‘Nelson’, una vita per 54 generi di immagini

Se poteste raccontare un solo giorno per ogni anno della vostra vita, quale scegliereste? Dev’essere stato questo il punto di partenza che ha portato Rob Davis e Woodrow Phoenix a ideare il progetto Nelson, un libro a fumetti collettivo uscito nel 2011 per la casa editrice inglese Blank Slate Books. Nelson è un’opera frutto di un originale esperimento narrativo: creare una biografia illustrata a più mani per raccontare sia la vita di una donna, Nel Baker, sia le differenti esperienze personali e sociali che hanno contribuito a formare le storie e i ricordi degli attuali quarantenni inglesi.

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Un fumetto collettivo progettato su Twitter

Il progetto Nelson nasce il 23 novembre 2010, quando Davis e Phoenix iniziano ad arruolare a colpi di tweet 54 autori di fumetti inglesi. Grazie alla piattaforma collaborativa offerta da internet e al lavoro di coordinamento editoriale svolto attraverso i social media, Davis e Phoenix affidano a ciascuno dei 54 autori – per lo più sconosciuti al pubblico italiano tranne alcune eccezioni come Posy Simmonds (Gemma Bovery e Tamara Drewe) e Glyn Dillon (Il Nao di Brown) – il compito di raccontare attraverso i disegni un singolo giorno per ogni anno della vita di Nel Baker. Il risultato finale del progetto è raccolto nei 54 capitoli del libro che, grazie all’avvicendarsi dei diversi autori con un meccanismo di staffetta letteraria, narrano attraverso molteplici approcci stilistici la vita di Nel Baker a partire dal 15 giugno 1968, il giorno della sua nascita, fino al 19 luglio 2011, un mese dopo il suo quarantatreesimo compleanno.

Chi è Nel Baker? Figlia di Jim e Rita Baker, Nel cresce nel Regno Unito affrontando le diverse tappe che in un modo o nell’altro contraddistinguono le fasi di crescita di ognuno di noi: l’infanzia, la scuola, le amicizie, l’adolescenza, i primi amori, l’entrata incerta nel mondo degli adulti e le conseguenti gioie e dolori della maturità lavorativa e sentimentale.

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Alcuni esempi dei differenti stili di disegno utilizzati per raccontare la vita di Nel

Un libro con 54 autori, una vita con 54 capitoli

L’originalità di Nelson – che rappresenta a suo modo un eccellente spaccato della scena fumettistica inglese contemporanea – consiste nell’approccio editoriale, che unisce in un solo filo narrativo lineare 54 autori di fumetti, ognuno con al massimo 5 pagine a disposizione per narrare una breve istantanea della vita di Nel Baker. Grazie alla tecnica della staffetta tra gli autori, una modalità che ricorda per certi versi l’esperimento letterario del cadavre exquis dei surrealisti, assistiamo al lento snodarsi della vita di Nel Baker attraverso veloci connessioni e frequenti collisioni narrative. Ognuna delle 54 microstorie del libro rappresenta un piccolo frammento del puzzle biografico di Nel in cui gli autori, per loro stessa ammissione, hanno riversato molto del loro vissuto personale e dei loro ricordi giovanili: per comprendere questo transfert psicologico basta ricordare che la gran parte degli autori di fumetti coinvolti in questo progetto ha ormai raggiunto i 40 anni ed è quindi in un certo senso coetanea di Nel Baker. Il risultato di Nelson non può quindi che essere una sorta di biografia di gruppo che rappresenta, allo stesso tempo, un ritratto generazionale sincero e realistico degli attuali quarantenni inglesi.

Nel secondo Adam Cadwell: 26 anni e un concerto indimenticabile
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Un’antologia del fumetto inglese contemporaneo

Oltre all’originalità del processo redazionale, l’altra caratteristica peculiare di Nelson è senz’altro la ricca palette stilistica del libro: 54 autori significa 54 stili diversi di disegno e di narrazione visuale. Nel corso del libro è possibile vedere gli autori impegnati in quasi ogni tipo di tecnica d’illustrazione: dalle matite agli acquerelli, dai pennarelli ai fotoritratti, dagli acrilici alle più svariate tecniche miste. Gli stili visuali non sono da meno: nel giro di poche pagine si passa dal super deformed al minimal, dai pochi tratti geometrici appena abbozzati ai ritratti accurati ricchi di colore e di dettagli, dai graffiti al tratto tipico degli schizzi amatoriali. Talvolta i frequenti cambiamenti di stile di disegno possono confondere il lettore, che fatica a riconoscere i personaggi nelle loro diverse incarnazioni grafiche. Tuttavia è importante ricordare che questi cambi sono perfettamente funzionali per raccontare i cambiamenti emotivi e sociali che Nel deve affrontare nel corso della sua vita: la vita a 15 anni ha un’atmosfera completamente diversa dalla vita a 30 anni, è comprensibile quindi che il disegno rifletta in qualche modo queste differenze di tono e di carattere emotivo.

I primi 30 anni di vita di Nel: come cambiano i disegni con il passare del tempo
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Un’ultima nota di merito va senz’altro a Davis e Phoenix, gli ideatori di Nelson: visto il grande numero di autori coinvolti e le inevitabili differenze di approccio, è ancora più lodevole la grande abilità di coordinamento editoriale dei curatori che, nonostante le spinte centrifughe inevitabili in un progetto artistico a più mani, sono riusciti comunque a mantenere una coerenza narrativa invidiabile e perfettamente funzionale alle intenzioni originarie del progetto.

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I 25 anni di Nel secondo Jon McNaught: ritratto silenzioso di un padre assente

Perché leggere Nelson?

Quando avrete finito di leggere l’ultima pagina del libro, Nel Baker vi sembrerà reale esattamente come le persone che avete conosciuto finora nella vostra vita: una persona vera, non solo una storia immaginaria su carta. Leggere Nelson vi farà pensare alla prima volta che siete andati a un concerto e avete immaginato di suonare anche voi la chitarra sul palco, alla prima volta che qualcuno ha spezzato il vostro cuore lasciandovi senza respiro, alle difficoltà di crescere in una famiglia disfunzionale, all’importanza degli amici come ancore di salvataggio nei momenti tristi, a quanto è complicato conciliare i propri sogni adolescenziali con una realtà fatta di conti da pagare e un lavoro che non vi piace, ai tradimenti subiti e alle ingiustizie commesse. In definitiva, a tutto quello che avrebbe potuto essere e non è stato e a quello che di buono, a dispetto di ogni possibile apparenza, rimane ancora nella vita.