Si sta tenendo a Modena presso la Galleria Civica (Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103) la mostra Ad Reinhardt. Arte + Satira a cura di Diana Baldon.

L’artista americano Ad Reinhardt (New York, 1913-1967), viene presentato per la prima volta in un’istituzione italiana con un aspetto ancora poco studiato del suo lavoro: l’artista infatti è noto principalmente come pittore astratto per i suoi black paintings, tele minimaliste venerate da un nutrito gruppo di artisti più giovani tra cui Sol LeWitt, Frank Stella e Joseph Kosuth. Questa esposizione raccoglie invece oltre 250 opere tra fumetti a sfondo politico e vignette satiriche selezionati dagli archivi dell’Estate of Ad Reinhardt di New York. I lavori su carta sono accompagnati da una proiezione di diapositive scattate dall’artista in 35mm e ora digitalizzate, nonché da un considerevole numero di diari di viaggio, schizzi e pamphlet.

La mostra ha inaugurato il 9 marzo e si terrà fino al 20 maggio, ai seguenti orari, con ingresso gratuito: da mercoledì a venerdì 10.30-13.00; 16.00-19.00sabato, domenica e festivi 10.30-19.00lunedì e martedì chiuso

Di seguito, una selezione dei lavori presenti in mostra.


Ad Reinhardt. Arte + Satira
 è realizzata in collaborazione con Ad Reinhardt Foundation, New York, e Mudam Luxembourg, e con un ringraziamento particolare a David Zwirner, New York/London/Hong Kong.

Reinhardt creò più di 3.000 vignette satiriche e illustrazioni per copertine che apparvero su numerose pubblicazioni americane. Si ricordano i periodici New Masses, The Student Advocate e The Fight Against War and Fascism; svariate riviste tra cui Glamour, Listen e Ice Cream Field; nonché annuari di baseball e The Races of Mankind, pamphlet anti-razzista che vendette più di un milione di copie. Più notoriamente, Reinhardt lavorò nello staff artistico della redazione del quotidiano PM a partire dal 1943, realizzando le caratteristiche vignette-collage che uniscono elementi disegnati a mano a ritagli da libri di seconda mano, una tecnica inusuale mai apparsa prima sui quotidiani.

Dopo aver studiato e insegnato Storia dell’Arte per gran parte della sua vita, nel 1958 l’artista dichiarò: “Non credo nell’originalità. Io credo nella Storia dell’Arte”. Tale dichiarazione è comprovata nella sua serie di vignette sull’arte ampiamente omaggiata e riproposta, intitolata How to Look. La celebre serie apparve a pagina intera nell’edizione domenicale di PM nel corso del 1946 e fu utilizzata dall’artista come piattaforma per difendere in modo adamantino lo sviluppo e la comprensione dell’arte astratta in America. Il fumetto presenta un approccio didattico nel quale Reinhardt ironizza sul ruolo dell’intrattenitore pronto a spiegare tutto e che non era diretto unicamente ai lettori ma anche ai colleghi artisti. Dopo essersi assicurato una cattedra al Brooklyn College nel 1947, Reinhardt pubblicò occasionalmente altre vignette sull’arte nei periodici ARTnews, trans/formation e Art d’aujourd’hui, dove espresse le sue taglienti osservazioni satiriche sul mondo dell’arte contemporanea del tempo.