Recensioni Classic Il ritorno di Barnaby

Il ritorno di Barnaby

Dopo una lavorazione durata tre anni, finalmente ci siamo: il primo volume della ristampa integrale di Barnaby è sugli scaffali (americani) da qualche settimana. Non un fumetto qualsiasi (come abbiamo raccontato qui). E non una ristampa qualsiasi, dunque.

A più di settantanni dalla prima apparizione, questo volume, che si unisce alla ripubblicazione dei grandi capolavori delle strisce americane come il Topolino di Gottfredson o i Peanuts di Schulz, è un altro passo nel percorso intrapreso negli ultimi anni da Fantagraphics, l’editore di Seattle che sta puntando con più convinzione e progettualità alla riproposizione di classici noti, meno noti, o semidimenticati. Come Barnaby, appunto..

barnaby cover

Questa edizione integrale si propone di pubblicare tutte le strisce giornaliere che vanno dal 1942 al 1952. Il primo tomo, uscito da un paio di mesi, raccoglie le prime due annate, dal 1942 al 1950. Co-editato da Eric Reynolds, associate publisher della casa editrice e da Phil Neil, biografo di Crockett Johnson, e con un progetto grafico curato nientepopodimenoche dal fumettista Daniel Clowes, questo volume risponde a una volontà precisa: riportare a conoscenza delle nuove generazioni di lettori quella che Chris Ware, nell’introduzione, non esita a definire “l’ultima grande striscia a fumetti”.

Barnaby cominciò le pubblicazioni nell’aprile 1942, sul quotidiano di sinistra PM. La striscia racconta le vicende di un bambino di cinque anni chiamato Barnaby e del suo fatato padrino Jackeen J. O’Malley. O’Malley, però, è ben diverso dal tipico protettore immaginario: fuma il sigaro, veste un cappotto, parla un sacco e i suoi espedienti magici sembrano limitarsi a piccole apparizioni e a conoscenze di altri strani esseri che popolano il mondo immaginario del bambino. Il fato padrino appare come un rude detective privato degli anni Cinquanta, ma il suo affetto e interesse per Barnaby sono sinceri: nella sequenza dal 3 al 6 agosto 1942 O’Malley salva Barnaby da un brutto incubo in cui il bambino stava per essere catturato da un orco, solo per poi vantarsene; nelle strisce del gennaio 1943, quando la storia si svolge attorno a una casa stregata, O’Malley, pur pavoneggiandosi, scorta Barnaby e la sua amica proteggendoli goffamente.

All’epoca il fumetto fu tra i più apprezzati dalla critica, e fra i suoi lettori ci furono musicisti come Duke Ellington, o scrittori come Dorothy Parker. Nonostante tutto, però, Barnaby rimase una striscia poco venduta: all’apice del suo successo fu pubblicata “solo” su 64 giornali. Per fare un paragone, Dick Tracy negli anni Cinquanta e Sessanta veniva pubblicata su oltre 250 quotidiani.

Col suo bilanciato mix di fantasia, politica e sottile ironia, capace di evidenziare le diversità fra il mondo degli adulti e dei bambini, Barnaby è ancora oggi un cult, uno di quei piccoli ‘segreti’ venerati tra i fumettòfili dal palato più fine (fra cui un’ampia schiera di autori, da Igort a Seth). Il suo segno, caratterizzato da un tratto minimalista affine alla linea chiara francese o alla scuola del New Yorker, e da un lettering reso col carattere tipografico futura, rimane tutt’oggi uno dei migliori esempi della sintesi nel fumetto degli anni Quaranta e Cinquanta, accanto a Otto Soglow. Stampato in formato orizzontale con due strisce per pagina, il volume rispecchia gli alti standard a cui l’editore ci ha abituato: disegni restaurati uno per uno, carta spessa, resa del tratto e della grafica ineccepibile.

Arricchito da una introduzione di Chris Ware, un lungo saggio del critico fumettistico Jeet Heer e da una disamina storica di Phil Neil sulla genesi del fumetto, il volume comprende anche scansioni di materiale dell’epoca come un commento entusiastico di una fan d’eccezione: Dorothy Parker. Inoltre, sono presentate alcune lettere di Johnson, diverse (splendide) pubblicità della striscia e alcune rare foto dell’autore.

Lo ammettiamo. Per noi Barnaby è una delle riedizioni dell’anno. Con annessa una piccola sorpresa, che non ci aspettavamo: l’editore lo ha reso disponibile anche in versione digitale. Potenza della stilizzazione di Crockett Johnson, che a distanza di 70 anni resiste – come pochi – al piacere di una lettura anche su tablet e smartphone.

Barnaby Vol. 1
di Crockett Johnson
Fantagraphics Books, 2013
320 pagine, $35.00

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