Comics Il talento di Javier Rodríguez, esiliato da Marvel su "Exiles"

Il talento di Javier Rodríguez, esiliato da Marvel su “Exiles”

Javier Rodríguez è il segreto meglio custodito della Marvel? Forse sì, ma viene da chiedersi il perché. Com’è possibile che un disegnatore di questa tecnica, dettaglio e fantasia finisca da anni relegato su serie commercialmente di seconda fascia e spesso dalla vita breve come Spider-Woman, Doctor Strange and the Sorcerers Supreme e ora Exiles?

exiles Javier Rodriguez marvel fumetto

Non che siano brutte serie – perché appunto le sue matite bastano a nobilitarle e hanno avuto anche scrittori interessanti come Dennis Hopeless per Spider-Woman e Saladin Ahmed per Exiles – ma è davvero difficile capacitarsi di questa insistenza a relegarlo su progetti del genere, senza dargli almeno qualche numero autonomo o Annual di testate con più lettori. Soprattutto considerando il livello medio delle matite sulle testate più seguite, vien quasi da pensare che secondo la Marvel un disegnatore così sia troppo bravo e originale per il grande pubblico.

Ragion per cui parliamo di Exiles, serie appena conclusasi con il numero 12 e gradevole non tanto per la trama, che per questo gruppo è da sempre un pretesto di supercazzole tecno-dimensionali, quanto per la curiosa commistione di personaggi.

Se al centro di tutto abbiamo Blink, intorno a lei arrivano figure più interessanti come una versione di Iron Lad troppo timida e bullizzata persino per raggiungere gli Young Avengers, o una Kamala Khan che in un futuro apocalittico è una sorta di Cable che, armata pesantemente, lotta per la sopravvivenza però degli Inumani braccati proprio dai mutanti.

C’è poi la Valchiria ispirata a Thor: Ragnarok: rimasta sola a difendere Asgard, non ha perso il buon umore e flirta con altre donne, su tutte Becky Barnes, la spalla della Capitan America Peggy Carter – che oltretutto è inglese. Più avanti arriva anche una versione pistolero del far west di Black Panther, ma il personaggio più folle e originale è sicuramente Wolvie, il piccolo Wolverine di un mondo da cartoon per bambini dove gli X-Men passano il tempo a giocare e se litigano con Lil Magneto è solo per le torte. 

exiles wolvie Javier Rodriguez

Indistruttibile come ogni personaggio di un cartoon, Wolvie non sa combattere e non sa nemmeno cosa voglia dire morire: la sua prospettiva infantile di fronte agli eventi tragici e improbabili della serie è una sorta di toccasana, oltre che un’incursione stilistica insolita, visto che il suo design grafico risponde a codici del tutto diversi da quelli degli altri personaggi.

Saladin Ahmed mette al centro della trama l’Unseen – ossia il fu Nick Fury che da Original Sin ha sostituito l’Osservatore Uatu sulla Luna – e una banda di Osservatori ribelli, oltre a una minaccia che divora intere dimensioni. Tutto questo permette a Javier Rodríguez di sbizzarrirsi nel disegnare splash page psichedeliche per la moltiplicazione delle coppie dimensionali dei protagonisti – e dei loro pugni – o di usare, come nell’ultimo numero, le anatomie dei personaggi come layout delle vignette che raccontano la loro prigionia.

exiles unseen Javier Rodríguez marvel fumetto

Inoltre il disegnatore ha modo di divertirsi a reinventare personaggi come una Cosa in versione pirata, un Dottor Destino in versione califfo e soprattutto un Fenomeno in versione nave da guerra. Perché una serie del genere, che vive di scenari fantastici, possa funzionare serve saper dare vita ai mondi visitati dai personaggi, e Javier Rodríguez ci mette un gran dettaglio sia negli ambienti sia nelle figure umane, che a volte sono vere e proprie folle, tanto da ricordare in queste scene maestri come Alan Davis.

Rodríguez, che iniziò a lavorare negli Stati Uniti come colorista al fianco di Marcos Martin sulle testate DC e sul Daredevil di Waid, su Exiles viene affiancato dall’inchiostratore Álvaro López e da vari coloristi come Jordie Bellaire, Chris O’Halloran, Muntsa Vicente e pure da se stesso nel numero 5 della serie. Lo sostituiscono per due numeri Rod Reis (con qualche pagina di Lee Ferguson) e per un episodio Joe Quinones, ma in totale 9 numeri su 12 sono tutti di Rodríguez e sono di livello decisamente più alto.

Si auspica che il disegnatore segua presto Ahmed su Miles Morales Spider-Man o su Ms. Marvel, o comunque arrivi su altre serie che gli diano la visibilità che merita per farlo esplodere definitivamente.

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