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La scena dei titoli di coda di “Spider-Man – Un nuovo universo”, spiegata

ATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER

Come ogni film di supereroi Marvel che si ripetti – anche se in questo caso animato – Spider-Man – Un nuovo universo ha una scena posta nel mezzo dei titoli di coda, subito dopo un doveroso omaggio a Stan Lee e Steve Ditko, i due creatori di Spider-Man scomparsi entrambi nel corso del 2018.

In tale scena, veniamo portati nel futuro per conoscere un’altra versione alternativa di Spider-Man, anche questa proveniente dai fumetti come le altre presenti nel film. Si tratta, nello specifico, di un personaggio appartenente a una linea di fumetti ambientati nel futuro dell’Universo Marvel, nell’anno 2099.

Leggi anche: Perché tutti parlano bene di “Spider-Man – Un nuovo universo”

spider-man un nuovo universo spider-man 2099

Marvel 2099

L’Universo Marvel del 2099 fu creato nel 1992 con il lancio di quattro testate mensili: Spider-Man 2099 di Peter David e Rick Leonardi, con la versione futuristica dell’Uomo Ragno; Ravage 2099, con un eroe inedito creato da Stan Lee per i disegni di Paul Ryan; Doom 2099 di John Francis Moore e Pat Broderick, con protagonista il Dottor Destino – il nemico dei Fantastici Quattro – arrivato nella Latveria del futuro; Punisher 2099, di Pat Mills, Tony Skinner e Tom Morgan.

A questi si aggiunsero in breve tempo altri personaggi come X-Men, Hulk e Ghost Rider. Si trattava perlopiù di versioni alternative degli eroi classici con lo stesso nome, rispettose delle caratteristiche di base ma arricchite da elementi distintivi (in alcuni casi più riuscite che in altre). In questo futuro distopico dall’ispirazione cyberpunk, l’intero Nordamerica era controllato da grandi corporazioni, tra le quali spiccava la Alchemax, che controllava New York (ora diventata Nueva York).

L’universo narrativo del 2099 raggiunse in breve tempo la sua massima espansione, per poi iniziare un lento declino che l’avrebbe portato a scomparire del tutto nel 1998. Alcuni personaggi, però, avrebbero continuato a riapparire saltuariamente sugli altri fumetti di Marvel Comics. Tra questi, soprattutto Spider-Man 2099.

Spider-Man 2099

Spider-Man 2099 è in realtà Miguel O’Hara, giovane scienziato di origine meticcia (suo padre è irlandese, sua madre messicana) che risiede a Nueva York e lavora alla Alchemax. Quando Miguel decide di lasciare il posto di lavoro per dissidi sui propri esperimenti sulle mutazioni genetiche, il suo boss Tyler Stone gli somministra di nascosto una droga chiamata Rapture – che produce una forte dipendenza –, sintetizzata esclusivamente dall’azienda, per costringerlo a restare con loro.

Miguel decide allora di utilizzare un macchinario ideato da lui stesso, con il quale è possibile sovrimporre il DNA di un animale o di altri esseri umani su qualsiasi essere vivente. Il ragazzo vuole utilizzare il suo stesso DNA, digitalizzato prima della somministrazione del Rapture, per provare a “disintossicarsi”. Un collega invidiosa sabota però l’esperimento, e Miguel si ritrova invece con il proprio DNA mescolato a quello di un ragno.

I poteri

Spider-Man 2099 ha perlopiù gli stessi poteri dell’Uomo Ragno del presente – forza, agilità e velocità proporzionali a quelle di un ragno e capacità di aderire alle pareti – ma senza il senso di ragno che avverte Peter Parker dei pericoli.

In più, possiede artigli retrattili a mani e piedi e canini acuminati con i quali può paralizzare temporaneamente gli avversari, mordendoli. Miguel è poi dotato di una “visione accelerata” che gli permette di avere riflessi e agilità superiori a quelli dello Spider-Man del presente. Le sue ragnatele inoltre sono organiche e sono prodotte da ghiandole presenti negli avambracci, che aziona contraendo i muscoli del dorso delle mani.

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Lyla

Al fianco di Miguel O’Hara, nel film, appare anche Lyla, una intelligenza artificiale che fa da maggiordomo/segretaria di Miguel O’Hara. Lyla si manifesta sotto forma di ologramma, programmato per assomigliare a Marilyn Monroe.

Lo Spider-Man animato

Nella scena finale del film, Spider-Man 2099 finisce in una dimensione in 2D, la realtà dell’Uomo Ragno della serie animata del 1967, quella con la classica sigla che recita «Spider-Man, Spider-Man, does whatever a spider can» e che è stata reintepretata persino dai Ramones.

Miguel piomba in particolare all’interno di uno specifico episodio della serie, il trentaduesimo, intitolato “Doppia identità”, nel quale un attore commette dei crimini fingendosi Spider-Man.

Il momento in cui Miguel arriva in scena è quello clou dell’episodio, in cui ci sono due Spider-Man che si stanno indicando a vicenda, una situazione che è stata trasformata anche in un famoso meme. Non è chiaro perché Spider-Man 2099 sia finito proprio in quel punto, ma è probabile che questo possa avere conseguenze sul già annunciato sequel di Un nuovo universo.

Leggi anche: Tutti i volti di Spider-Man in un’infografica

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