Un italiano a (452 km da) Parigi. E alla sua prima Angoulême

Arrivo ad Angoulême a pezzi. Il viaggio è stato molto lungo e troppo spossante, tra strade poco illuminate e autogrill labirintici in cui diventa un’impresa anche capire dove comprare il caffè.

Un'installazione dedicata a Mafalda
Un’installazione dedicata a Mafalda

Ma poi finalmente sei lì, e l’impatto… non è granché. Almeno all’inizio. Angoulême è apparentemente una comune, quasi anonima cittadina francese di 41.000 abitanti. Con il non indifferente vantaggio di ospitare uno dei più importanti festival fumettistici internazionali. E “internazionale” è la parola chiave, tanto nel festival vero e proprio quanto in tutto quello che ci gira intorno.

Per farsi conquistare dall’atmosfera di Angoulême basta entrare in uno dei suoi locali, con le palpebre ormai cadenti ma la ferma volontà di farti la prima birra in terra francese. Entri in un posto a caso, nella fattispecie il bar “Le Chat Noir”, magari attirato dall’insegna, e tempo dieci secondi ti rendi conto di essere circondato da voci di Paesi diversi ad ogni angolo.

Ordino affiancato da due tedeschi al bancone, mi siedo e sento una tavolata che parla in quello che potrebbe essere olandese, giro lo sguardo e un tipo seduto si alza per fare i complimenti, in inglese, ad un tale appena entrato nel locale. E così ti ritrovi a fare con i tuoi compagni di viaggio un simpatico giochino: immaginare carriere fumettistiche e stili di vita delle facce e delle voci che ti stanno attorno.

Anche il fumetto indie attira le masse, ad
Anche il fumetto indie attira le masse, ad Angoulême

Il giorno dopo si inizia con il vero motivo per cui sei arrivato in questo angolo – abbastanza sperduto – di mondo: il Festival International de la Bande Dessinée, 41° edizione! E partiamo dal padiglione Nouveau Monde (Nuovo Mondo), dedicato al fumetto indipendente, fanzinaro, autoprodotto. Non sono un esperto di queste produzioni, ma mi sorprendo a desiderare di leggere tanto di quello che vedo esposto, non solo in francese, ma anche in tedesco, norvegese, svedese e persino italiano. Ci vuole poco a realizzare che diversi paesi – nei quali quasi non pensavi esistessero i fumetti – hanno molte produzioni graficamente interessanti e curatissime anche dal punto di vista della fattura tecnica. In quello stesso padiglione, fanno pure capolino un paio di chicche per il visitatore nostrano, come le ristampe degli italianissimi Jacovitti e Bottaro, Oltralpe veri e propri piccoli cult.

Pinocchio secondo Jacovitti: assente in edizione italiana da decenni. Ma qui siamo in Francia...
Pinocchio secondo Jacovitti: assente in edizione italiana da decenni. Ma qui siamo in Francia…

Complice l’afflusso ancora non esagerato (è pur sempre solo venerdì) è facile anche fare due chiacchiere con gli espositori, almeno quelli che parlano inglese (quindi non quelli francesi…).
La presenza straniera, d’altro canto, non si limita al Nouveau Monde: il padiglione Little Asia è infatti dedicato alle produzioni orientali, non solo manga ma anche opere coreane e taiwanesi. L’idea degli espositori è quella di far conoscere la cultura del proprio Paese attraverso il fumetto, con tanto di gentili hostess prodighe di sorrisi, anche se non di volumi tradotti in lingue (almeno un po’) comprensibili.

Gli angusti spazi del Monde des Bulles
Gli angusti spazi del Monde des Bulles

I due enormi padiglioni denominati Monde des Bulles (Mondo delle nuvolette) sono invece dedicati agli editori principali, ovvero ai colossi come Dargaud e Casterman. Se il proprio ideale di fumetteria è un antro disordinato, e l’acquisto-tipo presuppone lo spulciare tra polverosi scaffali per almeno mezz’ora, il Monde des Bulles non è il posto migliore per lo shopping. I principi ispiratori del padiglione sono i medesimi che si possono ritrovare in tante fumetterie francesi: ordine e razionalità. Ogni stand è un fornitissimo bookshop dell’editore, con volumi ordinatamente disposti su scaffali e reperibili in un istante e grande risalto per le novità e per i volumi in concorso per la Compétition Officielle, segnalati con appositi adesivi. La presenza degli autori ospiti degli stand provoca code lunghe, ma anche’esse ordinate come gli stand.

Para BD: trovate le differenze con una fiera italiana...
Para BD: trovate le differenze con una fiera italiana…

Fumetterie e gadget sono invece concentrati in un altro padiglione, denominato Para BD (para-fumetto), la sezione che più di tutte si avvicina, almeno esteticamente, a una fiera italiana. In giro tra gli stand ci sono parecchie scolaresche di ogni ordine e grado: suonerà forse retorico, ma la conoscenza e il rispetto per il fumetto passano anche da qui, magari attirando i giovanissimi con bibite omaggio e una mostra dedicata alla serie Les Légendaires.

Esauriti gli stand (e intaccato il portafoglio più di quanto progettato) è ora di dedicarsi alle mostre e agli incontri. Se un argomento ostico come la storia del Comics Code, riesce a riempire la quarantina di posti della saletta, per gli ospiti internazionali occorre una conference room tipo cinema. È questo il caso dell’incontro con la fumettista statunitense Alison Bechdel, in cui collaudo le tecnologie messe a disposizione dei visitatori, ossia le buone vecchie cuffie per la traduzione simultanea inglese/francese.

L'incontro con Alison Bechdel
L’incontro con Alison Bechdel

Il pezzo forte di Angoulême, però, sono le mostre. Ti aspetti di trovare allestimenti sontuosi e grande cura nell’esposizione, e non rimani certo deluso. Ma trovi anche una grande quantità di visitatori, interessati e attenti, che si soffermano sulle tavole originali ammirandole come le opere d’arte che sono e senza temere un’ora di coda, a esempio, per la mostra dedicata a “Jacques Tardi et la Grande Guerre”. Vedere le sale piene per star – pur differenti – come Mafalda o Willem non sorprende. Stupisce di più trovare affollate anche le mostre dedicate ai giovani talenti non ancora professionisti o alla esposizione presso la Maison des Auteurs, in cui ad un manipolo di artisti selezionati annualmente vengono messi a disposizione attrezzature, servizi e un posto dove lavorare per 150 euro l’anno. L’impietoso richiamo alla disgraziata situazione di questo Paese giunge spontaneo…

E la fila per Tardi
E la fila per Tardi

Consiglierei una visita ad Angoulême? Senza dubbio. Per i detrattori di cosplayer, videogiochi e altre contaminazioni extra- o para-fumettistiche, l’approccio decisamente culturale – e meno ludico – di cui è ammantato il festival sarà una piacevole novità; per chi li apprezza, sarà comunque un modo per gustare, anche solo per un paio di giorni, una concezione del fumetto diversa da quella italiana.
Se poi ci fosse qualche indicazione in più per raggiungere il centro…

Trattare una tavola a fumetti come un'opera d'arte è più facile se stai ammirando
Trattare una tavola a fumetti come un’opera d’arte è più facile se stai ammirando Winsor McCay