Rubriche #tavolidadisegno Nello studio di Leomacs

Nello studio di Leomacs

Questa settimana, per la rubrica #tavolidadisegno, siamo entrati nello studio di Leomacs. Al solito, abbiamo fatto cinque domande e l’autore ha scattato per noi parecchie foto.

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A cosa stai lavorando questo periodo?

Sto lavorando ad una storia di Tex scritta da Gianfranco Manfredi che dovrei terminare in Primavera.
A questo vanno aggiunti un paio di progetti supersegretissimi di lungo termine e gli oramai consueti impegni come insegnante alla Scuola Romana dei Fumetti.

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Quali strumenti usi per disegnare?

Lavoro prevalentemente (e da troppo tempo) in bianco e nero, china su carta (Schoeller, liscia e ruvida).
Uso strumenti tradizionali come matita, pennino, pennello, gomme, taglierino, spugne, lamette e correttori. Uso Photoshop per ritocchi, correzioni e ulteriori pulizie della tavola. Ultimamente sto anche disegnando in digitale per provare ad integrare questo metodo nella mia striminzita produzione a fumetti.

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Hai qualche abitudine prima di metterti al lavoro?

La giornata lavorativa deve necessariamente iniziare con una robusta dose di caffè. Poi ci deve essere l’informazione radiofonica fino alle prime ore del pomeriggio. Dal pomeriggio in poi, ascolto podcast radiofonici di vario genere (che archivio compulsivamente) e musica sui vari supporti disponibili. Negli ultimi anni lavoro quasi esclusivamente con la luce del giorno.

L03

Ci sono libri o fumetti che devono essere a portata di mano?

Adopero tutto quello che mi può aiutare nel disegnare il western di Tex, che poi è praticamente la mia occupazione a tempo pieno:
Film, libri, riviste, archivi fotografici, cineromanzi, fotocopie di vecchi cataloghi d’epoca, manuali ecc ecc. Se però devo pensare a qualcosa di imprescindibile penso ai fumetti. Direi che oltre i classici, come il Blueberry di Giraud,il Comanche di Hermann, il Bouncer di Boucq, Tex, Ken Parker, Magico Vento e La Storia del West, non possono mancare il Gus di Blain e il Green Manor di Bodart (che non è un western, però…). Insomma, non è quella che si direbbe una biblioteca essenziale.

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Non posso non chiederti il significato degli oggetti custoditi in cassaforte!

In questa casa dove abito con la mia compagna abbiamo trovato una cassaforte nel muro. La cassaforte in casa è una roba che mi ha sempre affascinato anche se non saprei spiegarne bene il perché. Forse mi ricorda quella che avevano i miei nonni, che però era diversissima; una roba gigantesca e pesantissima incastonata nel muro che manco a Fort Knox. Ci abbiamo messo dentro delle strane reliquie, tipo dei calchi dentari fatti per un vecchio incidente e delle bigiotterie varie di plastica. A me è venuto d’istinto di metterci la mia Beretta ad aria compressa. Non chiedetemi il perchè.

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