Rubriche #tavolidadisegno Nello studio di Davide Toffolo

Nello studio di Davide Toffolo

Questa settimana, per la rubrica #tavolidadisegno, siamo entrati nello studio di Davide Toffolo.  Al solito, abbiamo fatto cinque domande e abbiamo scattato parecchie foto.

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Parliamo di quello a cui hai lavorato ultimamente. E’ in uscita il tuo nuovo graphic novel, dal titolo addirittura “epifanico” direi: “Graphic novel is dead”. Di cosa si tratta?

E’ la storia di una rock star, che sono io, e del suo uccello. Tutto vero. L’ uccello è un pappagallo domestico. E’ una specie di commedia, con una coppia comica nuova. Io, Eltofo e Pepito, il mio pappagallo. L’ idea è nata all’inizio dell’anno (2013). Avevo già capito che sarebbe stato un anno speciale, in cui avrei vissuto una crescita della mia dimensione pubblica. Per questo motivo ho pensato ad un lavoro che parlasse di me, un libro che raccontasse il quotidiano di una vita speciale, la mia. Era giusto farlo con un editore nuovo per me, così ho immaginato Rizzoli-Lizard. Simone (Romani, ndr) ha capito subito quello che volevo fare ed è nato “Graphic novel is dead”.

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Quali strumenti usi per disegnare? Che tecniche utilizzi?

Pochi strumenti molto semplici, l’essenziale: il mio kit di sopravvivenza è composto da pennello (sintetico n° 3-5), china (uso quella tradizionale che però trovo con sempre maggiore difficoltà) e bianchetto e fogli di carta (in questo periodo adoro la carta sottile. E’ più veloce del cartoncino che ho usato in precedenza.) Poi la matita, la gomma classica. Spesso utilizzo la penna per disegnare. O il pennarello ma l’attrezzo che determina il mio segno è il pennello. Ogni volta che inizio un libro nuovo lo faccio su un finto libro, grande uguale a come verrà il libro stampato – faccio tutti i mie pensieri e le prove di impaginazione. Comincio dalla forma, perché il fumetto è un oggetto, una forma. Poi se parliamo di Graphic novel is dead, questa volta ho voluto fortemente fare un libro a colori. Ogni sequenza, ogni pagina ha una su logica e un suo tempo narrativo, così per aumentare questo effetto ho usato tecniche diverse, dalle matite al computer all’acquerello. La colorazione l’ho progettata e l’ho realizzata assieme ad un grande artista che è anche un mio amico che si chiama Alessandro Baronciani. Nel suo studio-casa a Pesaro.

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Esiste una routine lavorativa per un fumettista/musicista/rockstar?

Dalla routine lavorativa sono sempre scappato. Sono inquieto, per questo i miei libri sono tutti diversi. Comunque disegno sempre, perché così sono fatti i disegnatori di fumetti. Se sono in tour disegno in albergo. Chiaramente disegnare nei trasferimenti è più difficile perché dentro il furgone non è facile tenere la penna in mano – soprattutto se guidi! – (ridiamo ndr) però ci sono dei momenti nei quali se hai voglia lo puoi fare. Quest’anno ho fatto 90 concerti. Tantissimi chilometri. Questo libro è nato proprio in tour, con me in movimento. Molti dei miei libri sono stati libri di viaggio – per andare a cercare Pasolini piuttosto che il Gorilla Bianco – ma questa volta il gorilla ero proprio io! L’oggetto della ricerca ero io stesso.

Diciamo che non ho un posto in cui mi sveglio la mattina e lavoro tutto il giorno perché da tanti anni ho deciso di essere uno zingaro, ma questo che vedi è il posto in cui ho fatto tutti i miei libri. Quando torno dai vari tour e viaggi generalmente la finalizzazione del lavoro avviene in questo spazio che è la mia casa e anche il mio laboratorio e se vogliamo anche la mia “fortezza della solitudine”- come il rifugio segreto di Superman, tra i ghiacci, dove sono custoditi i suoi ricordi di bambino, chi erano i suoi genitori, la civiltà dalla quale proveniva. Per me è lo stesso, io qui ho i ricordi della civiltà da dove provengo, che è la civiltà del fumetto. Trovi tutto dentro al libro nuovo!

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Capitolo letture. Quali sono i fumetti che hai letto quest’anno e i libri?

Per quanto riguarda i fumetti dell’ultimo periodo ho letto tutto Mike Allred, è stato veramente l’autore che mi ha entusiasmato di più e il lavoro che sta facendo sui “Fantastici Quattro” è incredibile. Poi in generale quest’anno le mie letture vere sono state supereroi e manga, insieme ad “Adventure Time”. Tra i libri è stato fondamentale “Come funziona la musica”. di David Byrne. Trovi tutto dentro al libro nuovo!

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Guardandomi intorno riconosco tra i tuoi oggetti alcune guest star che appaiono nel tuo libro, tutti personaggi particolari, sbaglio?

Allora c’è il mio oracolo personale, Andy Kaufman, (questo è un libro fantastico su di lui che mi hanno regalato) poi un ritratto di Charles Darwin, poi un mio disegno di un grande amico anche lui tra le pagine del libro cioè el fu Señor Tonto (oggi D.J. E. Sist) e infine quella è una foto che mio papà ha scelto per la sua tomba, Anche lui è tra i personaggi di “Graphic novel is dead”. Ma pensando a qualcosa di veramente particolare che ho ritrovato di recente riguardo la mia famiglia, vorrei mostrarti qualcosa. Sono questi video, che mi ha mandato un signore tedesco, amico di famiglia. Siamo alla metà degli anni Settanta e ci siamo tutti: mia madre, mio padre io e mio fratello. Qui in vacanza al mare “Caorle 1976 Fam Toffolo” e qui a Pordenone, “Pordenone 1975“.

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