Rubriche Balloonology Good-bye, Minnie! Good-bye, cruel world!

Good-bye, Minnie! Good-bye, cruel world!

topolino_suicidio_1930

Zio Paperone, si sa, è un papero che ama i gesti teatrali (specie per impietosire i nipoti): 100 dollari in meno di guadagni, e saltano fuori corde per impiccarsi o bevande alla cicuta. Ma Topolino che tenta d’ammazzarsi gettandosi da un ponte??

Il Mickey di oggi non farebbe mai nulla di simile. Vuoi per il carattere posato e tranquillo, vuoi perché alla Disney si troverebbero schiere di genitori inferociti davanti agli uffici. Ma questa vignetta arriva da uno spaziotempo lontano: era il 1930, e a firmare le strisce di Topolino, pubblicate sui quotidiani statunitensi, c’era Floyd Gottfredson.

L’antefatto di questo episodio leggendario, per certi versi rimosso dalla biografia del personaggio che tutti ‘conosciamo’, risiede in un ciclo di strips durato una settimana. In quella storia, Minni inizia a frequentare Felice, un bel gagà (in originale Mr. Slicker), alto, elegante e con modi da raffinato cittadino, ossia l’opposto di Topolino, all’epoca giovane scavezzacollo di campagna. A causa di un equivoco, il Topo si convince che Minni si sia fidanzata col viscido Slicker, e… decide di compiere l’estremo gesto.

Gettarsi dal ponte, peraltro, sarà solo uno dei tanti tentativi compiuti da Mickey – uno diverso per ogni giorno – nella memorabile e inquietante sequenza che proseguì dal 18 al 24 ottobre.

Alla fine della vicenda, alla vista della bellezza della natura, l’aspirante suicida abbandona l’insano proposito, mentre Felice si rivelerà essere un bieco rubagalline, che aveva osato derubare perfino il padre di Minni (in questi tempi preistorici nel mondo Disney non c’erano solo zii e nipoti…)

Lo spunto iniziale della sequenza – ristampata per intero in italiano nel 2012 – venne suggerito a Gottfredson da Walt Disney in persona (altro che politically correct, lo zio Walt, eh?), ispirato probabilmente ad analoghe gag presenti nei film di Buster Keaton o Harold Lloyd (e in un cortometraggio del suo coniglietto Oswald). Un’idea verso cui Gottfredson si mostrò piuttosto restio, preoccupato della reazione dei lettori e dei syndicate distributori della striscia, fino a spingersi a obiettare sulla scelta del boss: “Vuoi scherzare!”. “No, non scherzo affatto” – rispose Disney – “Penso che potresti tirarne fuori un sacco di roba divertente”. E i fatti diedero ragione a quest’ultimo: nessuno si lamentò, e Walt commentò: “Visto? Era divertente. Te l’avevo detto.”

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