappresentazione fumettistica di genere, non solo in ambito italiano, entrando in sintonia con maestri come Jean Giraud e Michel Blanc-Dumont. De Angelis ha raccontato nel corso dell’incontro di presentazione di aver dovuto lavorare soprattutto sull’aspetto della luminosità delle tavole e che deve ancora mettere a punto alcune cose. Però la cosa più importante è che il volto e le movenze di Tex sono convincenti.

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Brindisi, che appartiene alla stessa scuola, consentirà alla serie di presentarsi con una continuità stilistica che sembra poter essere una delle carte vincenti di questa operazione. A quanto pare, non ci saranno tanti Tex diversi, come è sempre stato da quando il successo del personaggio ha richiesto l’apporto di ulteriori disegnatori da affiancare a Galep. Questa volta ci sarà un solo Tex rappresentato in poche declinazioni non molto diverse tra loro.

Le copertine sono invece toccate a Maurizio Dotti, che ha dovuto affrontare una specie di selezione interna, misurandosi con un altro notevole candidato come Massimo Carnevale. La copertina del primo numero è particolarmente riuscita. La costruzione è tanto complessa quanto è semplice la sua leggibilità. Uno dopo l’altro, l’occhio del lettore scopre tre diversi piani apprezzabili sia nell’insieme che separatamente: il manifesto che annuncia la taglia di 500$ sul fuorilegge Tex, lo stesso Tex mascherato in posa con il suo cavallo Dinamite e la suggestiva Monument Valley. Mi convince meno quella del prossimo numero, che però trasuda di accattivante epicità.

Mi convince poco anche il frontespizio, dove compaiono i protagonisti buoni e cattivi di questo nuovo corso: Tex con Dinamite, Cochise, Kit Carson, Tesah, Mefisto e Montales. La composizione è piacevole, ma risulta disomogeneo il peso grafico dei diversi elementi: Tex è un po’ troppo piccolo, mentre gli altri personaggi non sono tra loro ben proporzionati.

Ai testi naturalmente troviamo Mauro Boselli, che colloca le nuove avventure nel 1858. Anche qui le notevoli attese non vanno deluse. L’avvio è lento e Tex non compare subito. All’inizio il protagonista è quel Coffin assai noto ai lettori, che insieme ad altri tre soci sta cercando il fuorilegge Willer per intascare la taglia. Queste prime pagine fanno preoccupare: Tex non si vede, le vignette scorrono e l’albo è “leggero”, con le sue 70 pagine “tutto compreso”. Poi però Tex arriva e il suo ingresso è suntuoso.

Non voglio anticipare troppo a chi lo deve ancora leggere, ma garantisco che c’è tutto: inseguimenti e sparatorie, agguati e cativerie, velocità e precisione di tiro, coraggio da vendere, istinto e ragione, tracce da seguire e pozzi nel deserto, pueblo abbandonati e bivacchi sotto le stelle. E poi l’amicizia e il rispetto di un Cochise giovane e le origini della bella Tesah, figlia di Orso Grigio. Il ritmo c’è, la trama si fa interessante e sale la voglia di leggere il prossimo numero. Sì. Questo è proprio il Tex che conosciamo, però giovane e quindi più semplice e irruente, ma avvincente come sempre e in qualche modo “nuovo”.

Ancora grazie alla conferenza di presentazione è possibile conoscere lo schema della serie, che si articolerà in puntate di almeno quattro albi, destinati in futuro a diventare volumi per le librerie (con copertine illustrate da Massimo Carnevale). Il numero di pagine inferiore al solito è stato motivato dalla indisponibilità di Boselli a garantire un impegno maggiore. Ci sta, la scrittura di Boselli (che oltre a Tex cura anche Dampyr) è meticolosa e mai improvvisata. Quindi un autore di questo calibro va tutelato.

Ma ci sono anche altre ragioni: tenere sotto controllo il prezzo contenendo le spese, non impegnare troppo il lettore e soprattutto non intaccare il ruolo guida del tradizionale Tex mensile, traino e architrave dell’intera casa editrice. Tex Willer è e deve rimanere un bel giocattolo che contribuisce a diversificare ulteriormente una produzione già molto ampia.

Le iniziative promozionali sono state facilitate dal clima celebrativo del settantesimo anniversario, rappresentato anche dall’accurata mostra “Tex 70 anni di un mito” curata da Gianni Bono e in corso a Milano. La mostra conta anche sulla partnership di RCS, che da un anno sta allegando al Corriere della Sera e alla Gazzetta dello Sport l’ennesima riedizione di alcune delle storie più celebri.

È stato inoltre realizzato un numero zero di Tex Willer abbinato agli ultimi albi mensili di Zagor e Tex. È stata infine realizzata una Wanted Box contenente alcune variant del primo numero, una ristampa anastatica della raccolta di strisce “Il fuorilegge” e l’ormai famoso avviso di taglia “Wanted” per 500$. Tra l’altro, è in corso un’iniziativa gestita dai distributori locali per mettere a disposizione quantitativi limitati sia del catalogo della mostra che dell’ormai ambita box (vedasi prezzi su eBay).

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Ricordo come era stato celebrato per la prima volta l’anniversario nel 1988. Si trattava del quarantesimo e fu realizzata anche allora una grande mostra intitolata “La ballata di Tex”, che fece tappa in diverse città italiane, tra cui Mantova, Cremona, Lucca, Roma e Milano, con ingresso di regola gratuito. Fu una grande operazione di promozione culturale, fondamentale e strategica anche per allungare la vita a un personaggio che negli anni Ottanta sembrava un po’ stantio e destinato a un lento declino. Invece, 30 anni dopo, è ancora tra noi, vispo e arzillo come non mai.

Sono però cambiati i tempi, e ce lo dicono anche queste nuove celebrazioni. Allora si presentò un Tex figlio del cinema americano e ormai consapevole delle sue radici culturali e mitiche. Oggi Tex celebra invece la sua storia di prodotto di successo e si presenta modernamente e necessariamente articolato come tale, provando a raccontarsi anche sui social.

Eppure il personaggio rimane realizzato con passione e con modalità prevalentemente artigianali. La casa editrice è una sorta di famiglia allargata, presidiata oggi da Davide Bonelli, dove accanto ai conti e ai piani commerciali c’è ancora spazio per l’arte e la poesia. L’arte sta nel gesto del segno, la poesia nella portata metaforica delle imprese raccontate.

Rimangono ancora tanti lettori che amano trascorrere una mezz’oretta di svago leggendo le storie di un eroe capace di raddrizzare i torti e di fare giustizia, cosa sempre così tanto difficile nella nostra cara Italia. Lunga vita a Tex!

Tex Willer n. 1
di Mauro Boselli e Roberto De Angelis
Sergio Bonelli Editore, novembre 2018
brossurato, 64 pp., b/n
3,20 €

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