Graphic Novel 5 motivi per leggere "Dove non sei tu" di Lorenzo Ghetti

5 motivi per leggere “Dove non sei tu” di Lorenzo Ghetti

bbb consiglia bilbolbul

Nella rubrica ‘BBB Consiglia’, ogni mese, il festival bolognese BilBOlbul seleziona un’opera a fumetti di particolare valore e interesse, offrendo una lista di buone ragioni per leggerlo. Questo mese parliamo di Dove non sei tu, graphicc novel di Lorenzo Ghetti pubblicato da Coconino Press.

Dove non sei tu Ghetti fumetto coconino

Lido è un ragazzo normale con una vita normale: va al liceo, ha un migliore amico, Reno, con cui passa i pomeriggi giocando ai videogiochi, gli piacciono i libri di fantascienza e i giochi di ruolo. Nel mondo di Lido esistono le tute ScOut, che permettono a chi le indossa di trovarsi fisicamente in qualsiasi luogo della Terra, senza muoversi da casa. Ma a lui non interessa viaggiare, la vita gli basta così com’è. Fino a quando non arriva Mobi, una nuova compagna di classe che sta per trasferirsi nel suo liceo da un’altra città e che, per non perdere le prime settimane di scuola, frequenta le lezioni usando una tuta ScOut. Costretto a ospitare Mobi – o meglio, la sua tuta –, Lido si ritrova con una coinquilina che è contemporaneamente a casa sua e lontana migliaia di chilometri.

1| La pagina: sperimentazione e leggibilità

Uno degli aspetti più interessanti della narrazione a fumetti di Lorenzo Ghetti è sempre stata la sperimentazione linguistica. Fin da quando pubblicava online TO BE continued, tra i pochi webcomic ad essere davvero pensati per sfruttare le potenzialità offerte dal supporto digitale, Ghetti sperimenta, e porta la sperimentazione ai limiti del gioco, senza scadere però nel manierismo formale né nell’arzigogolo fine a se stesso. Dove non sei tu non fa eccezione, a partire dal formato: un quadrato 21,5×21,5 con copertina bucata a simboleggiare, fin da “pagina 0”, che l’assenza sarà uno dei temi fondamentali del libro.

Aperto il volume, le pagine sottintendono una griglia da cinque per cinque spazi. Spazi che possono ospitare vignette oppure unirsi a creare riquadri più grandi, che possono contenere disegni sospesi nel vuoto o che, se riquadrati con bordi arrotondati, suggeriscono un diverso piano di realtà. All’interno di questa griglia al contempo rigidissima e mutevole il flusso della lettura si distorce e prosegue in direzioni mai prevedibili. Dove non sei tu è un fumetto che si legge da destra a sinistra, ma talvolta anche dall’alto verso il basso, o viceversa, o in diagonale… ma se ci si lascia trasportare non confonde, e guida silenziosamente il lettore ad esplorare pagine che non sono mai quello che ti aspetti.

Dove non sei tu Ghetti fumetto coconino

2| Un nuovo viaggio dell’eroe

Dove non sei tu può essere letto attraverso il classico filtro del “viaggio dell’eroe”: la struttura teorizzata da Campbell e Vogler può sembrare adatta principalmente alle storie d’avventura, quando invece è un meccanismo universale, valido anche per narrazioni di carattere sentimentale. Il graphic novel di Lorenzo Ghetti sfrutta infatti la classica ripartizione in tre atti, a partire da un evento che turba l’equilibrio iniziale, passando attraverso prove e perigli fino alla “caverna più recondita”, e concludendosi con la conquista di un nuovo e differente equilibrio.

Se la struttura è nota e ricorrente, compito del bravo autore sarà quello di rinnovarla ogni volta, e far sentire anche al lettore più smaliziato la tensione per quanto sta avvenendo: ce la farà l’eroe a superare l’ostacolo e “vincere” o perirà nel tentativo? Ce la farà Lido a conoscere davvero Mobi o la perderà per sempre?

3| Il pretesto della fantascienza

Dove non sei tu è un fumetto di fantascienza? Formalmente potremmo dire di sì, considerato che l’ambientazione è spostata da qualche parte in un futuro in cui esistono le tute Scout, sorta di scafandri a misura umana che permettono a chi le indossa di muoversi e agire in tempo reale a distanza pressoché infinita. 

Come ben sappiamo, la buona fantascienza è soprattutto un pretesto, il cui scopo è indagare sulla natura degli esseri umani e delle società. Non è necessario costruire ex-novo un universo a base di robot e navicelle spaziali, però: il genere, come ci ha insegnato recentemente il serial Black Mirror, può essere tanto più potente quanto più piccolo è lo scarto dalla realtà come la conosciamo. Se l’approccio di Black Mirror risulta distopico, mostrandoci le non troppo auspicabili conseguenze della tecnologizzazione delle comunicazioni, il mondo creato da Ghetti è più ottimistico: l’evoluzione scientifica di certo mette in discussione le relazioni umane e le costringe a ripensarsi, ma non le annulla, anzi emerge ancora più forte la necessità di conoscersi e superare le barriere fisiche e psicologiche tra le persone.

Dove non sei tu Ghetti fumetto coconino

4| Raccontare i sentimenti

Uno degli aspetti più delicati nel raccontare una storia di natura sentimentale sta proprio nello scegliere cosa mostrare con le immagini, cosa far dire ai protagonisti, e soprattutto cosa lasciare sottinteso o inespresso, cercando di evitare il rischio “telenovelas”. Il grado di complessità di Dove non sei tu vuole essere persino superiore, considerato che siamo in presenza di una narrazione che segue la nascita e lo sviluppo di una relazione amicale (che magari potrebbe evolvere in qualcosa d’altro?) tra un ragazzo e una ragazza, e che i due non possono agire in presenza l’uno dell’altro.

Ghetti guarda ai propri protagonisti con estrema delicatezza, rispettando i loro silenzi e timidezze: ne viene fuori un racconto in cui i sentimenti hanno un’evoluzione assolutamente naturale e realistica, e in cui l’escamotage narrativo delle tute ScOut diviene detonatore di situazioni e spunto per riflettere sull’essenza delle relazioni adolescenziali, fatte anche di ricerca e allo stesso tempo paura del contatto.

5| Un fumetto per adolescenti, fatto bene

Dove non sei tu è un fumetto per adolescenti senza essere “un fumetto per adolescenti”. I personaggi sono ragazzi e ragazze del liceo (di adulti ce ne sono pochi, e tutti figure marginali), i problemi che affrontano sono tipici di quell’età, e così il modo di gestire i sentimenti e vivere le relazioni. Ghetti è uno dei rarissimi autori capaci di raccontare l’adolescenza senza scadere nei soliti cliché dei prodotti young adult. Perciò il primo amore è un’esperienza totalizzante, ma è narrato senza toni sensazionalistici o gratuitamente drammatici; i dialoghi sono credibili, ma il linguaggio non rincorre un giovanilismo posticcio; si parla di un mondo in cui i rapporti sono mediati dalla tecnologia, ma senza retorica.

È davvero, nella migliore accezione possibile, un fumetto che possono leggere tutti: ragazzi e ragazze si proiettano nel rapporto tra i due protagonisti; gli adulti vengono trasportati subito a rivivere per un po’ un passato in cui ogni relazione è un piccolo terremoto. 

Leggi le prime pagine di Dove non sei tu

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