Recensioni Classic Il ritorno del diavolo buono

Il ritorno del diavolo buono

Che sia giunto il momento del ritorno in grande stile, per Geppo? Dopo l’edizione amatoriale Geppo inferno 2000 del 2011, e dopo il surreale tumblr “Geppo Lindo Ferretti” – di cui abbiamo parlato qua – il diavolo buono torna finalmente nelle librerie con un’antologia pubblicata da Lineachiara, l’etichetta di RW Edizioni dedicata al fumetto europeo e sudamericano. Nelle intenzioni dei curatori è il primo volume della collana Sorrisi di china, destinata a riproporre i grandi personaggi del fumetto umoristico italiano.

Geppo 1 - cover

Il libro si apre con un’interessante articolo di Luca Boschi che indaga le origini segrete del personaggio. Scopriamo così che Geppo ha più padri: Luciano Bottaro, Attilio Mazzanti, Giulio Chierchini, e soprattutto Giovan Battista Carpi, autore della prima avventura, datata agosto 1955.

Il tratto del futuro maestro disneyano è ancora acerbo, e le fisionomie di protagonista e comprimari sono destinate a cambiare negli anni seguenti, quando Carpi abbandonerà il personaggio per affidarlo ad altri disegnatori. Il testimone passa quindi a Luciano Gatto, poi a Pier Luigi Sangalli, Alberico Motta e Sandro Dossi. Ogni autore viene presentato prima in una breve scheda biografica e poi con un paio di storie, pubblicate in bianco e nero perché riprodotte direttamente dalle tavole originali.

Chi si avvicinasse per la prima volta, con questo volume, a Geppo e al suo mondo non si aspetti di trovare storie di stampo disneyano. Per quanto possa suonare strano, quello che sorprende sempre nella lettura dei fumetti dell’editore Bianconi è la loro lontananza dalla comicità edulcorata tipica di Topolino & company: umorismo nero, comicità fisica e a volte violenta, satira, riferimenti all’attualità, al costume, alla politica e alla religione sono frequenti e ricercati con attenzione dagli autori.

Il piccolo gioiello del volume, in questo senso, è l’episodio “Adamo ed Eva” di Alberico Motta e Sandro Dossi, in cui gli autori reinterpretano addirittura il passo biblico della cacciata dall’Eden. All’origine del mondo, quando l’inferno è ancora vuoto e i diavoli si annoiano, Satana manda il serpente Salvatore a tentare Adamo ed Eva, mentre Geppo, agendo di nascosto al suo superiore, cerca inutilmente di metterli in guardia. Il codino comico, obbligatorio, non riscatta però la sconfitta del protagonista, che non riuscirà a salvare l’umanità dal peccato originale.

Una nota, infine, sulle copertine. Ne esistono due versioni, la variant di Leo Ortolani dedicata a Fiammetta, la fidanzata di Geppo, e la regular. Purtroppo quest’ultima risulta poco incisiva a causa della scelta di utilizzare un’immagine di Giovan Battista Carpi: il suo Geppo non ha infatti la fisionomia con cui è più conosciuto (volto tondo, papillon e pantaloncini a righe), introdotta anni dopo da Sandro Dossi, il disegnatore che più di tutti è legato al personaggio. Una scelta in quel senso sarebbe stata di certo più rappresentativa, e quindi preferibile.

Il buon diavolo Geppo
di autori vari
Lineachiara – RW edizioni, 2013
192 pagine, € 11.95

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