In uscita un “nuovo” Tintin: ‘La maledizione di Rascar Capac’

Che ci facevano due uomini davanti a un’appartata casa di Boitsfort-Watermael nei pressi di Bruxelles? A guardar bene stavano un po’ nascosti tra gli alberi e prendevano schizzi del bell’edificio in stile. Niente di male o di pericoloso, se non fosse che quella casa era stata appena requisita dalle SS che occupavano il Belgio: i due, insomma, senza saperlo, corsero un bel rischio.

Siamo nell’autunno del 1943 e di lì a qualche giorno, il 16 dicembre, sul quotidiano “Le Soir” prenderà il via una nuova storia di Tintin dal titolo La Malédiction de Rascar Capac, più nota con il titolo della sua prima edizione in albo (1948, presso Casterman), Le Sept Boules de cristal. E quei due tipi misteriosi erano Hergé e il suo nuovo collaboratore Edgar P. Jacobs che avevano individuato quella casa come adatta a fare da «modella» per la villa del professor Bergamotte, uno dei protagonisti di quest’avventura a fumetti di Tintin alle prese con la maledizione di una mummia Incas e con il rapimento del Professor Tournesol.

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L’episodio, raccontato dallo stesso Hergé, riportato nel celebre libro di Nouma Sadoul, Entretiens avec Hergé, ripreso nel volume di Benoït Peeters, Le monde d’Hergé, lo si ritrova citato anche nel ricco apparato di schizzi, documenti, informazioni e testimonianze inedite che accompagna la riedizione integrale dell’originaria storia di Hergé, appena pubblicata in Francia da Casterman con il titolo La malédiction de Rascar Capac (pp. 136, euro 20). Il volume recupera la versione di 152 strisce in bianco e nero uscita su “Le Soir”, più lunga della versione in album di 62 pagine a colori, e diversamente strutturata: singole strisce (con l’«obbligo» di terminarle con una gag o con un elemento di suspense che rimanda il lettore a quella successiva pubblicata il giorno dopo) in questo caso riunite tre per pagina. Le strisce occupano le pagine destre del volume in formato album (298×215 à l’italienne), mentre in quelle di sinistra prendono posto gli apparati.

Il confronto filologico tra le versioni, curato da Philippe Goddin, tintinologo e biografo di Hergé (sua è la fonfamentale biografia, Hergé, Lignes de vie, Editions Moulinsart 2007), rivela una grande qualità grafica, in qualche caso superiore alla successiva versione per albo; e riserva parecchie sorprese, compresi episodi e particolari poi cassati da Hergé nelle successive riedizioni. La pubblicazione della storia su “Le Soir” fu bruscamente sospesa il 2 settembre 1944, con la Liberazione di Bruxelles, e la chiusura del quotidiano asservito al regime di occupazione nazista. Qui cominciarono anche i guai per Hergé, accusato di collaborazionismo e che dovette per questo scontare, oltre a un breve arresto, un lungo periodo di «quarantena». Sarà grazie a Raymond Leblanc, figura di spicco della Resistenza, che Hergé verrà completamente scagionato dalle ingiuste accuse e messo dallo stesso Leblanc a guidare il nuovo settimanale Tintin. Sul primo numero, datato 26 settembre 1946, la vicenda delle 7 Boules de cristal ripartirà da dove si era interrotta e darà vita al nuovo episodio Le Temple du Soleil: una ripartenza alla grande con una doppia pagina a colori e un ampio riassunto di quanto era successo prima. Al seguito e alla conclusione della misteriosa avventura di Tintin & Co. tra gli eredi degli Incas, sarà dedicato il secondo volume di questa nuova edizione Casterman (in collaborazione con le Editions Moulinsart), che uscirà in autunno.