Le polemiche su un disegno di Poison Ivy rubato a DC Comics e messo online

Una illustrazione realizzata da Clay Mann per la copertina di Heroes in Crisis #7 è stata “rubata” a DC Comics e presentata ai fan in Rete, provocando diversi commenti negativi. L’immagine ritrae Poison Ivy, una delle antagoniste più famose di Batman, priva di vita, mentre dal polso un fiotto di sangue disegna la lettera “S”.Leggi anche: Le cose da sapere su “Heroes in Crisis”

heroes in crisis copertina poison ivy

Usando l’hashtag #SavePoisonIvy, sui social molti fanno hanno scritto per chiedere alla casa editrice e a Tom King – lo sceneggiatore dell’albo – di non far morire il personaggio. Alcuni di loro, inoltre, hanno mosso critiche al disegno in sé, additando la posa di Poison Ivy come particolarmente sensuale e poco adatta alle circostanze rappresentate, condannando l’oggettivazione sessuale del personaggio.

IGN ha parlato con un dipendente di DC Comics, il quale ha dichiarato che l’immagine non era ancora stata approvata e non era destinata al pubblico. Come sia finita online è al vaglio dell’editore. A sostegno di questo racconto dei fatti, DC ha poi diffuso attraverso i propri cataloghi un versione diversa del disegno, con una colorazione più cupa, segnalando che si tratta comunque di un’immagine provvisoria (con l’indicazione “not final art”).

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Le lamentele dei fan hanno spinto anche lo sceneggiatore Tom King a intervenire in modo perentorio, con un tweet in cui si legge: «Una copertina non ultimata di Heroes in Crisis #7 è finita online prima di passare per il consueto iter di approvazione da parte della DC. Non mi piaceva la copertina. Ho discusso con gli editori e loro sono d’accordo con le mie obiezioni. La copertina non sarà utilizzata. Grazie».

Non è la prima volta che negli Stati Uniti avvengono casi simili. Nel 2014 la copertina di Milo Manara per Spider-Woman #1 aveva suscitato clamori ben maggiori per la posa giudicata impropria del personaggio. Altrettanto era accaduto per la variant per Batgirl #44 nel 2015, che suggeriva l’ipotesi di uno stupro.

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