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Tiziano Sclavi: «Tra me e la Bonelli le cose non vanno affatto bene»

tiziano sclavi bonelli

Tiziano Sclavi, creatore di Dylan Dog e romanziere, è stato intervistato sulle pagine del settimanale il Venerdì di Repubblica a proposito del suo graphic novel Le voci dell’acqua, in uscita il 10 gennaio 2019 per Feltrinelli Comics.

Il libro, disegnato da Werther Dell’Edera, segna un punto importante nella carriera di Sclavi, essendo il suo primo graphic novel. Le voci dell’acqua narra le vicende di Stravos, un uomo che si muove in una città oscura e inquietante, tormentato da misteriose voci. Forse si tratta dei segni della sua pazzia. O forse di una pazzia più grande, collettiva, che contagia tutti i personaggi che lo circondano.

Raccontando del libro, l’autore si schernisce delle dimensioni del suo nome in copertina:

«[…] è scritto troppo grande. Neanche Vonnegut, per dire un altro autore Feltrinelli, ce l’ha così grosso.»

tiziano sclavi le voci dell'acqua feltrinelli
La copertina del graphic novel Le voci dell’acqua

Nel corso dell’intervista il giornalista Luca Valtorta ha interrogato Sclavi sui suoi attuali progetti. L’autore ha ribadito, come noto da oltre due anni, di essere impegnato nella scrittura della miniserie Bonelli I racconti di domani, ambientata nell’universo di Dylan Dog. Tuttavia ha aggiunto anche alcune considerazioni più generali sull’andamento della casa editrice milanese. In questo passaggio Sclavi ha espresso giudizi piuttosto duri sulla filosofia di Bonelli Editore e, in particolare, sul suo attuale rapporto con essa:

«Devo scrivere ancora due numeri di una miniserie di sei che si chiama I racconti di domani. Ma tra me e la Bonelli, a cui è destinata, le cose non vanno affatto bene. I nostri attuali rapporti provocano malessere e insoddisfazione. La filosofia della casa editrice non è più quella di una volta, e mi dispiace molto. Ma è un problema mio personale. Spero che tutto si risolva in modo soddisfacente per entrambi. Però attualmente chissà perché mi viene in mentre Brancaleone: “Un solo grido, un solo idioma, scapùma“.»

Sebbene da queste parole emerga un punto di vista cupo e preoccupato – che non mancherà di suscitare polemiche – verso la casa editrice di via Buonarroti, Sclavi ha espresso il proprio apprezzamento per l’attuale direzione editoriale delle testate dylandoghiane:

«Il nuovo corso [di Dylan Dog] vuol dire Roberto Recchioni, che è uno dei pochissimi grandi autori di oggi. Certo che mi piace!»

In merito alle sue letture recenti, Sclavi ha infine ribadito una certa distanza dal fumetto, nonostante abbia espresso stima per alcuni autori:

«Ne leggo pochissimi [di fumetti], confesso. Tra gli autori che mi piacciono e di cui ho gli ultimi libri da leggere ci sono Zerocalcare e Ortolani.»

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